LA BLANCHE ALCHIMIE
Galactic Boredom

 
 
11 Marzo 2011
 

Chissà perché, ma resta sempre difficile da raccontare – restando tra i parametri dell’obiettività – quello che si prova al momento e poi nella ‘convalescenza’ sensoriale con quello che ogni volta esce dalle casse mentre che il duo de La Blanche Alchimie espleta il suo compito primario, ovvero incantare, bruciare e plagiare con la sua riserva speciale di bellezza, quel tessuto pregevole e artistico di gamma che gentilmente violenta le brutture attorcigliate della non grazia.

Jessica Einaudi e Federico Albanese fanno una scelta artistica ben precisa con le loro canzoni e la loro musica, la dimensione quasi acustica torna ad essere la protagonista candida di un sogno irripetibile, indulgente, a disposizione di paesaggi e nuove forme poetiche, il pop venato di decadenza sublime, il velo di taftà che copre e non copre il nuovo lavoro discografico “Galactic Boredom” si fa viaggio dentro l’anima e fuori dell’inconscio, un alito concettuale e un bacio salvifico che si tramuta in raffinato benessere molecolare.

La fisionomia delle dieci tracce è ben tratteggiata e sorretta da un’interpretazione ‘duet’ delicata e sognante; un piccolo drappeggio dark tra i tasti acquosi di “Black Girl”, muschi e licheni invernali che si aggrappano supplicanti alle corde del cello imbronciato nel suo soliloquio “Blackberry Lips”, la forza arcana e spirituale di un tremore rock “Cellar Disco Club”, “Shell On The Hill” e la concezione cristallina di ricami acustici tormentati di vita e rinascita “Galactic Boredom” vanno a pianificare un linguaggio immaginifico, elegantemente totalitario come il rubino che luccica in “Fireflies”, imbarazzante traccia al netto dello stupore.
Registrato sulla linea Berlino, Milano e le fertili Langhe e con la produzione artistica di Ludovico Einaudi, il disco conferma lo stato di grazia del duo, questa bianca alchimia che fa concorrenza all’istinto della purezza, che crea zeffiri e soli, ombre e spifferi tra i vortici teneri della solitudine.

Jessica Einaudi vocals, backing vocals, Federico Albanese acoustic guitar, glockenspiel, vibraphone, piano. Suoneranno inoltre Marco Decimo cello, Ludovico Einaudi rodhes, Nick Taccori drums, Gianluca Mancini clock. Buon ascolto e buon volo alla faccia della gravità terrestre!

Cover Album

  • MySpace
  • BUY HERE
Galactic Boredom
[ Ponderosa Music & Art – 2011 ]
Similar Artist: Enya, Tori Amos rarefatta e palloni pieni d’etere
Rating:
1. Black Girl
2. Galactic Boredom
3. Fireflies
4. Blackberry Lips
5. Cellar Disco Club
6. My Ear Is A Shell
7. Shell On The Hill
8. Temples Burning
9. The Sound Of Marbles
10. Paralyzed

Tracklist
 
 

Tindersticks – No Treasure ...

Una cartina geografica stilizzata adorna la copertina del dodicesimo album dei Tindersticks, il disco più ottimista e accessibile di una ...

Leonard Cohen – Thanks for ...

Quando un artista, che hai tanto amato e seguito, viene a mancare si crea un senso di partecipazione emotiva che spesso si traduce in una ...

Pumarosa – Devastation

“Please don’t be perfect anymore” incita la frontwoman Isabel Munoz-Newsome in apertura del secondo album della band ...

Greet Death – New Hell

Quest’anno Babbo Natale ha dovuto risvegliare in anticipo di oltre un mese le sue amate renne per portarci in dono il nuovo lavoro degli ...

Due – Due

Avevamo già apprezzato il disco d’esordio di Luca Lezziero, così scarno, acustico ed evocativo, alla ricerca di un linguaggio ...