INTERVISTA CON EMIDIO CLEMENTI (MASSIMO VOLUME)

 
3 maggio 2011
 

In occasione della data padovana dei Massimo Volume ci siamo intrattenuti in una piacevole chiacchierata con Emidio Clementi, leader dei Massimo Volume nonché apprezzato scrittore.
Naturalmente abbiamo parlato (e tanto) di musica, ma anche di letteratura, di progetti futuri e delle potenzialità odierne di internet.

A che punto ti senti del tuo percorso artistico personale?
Non saprei dirtelo con precisione, è vero che poi considerando l’età siamo già a buon punto(sorride ndr),ma spero e credo che le cose migliori dobbiamo ancora farle, c’è uno sguardo fiducioso nei confronti del futuro.

La reunion dei Massimo Volume è stata molto attesa e anche molto chiacchierata e il cd “Cattive Abituni” ha ottenuto ottimi consensi. Secondo te a che punto del loro percorso sono i Massimo Volume?
E’ difficile dirlo, però, cosa che ha stupito anche noi, il disco è stato accolto molto bene. Pensavamo e temevamo che il paragone con i dischi vecchi non l’avrebbe favorito, invece è stato accettato come un vero e proprio disco dei Massimo Volume come quelli più amati. Motivo per cui stiamo già progettando un nuovo album e stiamo lavorando a nuovo materiale, sebbene la tournèe di questo sia ancora lunga e la sua fine ben lontana.

Voi avete cavalcato quasi vent’anni di musica indipendente, partendo da quel grande progetto che era il Consorzio Produttori Indipendenti (per cui hanno visto la luce i due cd Stanze e Lungo i Bordi), arrivando fino ad oggi ad una situazione molto diversa e più frammentata. Com’è trovarsi di fronte un pubblico così diversificato, dal ventenne che vi ha appena conosciuto fino al quarantenne(come il sottoscritto ndr) che vi segue fin dall’inizio degli anni novanta?
Guarda, credo che la poetica dei Massimo Volume è stata un po’ istituzionalizzata con i suoi pro e i suoi contro. Da un certo punto di vista c’è meno critica nei nostri confronti, dall’altra c’è un pubblico più attento rispetto ad una volta e si fa molto meno fatica a guadagnare la sua attenzione. Adesso c’è gente più preparata che si aspetta qualcosa di profondo, insomma c’è gente più ‘educata’.

Il che ovviamente fa pure piacere.(ridendo)…
Certo certo, è sicuramente più facile così.

E la situazione di oggi della scena indie italiana come ti sembra? Sicuramente c’è molta più frammentazione, meno nomi di riferimento rispetto ai vostri inizi(penso ai Marlene, agli Afterhours, ai CSI oltre che a voi ovviamente)e molte più proposte. Lo trovi un miglioramento o una dispersione di energie?
Questo non lo so, ma mi sembra comunque una scena in movimento, che sta dando i suoi frutti. Dopo quasi trent’anni di musica indipendente si sta creando una tradizione e secondo me è una cosa molto importante. C’è chi lo vede come un periodo di riflusso, di poche novità, io non sono d’accordo. Sicuramente la scena attuale ha più considerazione da parte del pubblico rispetto agli anni novanta. Inoltre non va sottovalutata la grossa ‘corrente’ che gravita intorno all’etichetta ‘La Tempesta’(per cui incidono Il Teatro degli Orrrori, Le Luci della Centrale Elettrica, Moltheni etc etc ndr ) che predilige il cantato in italiano dando molta importanza ai testi, pur con tutte le differenze, e poi vedo anche altre realtà importanti.

In riferimento a questo ci sono gruppi della scena che continui a seguire fin dai primissimi esordi?
Sicuramente i gruppi della vecchia guardia, come Afterhours, Il Teatro degli Orrori, Moltheni, ma anche gruppi nuovi. Magari non sono attentissimo a tutto quello che esce, ma cerco di tenermi informato.

Del resto c’è anche la famiglia(ridendo).
Giustamente…del resto facendo il musicista della scena italiana un po’ la conosco (sorride ndr)

Tu oltre che musicista sei scrittore. “Cattive Abitudini” è il sestocd per i Massimo Volume, ma “Matilde e i suoi tre padri” è pure il tuo sesto libro, insomma piena parità.
Ti senti più scrittore o più musicista?

In questo momento che mi sto mantenendo facendo il musicista mi sento più musicista, ma in passato mi sono sentito più scrittore, soprattutto quando vivevo grazie agli anticipi delle case editrice(ride ndr)….adesso vivo un po’ il momento di ansia perché non trovo il tempo di scrivere essendo in tour ed essendo quindi sempre in giro, ma in realtà non vedo l’ora di rimettermi a scrivere…vivo con serenità questi due piani differenti.

Essere musicista nell’ambiente letterario è più un vantaggio o uno svantaggio?
La seconda(ride ndr)…il che mi rende abbastanza frustrato perché sembra che siccome fai altro tu non possa essere preso sul serio come scrittore, non capisco questa discriminazione per i musicisti.
In realtà gli scrittori che vivono scrivendo libri si contano sulle dita di una mano e la maggior parte ha un altro lavoro, ma sembra sia più normale che uno faccia il dentista, mentre il musicista arriva sempre un po’ ‘in prestito’ nel mondo della letteratura,anche se ormai ci ho fatto il callo.

Da Jim Carroll a Robert Lowell, quanto è importante la poetica di certi personaggi nel suono e nei testi dei Massimo Volume?
Tanto direi…io ho sempre avuto i miei modelli che magari sono cambiati nel corso degli anni, ma nel momento della scrittura(come in questo disco con Lowell) è come, dicendolo romanticamente,
avere un fratello maggiore che ti prende per mano. Nel disco ho voluto dedicare una canzone a questo poeta perché all’inizio della stesura dei testi, quando ero un po’ più incerto e titubante, la lettura di Lowell mi ha aiutato.

Sicuramente rispetto a dieci anni fa internet ha rivoluzionato il modo di fare promozione e anche distribuzione in ambito musicale. Qual è il rapporto dei Massimo Volume con la rete?
Un buon rapporto, anche se mi rendo conto che per chi si affaccia oggi al mondo della musica può essere molto dispersivo. Per un gruppo come il nostro che ha già un suo pubblico e che non ha mai avuto grossi canali promozionali internet è un buon veicolo. Penso ad esempio ai video: una volta aspettavi che MTV passasse alle tre di notte il video che ti interessava, adesso con youtube è tutto molto più semplice, lo guarda chiunque quanto volte vuole senza nessun problema.

Anche se non mi sembra siate mai stati così attenti ai video come Massimo Volume…avete sempre prodotto video semplici e diretti.
Sì sì, è vero(sorride ndr). Però adesso più che in passato ci pensiamo, perché se fai un video sei sicuro che youtube lo presenterà a milioni di persone. In passato realizzavi un video e magari nessuno te lo ‘passava’.

Ultima domanda d’obbligo: cosa dobbiamo aspettarci dai live del nuovo tour?
Molto disco nuovo: siamo in tour per questo. Ma anche una seconda parte che prevede i grandi classici del gruppo, insomma la parte per i più nostalgici(ride ndr)

Grazie mille Emidio, buon live!!
Grazie a te.

 

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