JOVANOTTI
Ora

 
 
13 Aprile 2011
 

Checché ne dicano gli snob e le malelingue non si può non volere un sacco di bene a Lorenzo Cherubini detto Jovanotti. Come Max Pezzali rappresenta infatti il prototipo dell’eterno giovane, quello che nonostante l’inesorabile scorrere degli anni resta sempre e comunque un ragazzo e parla ai ragazzi come lui (anche se a differenza di Pezzali lui parla ai ragazzi che hanno maggiori pretese intellettuali e cercano di uscire dal tran tran della vita di provincia, ma tant’è), riuscendo sempre a farsi capire alla grande. È quasi una versione italiana di Fonzie di Happy Days, con la sola differenza che Fonzie rappresentava l’anima rebel without a cause del telefilm mentre Jovanotti spesso e volentieri ha ecceduto in buonismo e/o veltronismo. Ma a uno che negli anni novanta ha scritto autentici inni generazionali come “Non m’annoio”, “Sono Un Ragazzo Fortunato”, “Penso Positivo”, “L’Ombelico Del Mondo”, “Serenata Rap”, “Estate 1992” si può perdonare questo ed altro. Quando fa così Lorenzo è sempre in buona fede, big respect a prescindere per la sua importantissima figura.

E oggi, nel 2011, a quasi un quarto di secolo dagli esordi, Jovanotti se ne esce fuori con un disco che risponde al titolo di “Ora”. Per la cronaca: “Ora” è un grande disco, che osa parecchio e dimostra come si può aver ancora voglia di rischiare anche quando sei sulle scene da tanto tempo ed in teoria potresti campare di rendita. Tutti parlano di “Ora” come il disco dance di Jovanotti, ma questo non è un disco dance: è il disco di uno che in passato ha ascoltato tanta dance e continua ancora oggi ad ascoltarla, e a questo giro ha scelto di utilizzare i codici della dance per arrivare oltre, per arrivare ad una forma canzone che riesce ad essere nello stesso tempo sperimentale ed orecchiabile, alta e bassa, logica ed illogica, formale ed informale. Un disco doppio come quelli che uscivano un tempo, con venticinque tracce tutte di alta qualità e dove c’è classe da vendere ma soprattutto non c’è mai una caduta di tono e quando c’è un’incertezza sembra messa lì per rivelare all’ascoltatore le proprie debolezze. L’uomo è fatto così: pensa ancora di poter cambiare il mondo, ed è sincero – quasi fanciullesco – quando lo pensa, ed agisce di conseguenza, regalando al suo pubblico (ma anche al pubblico in generale, visto che con un disco del genere potrebbe acquisire nuovi, insospettabili fan ed addirittura convincere i detrattori) un’opera da ascoltare dall’inizio alla fine e che una volta ascoltata ti lascia degli interrogativi ma nello stesso tempo ti fornisce la chiavi giuste per trovare le risposte.

È un grande cantautore Jovanotti? Sì (sentire “Le Tasche Piene Di Sassi” per credere). È capace di scrivere grandi testi? Sì (sentire “Megamix” per credere, quasi i Chemical Brothers con alla voce un cantautore italiano). Sa cosa sono l’amore ed il dolore? Sì (sentire il supersingolo “Tutto L’Amore Che Ho” per credere). È un visionario? Sì (sentire “Dabadabadance” per credere). Ha un animo rock? Sì (Sentire “Il più Grande Spettacolo Dopo Il Big Bang” per credere). Sa andare oltre lo sprezzo del ridicolo? Sì (sentire “La Bella Vita” con Amadou & Mariam e “Battiti Di Ali Di Farfalla” con Michael Franti). Sa scrivere cose che sembrano uscite fuori da un Fred Buscaglione in botta post-MDMA? Sì (sentire “Quando Sarò Vecchio” per credere). Sa scrivere tristi ballate piano ed effetti speciali? Sì (sentire “L’elemento umano” per credere, traccia dove fa capolino addirittura un redivivo Luca Carboni – big respect anche per lui, e big respect pure per l’eterno regàz Cesare Cremonini che fa capolino nella spiazzante “I Pesci Grossi”) e via discorrendo. Si potrebbe andare avanti all’infinito ma è meglio fermarci qui, che proseguendo si rischierebbe di sminuire il reale valore di un’opera come “Ora”, un disco che se non uscisse su major e/o se non fosse opera di Lorenzo Cherubini detto Jovanotti a quest’ora i frequentatori di siti e forum specializzati nella cosiddetta musica indie si starebbero strappando i capelli o, ancor peggio, starebbero gridando all’ennesimo miracolo.

