I CANI
Il Sorprendente Album D’Esordio De I Cani

 
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10 giugno 2011
 

L’11 aprile del 2009 la New School of Social Research di New York ha ospitato un convegno intitolato “What was the hipster? A sociological investigation” organizzato dai quei bravi ragazzi della rivista N+1 (per chi volesse approfondire, la risposta militante della costa orientale alla cricca diversamente militante di McSweeney’s, The Believer, etc.). Gli atti del convegno riflettono tutta la problematicità di un’iniziativa del genere: catalogare le subculture giovanili, incrociarle con la teoria di classe, con Pitchfork, con tutte le Bedford Avenue d’America, persino con Norman Mailer, non è un’operazione banale. A molti partecipanti, l’idea di prendere sul serio un gruppo di tardo adolescenti che elevano l’acquisto di un paio di jeans a una forma d’arte (cit.) attraverso categorie che una volta servivano ad analizzare lo sforzo di emancipazione dei contadini cinesi è parso uno scherzo. A tre quarti dall’incontro tutti avevano i nervi a pezzi, sfiancati dall’impossibilità di amare l’hipster, di assolverlo o di autodenunciarsi come tali.

In questo livore, in questo mancato riconoscimento e in questa consapevolezza rimossa, per me, c’è tutto quello che si può dire sul sorprendente esordio e probabilmente unico album de I Cani (c’è da pensare che se questo ragazzo tornerà a esprimersi, lo farà con un nome diverso e una fedina penale riverniciata. Nel frattempo, forse, avrà anche deciso cosa fare della sua faccia). La valutazione di questo esordio procede per gradi e ricalca un po’ il modo in cui ami Wes Anderson quando è solo una tua scoperta, e il modo in cui lo odi quando ti accorgi che condividi questa passione con milioni di persone brutte, oscene e senza talento. E’ una sindrome etichettabile e già etichettata.

E dunque, la cosa più infelice che può capitare al sorprendente esordio dei Cani è proprio questa: che l’arco della sua scoperta sia troppo breve, che l’originale meraviglia, di cui gran parte della casta della scena dal basso italiana è stata partecipe, si traduca nel cinismo distaccato di chi non ne può più, di sentirsi smascherato nella debolezza del suo armadio e nella serialità della sua divisa indipendente. O forse, e questo è da tenere in conto, ne è solo annoiato.

La musica qui, non è davvero importante, trattasi di un elettropop spontaneo che se non altro spazza via mille ingenuità da chitarra lamentosa e ricattatoria o da canzone melodica italiana rivisitata con piglio d’autore.

Più apprezzabili, invece, sono certe storie che il disco racconta: storie di cui non tutti possono essere partecipi- non tanto per American Apparel e Mac Pro in cucina, quanto per scoutismo, discreta borghesia e cattolicesimo problematico nel retrobottega- ma molti sì. E quando ci sono tentativi più umani come “Perdona e Dimentica” e “Post-Punk” (che si annunciava come una catastrofica presa per i fondelli di chi era post-punk prima di tutti gli altri e in questo non sarebbe stato davvero più profondo di un gruppo su Facebook e per fortuna no, è il pezzo più interessante dell’esordio) allora ti vengono in mente le cose che I Cani avrebbe potuto dire al di là della sua oggettiva e soffocante onniscienza.

Ci sono cose che non dobbiamo chiederci, in seguito all’ascolto dell’album de I Cani, e sono queste: nello scontro- abbastanza cercato- tra la blasonata lotta per il mutuo sociale e il dj set+ reading in tutte le Monti di Italia a cui si partecipa con disinvolto distacco, cosa ha la meglio? Cosa è più autentico? Sono domande grossolane che solo i fan di Wes Anderson che odiamo possono fare.

Piuttosto, dobbiamo riflettere sul nostro diritto di non essere pauperistici, romantici o ironici: oltre alla vita violenta, alla vita agra e a tutte le cose divertenti che non faremo mai più, c’è ancora qualcosa da raccontare? E se sì, chi lo fa?

Il Sorprendente Album D’Esordio De I Cani
[ 42 – 2011 ]
Similar Artist:
Rating:
1. Theme from the cameretta
2. Hipsteria
3. Door selection
4. Velleità
5. Le coppie
6. Il pranzo di Santo Stefano
7. Post punk
8. Roma Nord (feat. Cris X)
9. I pariolini di diciott’anni
10. Perdona e dimentica
11. Wes Anderson

Ascolta “Velleità”

Tracklist
 
  • http://sfigatindie.blogspot.com/ frankie89

    A me sto disco fa ballonzolare la testa senza troppe menate, mi divertono i testi, mi fanno pensicchiare e non so che cacchio significhi “pauperistico”. Insomma, una recensione più pretenziosa dello stesso disco era difficile farla. Per questo amo IFB.

  • http://youarenot.tumblr.com/ Mr. Soft

    Adoro questa recensione!

