LIA ICES
Grown Unknown

 
 
30 Marzo 2011
 

La regola d’oro ci dice che ogni disco uscito per Jagjagwar merita attenzione e, inevitabilmente, rispetto, se non proprio amore. Non fa eccezione “Grown Unknown”, seconda prova della newyorkese Lia Ices, pianista soave e bellezza commovente che nel 2008 (anno di pubblicazione dell’esordio Necima) decise di svelare la propria voce e di mettere alla prova le sue doti di compositrice.

Non si può dire che il risultato sia stato esaltante e pure la scarsa considerazione all’interno del mare magnum dell’indie statunitense non lasciava presagire niente di buono. Invece, a settembre la sorpresa. Complice la casa discografica suddetta, la Ices dà alle stampe “Grown Unknown” che la porta alla ribalta di critica e pure di un discreto pubblico. Certo le canzoni appaiono piuttosto belle, la voce una carezza che avvolge e scalda.

Fin dall’iniziale “Love Is Won” si ha la netta sensazione di avere di fronte un’artista promettente, una Feist maggiormente riflessiva, una St. Vincent più pacificata che si avvale con abbondanza di piano e archi a creare arrangiamenti di grande raffinatezza e piacevolezza per le orecchie e il cuore. Una canzone che sarebbe perfetta per la colonna sonora di “Scrubs” (dio l’abbia in gloria) se andasse ancora in onda o per il nuovo film di Zach Braff se si decidesse a girarne uno. Il resto lo fa una voce meravigliosa che tesse trame melodiche magnetiche ed avvolgenti e una scrittura policroma che aiuta a superare anche i cali di tensione emotiva. Peccato che il brano più bello arrivi come secondo: “Daphne” è uno splendido canto a due grazie alla partecipazione di Justin Vernon (Bon Iver), che proietta l’ascoltatore in un Arcadia fatta di campi di panna montata e un pizzico di cannella a ricordare in alcuni passaggi qualcosa dei Black Heart Procession in combutta con i prodi Solbakken.

Brani quale la title track e “Ice Wine” si dimostrano molto piacevoli seppure un poco inferiori e l’intera opera appare ispirata e cesellata con grande cura e attenzione ai dettagli, come il battimani a fare da corollario alla già citata “Grown Unknown” e l’arpa che impreziosisce “After is Always Before”. Lia Ices, la ragazza dal fiore in bocca, ha una bella carriera davanti.

Cover Album

Grown Unknown
[ Jagjaguwar – 2011 ]
Similar Artist: Feist, St. Vincent, My Brightest Diamond, Nina Nastasia
Rating:

1. Love Is Won
2. Daphne
3. Little Marriage
4. Bag Of Wind
5. Grown Unknown
6. After Is Always Before
7. Ice Wine
8. Lilac
9. New Myth

Ascolta “Grown Unknown”

Tracklist
 
 

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