Andate ad ascoltarvi l’ennesimo gruppo di figuranti con le frangette e le maglie a righe che cercano disperatamente di suonare come i Jesus & Mary Chain o i Joy Division (o, a scelta, il nuovo bolsissimo disco di Conor Oberst a.k.a. Bright Eyes), voi che potete.

  • MySpace
  • BUY HERE
Ora
[ SoleLuna/Universal – 2011 ]
Similar Artist: i grandi dischi pop da classifica degli anni novanta, Franco Battiato, Max Pezzali, Max Gazzé, Bluvertigo, uno che ha ascoltato tanta house music
Rating:

Disco 1:
1. Megamix
2. Tutto L’Amore Che Ho
3. Le Tasche Piene Di Sassi
4. Amami
5. Ora
6. Il Più Grande Spettacolo Dopo Il Big Bang
7. L’Elemento Umano
8. La Bella Vita (La Belle Vie)
9. Battiti Di Ali Di Farfalla
10. Io Danzo
11. La Notte Dei Desideri
12. Quando Sarò Vecchio
13. Un’Illusione
14. La Porta E’ Aperta
15. Rosso D’Emozione

Disco 2
1. Spingo Il Tempo Al Massimo
2. I Pesci Grossi
3. Kebrillah
4. La Festa Infinita
5. Sulla Frontiera
6. La Medicina
7. Sul Lungomare Del Mondo
8. Dabadabadance
9. Go!!!!!!!
10. L’Elemento Umano

Tracklist
 

32 Comments

Got Something To Say:

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

no no no no.
ho grande stima di te, Accento, ma su Jovanotti proprio non transigo. non era ascoltabile come pupillo di Cecchetto, non era ascoltabile nei tempi sospetti della deriva terzomondista. non è ascoltabile ora che, furbetto, ha cambiato territori, seguendo le coordinate del mercato pseudo-alternativo: se a fino anni ’90 era di moda seguire il groove verso lidi più world, ora la dance è spesso il rifugio di indiekids e la fucina da cui escono le nuove mode. Cherubini, non un artista ma semplicemente un affarista, ha capito come si fanno i soldi: seguendo le mode, accontentando i propri fans e anche qualche sprovveduto che vedrà nella sua ennesime mutazione la grande svolta che finalmente lo sdoganerà, non sbilanciandosi in nessuna presa di posizione (nè morale, nè politica, nè musicale).

I suoi primi vinili sono i primi che ho chiesto ai miei dopo i FiveLandia ma poi non mi sono riconosciuto in nessun suo “inno” Novanta, troppo davvero troppo semplice, a me piacciono le complicazioni, i conflitti che ci posso fare? Ma ti stimo (ancor più dopo le righe finali della recensione) e lo ascolterò.

cazzo grande federico!
bellissima recensione per un disco spiazzante. Io il continuo cambio di direzione di jovanotti la vedo come una cosa positiva e non certo come un seguire le mode. per lo meno dimostra più freschezza e intelligenza di molti altri suoi colleghi “mainstream” che sono 20 anni che ci propinano il solito pacco (vedi alla voce vasco e liga ecc ecc.)
Jovanotti è un grande artista da tutti i punti di vista, sia musicale che visivo, basta vadere i suoi video,il packaging dei sui cd, il suo sito, i suoi disegni e le mille altre cose che fa. Bisognerebbe stimarlo se non altro per quanto amore e impegno ci mette nelle sue cose. Poi se il dicso non piace ci può stare, ma avrà sempre la mia stima.

Recensione talmente surreale e grottesca da essere fantastica. Tornato in Italia per qualche giorno, qualche mese fa, ho visto un dietro le quinte della registrazione di questo album. Beh, ho provato pena. Sentire una base assolutamente strepitosa di basso e batteria rovinata, guastata, straziata, da questo raccomandato che continuava a blaterare su “fogli bianchi”, “ho scritto ti amo” e atrocita’ simili l’ho trovato umiliante. Per lui, per la musica e per chi lo ascoltava.

Inni generazionali quelli citati nella recensione? Allora perche’ non “Nuotando nell’aria” o “Rosemary Plexiglass” ? Ma quanti inni puo’ avere una generazione? Evidentemente non era la mia e ne sono felice.
La qualita’ su un disco di Cherubini, se c’e’, c’e’ “nonostante” lui, non “grazie” a lui.
E non e’ un commento snob (io apprezzo moltissimo le prime Spice Girls) ma da ascoltatore mi sento offeso quando sento che un tizio stonato, senza ispirazione e privo di qualsivoglia inventiva ancora fa dischi dopo 20 anni e passa.
Per il resto: ottima recensione.