  • Giacomo90

    Io credo che la recensione sia molto giusta ed abbia colto il punto. Strisciano dentro questo progetto il paraculismo, il berlusconismo, la malizia di giocare sul mistero (che poi altri non sono che il tizio dei Tavrvs: adesso c’è da svelare il mistero di “ma chi sono i Tavrvs?!?!”) il provincialismo esasperato, la banalità ed una mancanza di talento che imbarazza, dà fastidio e confonde (perchè tutti ne parlano? perchè tante recensioni in rete?. Forse la cosa migliore sarebbe stato ignorarli e basta, la mancata recensione sarebbe stata la recensione più “giusta”.

  • Gianluca

    Per me è la prima volta. La prima volta che preferisco Ondarock.

  • http://www.indieforbunnies.com Sachiel

    Che recensione stupenda. Concordo su tutto. grande Claudia as usual

  • http://sfigatindie.blogspot.com/ frankie89

    Ma solo io trovo che il disco sia “semplicemente divertente” e cantabile? Anch’io preferisco la recensione di Ondarock. Preferisco tutte le recensioni che parlano di musica dato che il disco de I Cani questo è, musica, non un saggio sull’hipsteria. I Cani è solo un ragazzo con uno sguardo lucido, anche un po’ autocritico, sulla realtà in cui vive e un compositore di basi elettroniche che entrano in testa. Secondo voi una persona che deve decidere se comprare o meno il disco leggendo questa recensione ci capirebbe qualcosa?

  • http://youarenot.tumblr.com/ Mr. Soft

    Se i Cani fosse solo quello che dici tu non saremo a parlarne ora. Invece se ne parla perché i Cani sta alla musica come Beppe Grillo sta alla politica.

  • http://sfigatindie.blogspot.com/ frankie89

    Che poi per carità alcune cose scritte qui sono interessanti solo che estranee alla mera valutazione del disco (leggi anche: quelle 2 stelle e mezzo non sono argomentate. A questo punto era meglio non metterle proprio).

  • http://youarenot.tumblr.com/ Mr. Soft

    Nel senso che si tratta di una roba di massa venduta con strategie (schifosamente) di massa a gente che si illude di guardare la massa dal di fuori, suonata da gente che si illude di poter giudicare la massa con un piede fuori ed un piede dentro.

  • Claudia

    @Frankie. Quella di Ondarock, che è una recensione centrata, prende in considerazione l’esordio dei Cani sotto il profilo che intendi tu. Ce ne sono mille in giro di quel tipo, che fanno un buon servizio all’autore. Io non sono riuscita a leggerlo in quel modo: non volevo commentare l’uso delle tastiere o il giro finale di Velleità. Fare una valutazione prettamente musicale di qualcosa che non è indimenticabile sotto quel punto di vista avrebbe determinato un giudizio forse più severo, a prescindere dal rispetto per il lo-fi e quant’altro. Qui, invece, c’è un ragazzo che fa uno sforzo extramusicale non indifferente, che ha intuizioni brillanti e rilancia la partita in un modo che mi è anche più congeniale, rispetto al cantautorato del pianto. Ho semplicemente specificato che mi interessa più il suo versante umano, se così vogliamo definirlo, rispetto a quello onniscente, post-pasoliniano, etc. E’ una recensione aperta, che si chiude con una domanda, e che cerca di mettere qualche argomento sul tavolo. Urlare Steal this album oppure Scaraventalo nel cesso non è il mio stile, tutto qui.

  • Giacomo90

    se dobbiamo andare a valutare la musica del disco, forse una stella era il voto giusto. i testi alzano la valutazione ma sono proprio quelli che rendono il tutto ridicolo ed insopportabile…tu pensi che deridano “la scena” con sguardo critico ed invece la avvallano e ci sguazzano dentro.

  • http://www.zonamorta.com/ pattume

    Disco splendido. Non tutte le recensioni escono col buco ;)

  • ale

    o ma io adoro wes anderson prima di tutti voi, l’ho scoperto io! quindi lo devo ascoltare o no sto disco???

  • http://www.indieforbunnies.com joses

    Schifezze del genere ne capitano un paio all’anno ormai. L’altra faccia della medaglia di internet. La consolazione è che nel giro di un paio di settimane ce ne dimenticheremo fortunatamente e ritorneremo a parlare e ad ascoltare musica.

  • birillo

    che venga criticato o osannato anche qui si sta facendo il gioco del ragazzo-cane
    sta proprio qui l’intuizione!
    oltre a prendere per il culo i vari hipster ecc…sta prendendo per i fondelli anche voi….

    è una mossa di marketing molto ben riuscita…e perchè no?! il materiale è anche valido…molto piu valido di alcune band in circolazione che vengono idolatrate…

  • Giacomo90

    sicuramente tutto questo fa gioco al “cane” in questione, ma che sia valida la proposta artistica…beh basta anche solo valutare la qualità di registrazione

  • http://youarenot.tumblr.com/ Mr. Soft

    Ovvio che il gioco è questo, ma dopo che tutti ne hanno parlato, poi bisognerà vedere anche per quanto tempo se ne parlerà…e qui la risposta è meno scontata.

