PANDA BEAR
Tomboy

 
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4 Aprile 2011
 

Che dire di un disco del genere? Non si capisce se Panda Bear ci sia o ci faccia. Se ne esce con una roba che apparentemente suona uguale agli ultimi Animal Collective – anzi no, suona come gli Animal Collective immersi un una strana miscela di miele ed acqua marina, tipo un Mudhoney senza mud ma con lo stesso gusto per il suono stratificato e viscoso, solo infinitamente meno duro e spigoloso – e tu pensi che stia prendendo tutti per i fondelli e stia riciclando cose vecchie di anni tanto per uscirsene con un disco nuovo e rimanere sul pezzo,ma poi piano piano ci entri dentro e non ne esci più.

Dopo il terzo ascolto sei sempre più fermamente convinto e finisci per pensare che Brian Wilson dei Beach Boys pagherebbe oro per aver scritto roba del genere e che suo fratello Dennis (quello che per un po’ ha ospitato Charles Manson nella sua villa e che anni dopo è morto annegato in mare strafatto di alcool e barbiturici) avrebbe potuto anche fare una fine diversa se solo avesse preso le droghe di cui si fa Panda Bear, dopo il quinto ti rendo conto che questo “Tomboy” è davvero un grande disco e non è solo roba buona per provocare erezioni ai redattori di Pitchfork. Per fortuna.

Panda Bear ci crede sul serio. E dunque, psichedelia che aggiorna il concetto di psichedelia, suoni che sembrano di scarto ma che in realtà non lo sono, incisioni che vogliono suonare lo-fi anche se in realtà sono pulitissime, melodie cristalline e fuori dal tempo/fuori dallo spazio, fanciullezza a chili, batterie un tantino più groovy del solito e la voce di chi la sa lunga ed imbastisce canzoni che sembrano buttate lì a casaccio ma che in realtà nascondono dietro un certo lavoro di intelligente sperimentazione. Tra l’altro, il tutto sembra fatto apposta per essere eseguito live e portarti in un altro luogo, in un altro spazio di trance emotiva – il che non guasta mai, visto che cose come la title track, “Surfers Hymn”, “You Can Count On Me”, “Last Night At The Jetty” e la conclusiva “Benfica” sono brani che vanno ben oltre il livello qualitativo di ciò che si può sentire in giro ultimamente.

Decisamente un interessante approfondimento del discorso portato avanti dagli Animal Collective, anche se gira e rigira ti rendi conto che questa è roba che va oltre il gruppo di provenienza perché riesce a modo suo ad essere sia più pop che più sperimentale.

Cover Album

Tomboy
[ Paw Tracks – 2011 ]
Similar Artist: Animal Collective, Animal Pink, un mix di gocce nella cedrata, LSD a colazione, Beach Boys
Rating:

1. You Can Count On Me
2. Tomboy
3. Slow Motion
4. Surfer’s Hymn
5. Last Night At The Jetty
6. Drone
7. Alsatian Darn
8. Scheherezade
9. Friendship bracelet
10. Afterburner
11. Benfica

Tracklist
 
 

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