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Intervista con DINO FUMARETTO

22 marzo 2011

Genere:

Indie For Bunnies e il cantautore che ‘non vuole uscire’.
Perchè Fumaretto si è sentito Kafka e ama i Monty Python. Parola di Elia Billoni.

L’abbiamo già detto: intelligente, ironico, colto, mai banale, in una parola BRAVO. Ho ascoltato incessantemente il disco di Fumaretto ma la vera folgorazione è arrivata dopo aver assistito all’interpretazione dal vivo di Elia Billoni. Questa intervista non può che iniziare con un’ammissione di colpa: sono confusa. “Elia Billoni, interprete ufficiale di Dino Fumaretto”…Dovrei rivolgermi a Elia Billoni o a Dino Fumaretto?
Grazie per i complimenti. Ti rivolgi a me quindi a Elia Billoni. Dino Fumaretto si limita a scrivere canzoni, il resto lo faccio io.

Canti nella casa sono il mio centro ma in ufficio ti puoi sentire Kafka. Purtroppo per te sono una grande feticista kafkiana e non poteva sfuggirmi la citazione eccellente. In fondo in fondo c’è un po’ di Franz Kafka/Joseph K./K. agrimensore, nella dinamica-alter-ego Billoni /Fumaretto?
Non posso rispondere nello specifico, nego di avere un alter-ego. Kafka è senza dubbio un nostro punto di riferimento. Non citiamo Kafka tanto per citarlo, ma perché per lungo tempo ci siamo sentiti Kafka. Per lungo tempo il mondo per noi era unicamente quello di Kafka, un mondo quotidiano, onirico, terrificante ed esilarante. In fondo anche ora mi sembra che sia tutto lì.

Premetto che non ho intenzione di interrogarti sul ’senso’ che dai a quello che scrivi, anche perché mi leverebbe gran parte del divertimento – ovvero poter reinterpretare attraverso il mio filtro quello che ascolto- però mi consentirai di prendere spunto dai tuoi testi…
Per esempio in “Iiiih” ripeti che non trovi l’idea ed è una vita che non sai cosa dire ma anche sono stanco di essere sminuito per aver rischiato. Direi che di idee Fumaretto ne ha tante e in una scena musicale spesso appiattita chi ascolta è contento che tu ti sia assunto ‘il rischio’. L’artista Fumaretto è più coraggioso o incosciente?

Fumaretto scrive le canzoni, io le canto. Mi espongo un po’, è vero, ci metto la faccia, ma non è poi un grosso rischio. Anzi non rischio niente se non il ridicolo. L’artista Fumaretto in questo senso è coraggioso perché non teme il ridicolo. Ora però siamo entrambi invecchiati, non ci sentiamo più spavaldi: il prossimo album s’intitolerà “Sono Invecchiato Di Colpo”.

Una delle cose che più amo nei tuoi pezzi è che riesci a dire cose serissime senza prenderti mai troppo sul serio. C’è un’ironia a volte caustica nei testi, in brani come Mostra stile del cantato e parole stridono fino a strapparmi sempre una risata. Anche durante il concerto trovo che tutti si divertano molto. E’ la chiave giusta per’leggere’ la tua musica? Fumaretto/Billoni è contento che si rida (anche) o vorrebbe ascoltatori più meditabondi?
Non so nemmeno io quale sia la chiave più giusta, quello che ci ha sempre interessato era camminare sul filo, in bilico tra l’ironico e il patetico, il comico e la paura… se prevale il divertimento è perché io sono un pagliaccio. Ma con l’eccezione di alcuni brani prettamente comici, la maggior parte delle cose che canto sono terrificanti, e spesso davanti alle cose terrificanti ti devi difendere con una risata. A volte Fumaretto vorrebbe che io fossi più serio, perché di conseguenza lui verrebbe preso maggiormente sul serio. Io comincio a sentirmi dissociato e ho bisogno di una pausa.

Un ritorno alla barbarie avrebbe un certo valore… Non pensi che nella barbarie ci stiamo a mollo? Trovo che in un certo senso tu canti di barbarie quotidiana…
Io parlo alla parte più fortunata del globo, quelli che come me hanno un tetto, bene o male mangiano tutti i giorni, si possono concedere relativi lussi e vizi. Noi siamo abituati bene. Quel pezzo parla di distruzione di noi stessi. E’ un suicidio. Chi è che nel proprio subconscio non ha mai sognato la propria distruzione? Detto questo non ho la pretesa di dare lezioni di vita, è solo l’espressione distruttiva di un disagio, kafkianamente parlando. Non toccatemi il mio lettore Blu-Ray!

Sappiamo cosa piace suonare a Billoni ma cos’è che gli piace ascoltare?
Ora ascolto Sufjan Stevens. E sto riascoltando Mia Martini e i Doors.

Suonavo il tuo disco ad alto volume e da allora un mio caro amico ha continuato a ripetermi che era rimasto ossessionato dall’ascolto passivo di “Soffio di Vento” e non riusciva più a smettere di cantare che spavento, sono imprigionato nello stesso lamento. Io stessa non sono immune da attacchi di ripetizione ossessiva di ti ricordi il mio dolore. Parafrasandoti posso dire che ‘Fumaretto è una super potenza che ci vuole convertire col ritornello compulsivo’?
Interessante. Puoi dirlo. C’è chi dice l’esatto contrario e cioè che è difficile ricordarsi una frase dopo aver ascoltato le canzoni di Fumaretto. Le cose semplici, ammesso che siano semplici, non lo sono per tutti.

Altro tratto distintivo della tua musica è il rapporto ‘simbiotico’ col tuo piano, chi ha la possibilità di sentirti dal vivo ne ha la misura. Continuerà ad essere una love story a due, piano+voce?
Spero di no. Continuerò sicuramente a frequentare il piano, ma probabilmente non più con quest’esclusività. In fondo non l’ho mai veramente amato: non lo tratto bene, lo percuoto.

“Nuvole e Meraviglie” è inclusa nell’ultima raccolta di A Buzz Supreme, cosa dobbiamo aspettarci da Fumaretto nel prossimo futuro?
Aspettatevi meno buffonate e più oscurità. In poche parole: la vecchiaia.

Hai ripresto “Always Look On The Bright Side of Life”, brano che si inserisce alla perfezione nel corpo dell’album e si addice moltissimo al tuo humour asciutto. Scusa ma prima di concludere l’intervista devo chiedertelo: a Fumaretto piacciono i Monty Python?
Moltissimo.

Link:

Ascolta “Soffio Di Vento”

Ascolta “Nuvole E Meraviglie”

 

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