  • fabio viola

    bravissima claudia

  • Gianluca

    Mr. Soft non sei soft manco per niente, tu come altri. Mi sembrava un disco con suono gradevole e testi intelligenti e non avevo visto la manipolazione delle menti che c’era dietro, tutto quello schifo e le paraculaggini e le strategie. Mi era piaciuto ascoltare i primi brani l’anno scorso e vedere le polaroid dei cani cani, ne avevo chiacchierato con i miei amici ignorantoni ma come si fa con le cose di poco conto per le quali non ha senso diventare fan (non credo esista niente per cui valga la pena esserlo). Adesso mi accorgo che abbiamo alimentato un mostro che i giusti distruggeranno col silenzio, giustamente tant’è. Mannaggia eppure mi era capitato di ascoltare alcune parole del ragazzo in questione e mi sembrava onesto, maledetto! E invece è solo un verme che si vorrebbe fottere (screw?) la mia e tutte le ragazze raccontando di come fotte le ragazze degli altri Vasco Brondi. Che ingenuo che sono, uno stupido topolino campagnolo. Ma da oggi cambio, giuro che leggerò tutti i commenti alle recensioni di questa webzine, tutti i commenti che troverò in giro su la qualunque e finalmente mi abbevererò a fonti pure.

  • pollo

    Me lo sentivo che questo sito ne avrebbe parlato male con voto basso…sarà che cìhanno l’indie nel titolo.
    Resta da capire il perché. Intendiamoci: ognuno ha i suoi gusti, è questo il bello, ma potrebbe essere interessante capirne l’origine.
    Qui o Claudia è un’hipster morsa da I Cani, oppure vorrebbe essere in grado di dipingere/criticare altrettanto bene quel mondo e al contempo mantenere il consenso dei più.
    Oppure gli fa solo —–are e magari c’ha pure ragione, e i pazzi siete voi.
    La recensione mi è però piaciuta, se togliamo passaggi come “magari avrà deciso cosa fare della sua faccia”, che rischiano di far credere che in fondo I Cani sia solo antipatico al recensore.
    Godetevi ste disco. Oppure no.

  • http://accentosvedese.blogspot.com Accento Svedese

    Non conosco il disco in questione, lo ascolterò attentamente e poi mi farò un’opinione sulla musica in esso contenuta. Ma è davvero importante la musica quando per mesi si cerca di montare l’hype e creare un fenomeno? Per me no, ed allora ci sta una recensione che non parla della musica de “I Cani”. Specie se è ben scritta come questa.

    Che mondo sarebbe quello dipinto/criticato da I Cani e perché bisognerebbe essere invidiosi se I Cani lo sa dipingere/criticare?

  • http://accentosvedese.blogspot.com Accento Svedese

    L’intervista a I Cani che ho letto questo mese su Rumore non mi invoglia all’ascolto. Mamma mia…

  • Marco Renzi

    Il disco non l’ho ancora ascoltato, ma la recensione è una delle migliori che ho mai letto su Ifb. Complimenti.

  • IF

    Ho ascoltato l’album prima di tutte le recensioni parerei e opinioni vari…a me è piaciuto molto! Il contesto delle discussioni che si sono venute a creare attorno questo disco, ricordano molto quello che accadde quando uscì Supercafone di Piotta. Come allora secondo un mio parere, ci troviamo di fronte ad una persona che quasi per scommessa dall’interno del sistema ha cercato di fare un album contro-sistema, dimostrando che non è poi cosa tanto difficile….Ciò però non toglie che a mio avviso resta un album lei cui canzoni ti caipta moolto spesso di cantarle mentre fai la doccia, tutto qui….

  • http://accentosvedese.blogspot.com Accento Svedese

    Ascoltato il disco. Un album molto eterogeneo: ci sono cose molto belle, cose al limite del geniale, cose brutte, cose al limite dell’insopportabile. Un album figlio dei Baustelle, di parecchio hardcore scaricato illegalmente e dei software craccati. Un album figlio dei tempi attuali e di musica che due mesi prima dell’uscita ufficiale è già vecchia, ma comunque figlio di una persona che un qualcosa da dire ce l’ha e probabilmente lo dirà anche in futuro.

  • saverio

    che fanno cagare è dir poco!!

  • alberto

    I Cani stanno alla musica come federico moccia sta alla letteratura; non capisco perchè il primo risulta un rivoluzionario capace, e il secondo uno sfigato lacchè senza talento; sono entrambi delle mode del cazzo, ma non come Warhol, o i Beatles, il cui talento trascendeva la moda stessa del tempo. Rgazzi l’arte si trova da un’altra parte rispetto a questo tizio.

  • SwAmp

    Che cagata di album. E pensare che 15 anni fa ci lamentavamo dei Wolfango! Abbiam toccato il fondo..

  • BloodSwamp

    Una sola parola : TERRIBILI

  • nikazzi

    “In questo livore, in questo mancato riconoscimento e in questa consapevolezza rimossa, per me, c’è tutto quello che si può dire sul sorprendente esordio e probabilmente unico album de I Cani”

    LOL

 

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