Ottima recensione anche per me. Poi non concordo in merito al giudizio sul disco: di queste 25 tracce ne salvo giusto due o tre, il che, obiettivamente, è troppo poco per farmi innamorare di un disco; ma, d’altra parte, trovo che questo sia sempre stato il limite di Jovanotti.

“Jovanotti è un grande artista da tutti i punti di vista”
okay, dopo questa possiamo anche chiudere.

Bella la recensione, anche se non concordo per niente sul giudizio all’artista

mi sembra che parliate solo per pregiudizio.
io non ho ascoltato il disco, ma lo farò. ne ho letto bene anche su carta stampata: Blow Up gli ha dato 8. a leggerne pare il miglior disco di Jovanotti.
cosa penso io di Jovanotti: un’artista che fondamentalmente non m’interessa, ma via via qualche canzone bella mi pare l’abbia scritta. sulla lunghezza dell’lp non mi ha mai convinto, pero’ un pizzico di talento ce l’ha.

Dai a DJ Francesco una band come quella di Jovanotti per 20 anni e qualche perla te la tira fuori per inerzia, prima o poi.
Davvero: si puo’ parlare di “musica che acchiappa”, di melodie accattivanti ma non di qualita’. Se e’ qualita’ questa roba, allora lo e’ tutto.

non avrei mai pensato di leggere un articolo su jovanotti qua …
mah

ghemison secondo me si, a parte qualche canzoncina “da matrimonio” mi sembra non si sia mai fossilizzato o mai seduto sugli allori, cercando di trovare sempre una nuova direzione.
se poi te la vedi solo come una scelta affaristica io non ci posso far nulla, per me fare un disco così è stata una scelta coraggiosa, rischiando di scontetare parecchi fans..

Ed allora a questo punto apriamo un dibattito (come nelle migliori tradizioni della sinistra italiana, che fa dibattiti su dibattiti poi le elezioni le vincono gli altri): cosa è oggi musica di qualità e cosa non lo è? Cosa deve avere la musica per essere definita di qualità?

Si accettano suggerimenti 😉

Bello e azzeccato il paragone con la sinistra italiana…ma allora a questo punto potremmo anche rispondere, citando un grande cineasta, “no, il dibattito no !”.

Non potrerebbe a nulla. Invece sarebbe costruttivo dibattere su cosa NOn e’ qualita’.
Non puo’ esserlo un prodotto mediocre (nel senso latino del termine di “medius”) e di consumo (nessuno nega che i formaggini Susanna siano buoni. Ma il Camembert e’ un’altra cosa). Non puo’ esserlo un prodotto che non proponga nulla di nuovo, che sia identico a mille altri prodotti e infine che piaccia alla massa.
Non e’ un discorso snob ma sociologico: se qualcosa piace alla massa, non sara’ mai una vera e propria novita’, non potra’ mai essere nulla di speciale proprio perche’, per esserlo, dovrebbe avere appeal su una minoranza. La DC, Vasco Rossi, la Juventus, Pippo Baudo, Sanremo piacciono perche’ tranquillizzano i piu’. E lo stesso fa Jovanotti che, inutile dirlo, ha legato la sua carriera alle nostre infanzie.
Mi sembra che la tua recensione (che personalmente ho lodato) sia snob al contrario. Un po’ come gli eccessi scatenati dai Radiohead: oggi come oggi sono cosi’ snob da far tacciare di snobismo chi (come il sottoscritto) non li apprezza.
Il tempo non e’ galantuomo: il tempo sdogana tutto. Se oggi come oggi si organizzano rassegne per celebrare Il Grande Cinema di Lino Banfi, non e’ perche’ quelle porcherie siano di qualita’ ma proprio perche’ sociologicamente tranquillizzano e riportano indietro nel tempo.
Jovanotti e’ la DC, e’ un prodotto stanco, ripetitivo. E quando non lo e’, non lo e’ perche’ copia.

Quindi che qualita’ puo’ avere un prodotto che di novita’ non ha nulla, non propone niente di arguto, non cambia mai (aggiungere una base dance nel 2011 e’ una sfida tanto quanto crearsi un profilo Facebook finto), piace alla massa e si regge su un’ottima base rovinata da parole messe tristemente a caso da un tizio pure mezzo stonato?

Scusate il pistolotto ma non ho molto da fare a lavoro..

Concordo con quanto ha detto alex. e in effetti è vero. I film di Lino Banfi mi piacciono perchè mi riportano indietro nel tempo. Hanno un grande valore sociale. Tra la’ltro tra 20 anni saranno rivalutati i vari cinepanettoni per lo stesso motivo

non ci credo…non solo ho letto tutta la recensione ma pure tutti i cazzo di commenti, allucinante.

