THURSTON MOORE
Demolished Thoughts

 
 
25 maggio 2011
 

Parlare di Thurston Moore è sempre affare delicato.
I Sonic Youth hanno rivoluzionato l’idea di musica e quando hai ascoltato “Daydream Nation”, “Dirty” o “Experimental Jet Set” fino allo sfinimento diventa difficile non perdonargli un po’ tutto e valutare che i suoi (grandissimi) meriti passati gli permettano adesso di fare un po’ quello che gli pare.

Però il sottoscritto è qui per recensire un album e non per parlare della storia della musica o dell’apporto fondamentale dato al noise piuttosto che ad un certo rock sperimentale dalla amata ‘gioventù sonica’.

“Demolished Thoughts” è solamente il quarto lavoro solista per il chitarrista americano in quasi trent’anni di carriera, ma continua quanto iniziato con “Trees Outside The Academy” nel 2007. Abbandonato l’elettrico e le atmosfere più rumorose Thurston Moore imbraccia la chitarra acustica e, accompagnato spesso dal violino, occasionalmente da arpa e violoncello, inanella nove tracce che lo avvicinano per atmosfere a “Sea Change” di Beck, non a caso produttore del lavoro.
Un album complessivamente piacevole, ma che onestamente non farà gridare al miracolo.

Che il buon Thurston ci sappia fare è cosa risaputa, ma, pur apprezzando alcune tracce come “Ciculation” o “Mina Loy” che dimostrano la sua immutata classe e creatività e che ci fanno tornare in mente canzoni come “Sugar Kane” pur in chiave acustica, “Demolished Thoughts” appare più come un divertissement o un omaggio ai fan più incalliti, fuggendo via in un semplice ascolto e lasciando ben poche tracce di sé.

Demolished Thoughts
[ Matador – 2011 ]
Similar Artist: Beck, Sonic Youth
Rating:
1. Benediction
2. Illuminine
3. Ciculation
4. Blood Never Lies
5. Orchard Street
6. In Silver Rain with a Paper Key
7. Mina Loy
8. Space
9. January

Ascolta “Benediction”

Tracklist
 
  • Domenico Ippoliti

    A me sembra un album totalmente psichedelico, degno del migliore Tim Buckley, con un sacco di idee che, per quanto mi riguardano, risultano profondamente geniali!!!

  • Domenico Ippoliti

    *”riguarda”

  • corrado

    E’ d’uso comune, ormai, che a cadenze prefissate si debba affossare qualche grande artista o, come in questo caso, sminuire l’opera più recente, quasi a dire: “Visto? anche loro scendono dal piedistallo”.
    In realtà per capire e apprezzare un disco come questo ci vuole un po’ di tempo, ben più di un ascolto distratto in mezzo a un mare di altri dischi da ascoltare. Specialmente se non ci si trova nella giusta sintonia con l’autore e l’opera.
    Magari fra un anno (e qualche ascolto in più) il giudizio potrà essere diverso, in meglio o in peggio. Ma così non ha davvero alcun valore.

 

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