Quindi musica di qualità = musica di nicchia? non sono d’accordo
Mi sembra lo stesso discorso trito e ritrito: quando un artista diventa conosciuto a più di un tot di persone diventa automaticamente un artista finito. e’ stato così per i subsonica l’anno che sono andati a sanremo (ah ma io la prima volta che li ho visti eravamo in 10, quella volta lì si che erano bravi) o per gli afterhours,sempre per lo stesso motivo. Quindi, ad esempio, Vinicio Capossela fino a Canzoni a manovella era fantastico, con Ovunque proteggi si è svenduto.
Secondo me non esiste una formula per definire la musica di qualità e se esiste non è certo quella già scritta all’inizio.

A me Lino banfi fa cagare oggi come allora

Ma infatti io non parlavo di cio’ che e’ di qualita’, ma di cio’ che sicuramente non lo e’.
I Subsonica, Capossela; tutti artisti decaduti. Ma non certamente perche’ hanno venduto un casino, bensi’ perche’ per vendere un casino hanno appiattito la loro musica.
Mahler e Brahms vendono molto piu’ di loro messi insieme. Eppure la loro musica e’ un’esperienza esaltante. Ma non saranno mai certamente fenomeni di massa. Cio’ che – parlando di musica classica – piace alla gente sono i jingles e le marcette. La massa non capira’ mai Brahms e, ripeto, non e’ un discorso snobista.
Il giorno in cui il primo partito sara’ il Partito Anarchico Rivoluzionario, quel giorno quel partito cessera’ d’essere rivoluzionario.
Comunque stiamo (sto) andando fuori tema.

Sui subsonica concordo, su Capossela non proprio. Comunque magari ne riparliamo nella recensione del suo prossimo imminente disco (sa la farete..). Il tuo discorso comunque non fa una piega, dico solo che c’è gente che vende e che è apprezzata dalle masse ma che fa anche musica di qualità. Oppure non ci stiamo capendo su cosa sia musica di qualità. Per dire, l’anno che i CSI (o erano i PGR non ricordo più) entrarono al Primo posto in classifica io gridai al miracolo!eppure non mi pare che Tabula Rasa Elettrificata non fosse un disco di qualità. Poi il povero Giovanni Lindo è impazzito, ma ora rischio anche io di andare fuori tema ehehehe

sto leggendo pseudoteorie risibili. risibili perchè fondate sull’oggettivazione del proprio punto di vista.

Si.
Poi hai chiuso il Corano e hai letto questo dibattito.

A me personalmente non importa se jovanotti è famoso o non famoso, se è di nicchia o di massa… semplicemente non lo trovo molto diverso dagli altri cantanti di musica leggera italiana che, tendenzialmente, a parte pochissime eccezioni, mi fanno cagare. mi piacque molto l’ultimo disco di niccolò fabi (“solo un uomo”) quello si che è un disco da vero cantautore, uno di quei dischi che non è solo un prodotto vendibile che, con il tempo, perde tutto il suo valore. Ancora oggi me lo sento perchè c’è una scrittura solida nelle canzoni. Jovanotti potrà azzeccare 3-4 canzoni in ogni disco, il resto è materiale trascurabile che si dimentica facilmente.

stimo Fabi e reputo Solo Un Uomo uno dei suoi peggiori dischi. l’avevo preso in offerta l’anno scorso perchè il singolo m’era piaciuto molto. il problema è che se Fabi sceglie d’essere troppo elegiaco diventa tedioso, perchè già la sua voce è mielosa. preferisco di gran lunga l’ultimo di Gazzè: vario, elegante, profondo, ricco di idee. Gazzè che veniva dal suo peggior disco: Tra l’Aratro e La Radio. Scusate la parentesi.
Tornando a Jovanotti: io penso che per quanto vi sforziate di spiegare che non è così facciate fatica a scindere il personaggio dalla sua musica. Vi sta sul cazzo dai, si capisce. Perchè a me non piace pero’ non mi dà fastidio nè che abbia successo nè che alcuni critici ne parlino bene. sticazzi. cioè, c’è gente che rivaluta i Take That…

la recensione è costruita ad hoc per creare discussione e basta. jovanotti…dire che i suoi brani o le sue ….”liriche” valgano qualcosa significa ammettere di non avere orecchio.

Chi te l’ha detto che è costruita ad hoc, il tuo orecchio sopraffino? 😀
Mai pensato che questo disco possa essermi piaciuto sul serio? Per me questo disco vale, indipendentemente da ne chi sia l’autore. Che poi io apprezzi Jovanotti nonostante gli si debba la scoperta di Giovanni Allevi questo è un altro discorso 😀

per Dan: e ci sono siti che recensiscono il nuovo cd di Britney Spears…

– È un grande cantautore Jovanotti? Sì (sentire “Le Tasche Piene Di Sassi” per credere). È capace di scrivere grandi testi? Sì (sentire “Megamix” per credere, quasi i Chemical Brothers con alla voce un cantautore italiano). Sa cosa sono l’amore ed il dolore? Sì (sentire il supersingolo “Tutto L’Amore Che Ho” per credere). È un visionario? Sì (sentire “Dabadabadance” per credere). Ha un animo rock? Sì (Sentire “Il più Grande Spettacolo Dopo Il Big Bang” per credere). Sa andare oltre lo sprezzo del ridicolo? Sì (sentire “La Bella Vita” con Amadou & Mariam e “Battiti Di Ali Di Farfalla” con Michael Franti). Sa scrivere cose che sembrano uscite fuori da un Fred Buscaglione in botta post-MDMA? Sì (sentire “Quando Sarò Vecchio” per credere). Sa scrivere tristi ballate piano ed effetti speciali? Sì (sentire “L’elemento umano” per credere, traccia dove fa capolino addirittura un redivivo Luca Carboni – big respect anche per lui, e big respect pure per l’eterno regàz Cesare Cremonini che fa capolino nella spiazzante “I Pesci Grossi”) e via discorrendo. Si potrebbe andare avanti all’infinito ma è meglio fermarci qui, che proseguendo si rischierebbe di sminuire il reale valore di un’opera come “Ora”, un disco che se non uscisse su major e/o se non fosse opera di Lorenzo Cherubini detto Jovanotti a quest’ora i frequentatori di siti e forum specializzati nella cosiddetta musica indie si starebbero strappando i capelli o, ancor peggio, starebbero gridando all’ennesimo miracolo. –
generalizzazioni galoppanti

Tutto qua? Mai pensato che quello che ho scritto potrebbe essere semplicemente il mio pensiero sul disco? 😀

Hai per caso ascoltato il disco? Non è che sei te che stai generalizzando tutto dopo aver visto il nome di Jovanotti?
Prova ad ascoltarlo poi mi dici che ne pensi. Ci sta che lo critichi e che critichi una semplicissima recensione fatta di impressioni su di un disco, ma se magari prima ascolti il disco il tutto diventa più attendibile. Senza offesa, eh… 😉

Volevo scrivere una mia definizione di musica di qualità, ma mi è venuto fuori un pippone assurdo che non ho pubblicato. Poi però ci ho preso giusto, ho continuato ed ho pubblicato tutto qui
http://bastonate.wordpress.com/2011/04/19/3686/
ovviamente senza intenti polemici perché ciò che può essere di qualità per me può non esserlo per gli altri, e viceversa 😉

Dischi gratis: Wormrot – Dirge (Earache) | -bastonate-

[…] rate del mutuo, essere picchiata dal marito, avere un problema d’alcool, accento svedese che incensa il nuovo jovanotti e tutto quello che in generale ci prende di merda in vita? Risposta: RUTTI IN CULO A TUA MADRE. […]

STRATEGIA DELLA TENSIONE EVOLUTIVA #3 – Amadeus imita Jovanotti a Tale e Quale Show (con gli ovvi richiami ad Amedeo Minghi) | BASTONATE

[…] io nonostante tutto sono da sempre un grande estimatore di Jovanotti ed in barba a tutto e tutti ho scritto in giro recensioni buone dei suoi dischi beccandomi cazziatoni e critiche varie (tra […]

 

Nuju – Clessidra

Il primo assaggio di “Clessidra” nuovo album dei Nuju, calabresi che da tempo hanno trovato casa a Bologna, è arrivato circa due anni ...

Ásgeir – Time On My Hands

Dopo il breve antipasto dell’anno scorso, con l’Ep “The Sky Is Painted Gray Today” a mitigare una discreta attesa, torna con un ...

The Wombats – Is This What It ...

Mai titolo fu più lungo ed esasperante dal punto di vista concettuale come questo. Il che è un ossimoro: perché se il titolo del nuovo ...

AliX – Last Dreamer

Sono passati ben quattordici anni da “Good One”, ultimo disco a nome AliX dopo l’esordio omonimo, “Cuore In Bocca” del 1999, ...

Eugenia Post Meridiem – like ...

È una tensione positiva quella che anima il nuovo disco degli Eugenia Post Meridiem. Eugenia Fera, il bassista Matteo Traverso, il ...

Recent Comments