BEN HARPER
Give Till It’s Gone

 
Tags:
 
di Marco "Fratta" Frattaruolo
4 luglio 2011
 

Sono daccordo con mr. Bertoncelli, è quasi impossibile essere cattivi con Ben Harper, essere drastici. Da Ben Harper ci si aspetta sempre tanto, e alla fine volenti o nolenti si è sempre insoddisfatti. Forse ha già dato ai tempi, con “Fight for Your Mind”, forse si è giocato le sue carte tutte di un colpo, fatto sta che c’è sempre qualcuno che è insoddisfatto dei lavori di Harper. Tipo quelli che avevano criticato la sua svolta “rockeggiante” al fianco dei Relentless 7, gli vengono meglio le ballatone acustiche tipo waiting for an angel ecc ecc... A me no, a me era piaciuta e anzi speravo in un suo continuo al fianco dei “sette” (che poi erano 3). E così è stato, perchè alla fine, anche se l’album esce sotto il nome di Ben Harper “solista”, il californiano è sempre affiancato da Jason Mozersky (chitarra), Jesse Ingals (basso) e Jesse Ingals (batteria).

“Give Till It’s Gone”, mettiamo subito le cose in chiaro, è un album mediocre. Ben è voluto essere il più onesto possibile, prima di tutto con se stesso, poi con gli altri. Lo si capisce sin da subito, dai primi due brani, malinconici, che Ben esce da un periodo turbolento (vedi il divorzio dall’attrice Laura Dern). “Don’t Give Up On Me Now” e “I Will Not Be Broken”, i pezzi più “grigi”, sono un grido di aiuto e di rabbia in cui Ben pare sfogare tutte le frustrazioni accumulate. Poi si scioglie, “Rock and Roll is Free” è un classico pezzo rockandroll ispirato, a detta dello stesso Harper, a “Rockin in the free world” del vecchio Neil Young, da cui pare trarre ispirazione anche per la ballata “Feel Love”. Poi ancora si “incazza” e tira fuori pezzi di rock “pesante” come “Clearly Severely” e “Dirty Little Lover” che se ne sarebbero stati “comodi” pure nel precedente “White Lies for Dark Times”. Se qualcuno va in cerca di novità sarà accontentato, “in Give Till It’s Gone” Harper se ne esce con un paio di collaborazioni, e che collaborazioni. Ringo Starr da una mano, anzi entrambe le mani, per la psichedelia di “Spilling Faith” e per il psychblues strumentale “Get There From There”, mentre Jackson Browne presta, oltre lo studio, la voce nella malinconica “Pray That Our Love Sees The Dawn”.

“Give Till It’s Gone” è un disco poco pretenzioso, ma onesto, come daltronde è sempre stato il 41enne californiano. Harper non è arrivato, ne è finito. Probabilmente questo disco, come lui stesso ha detto vuole essere un “ringraziamento” alla Virgin con cui è arrivato all’ultimo anno di contratto. Forse adesso sarà più libero di sperimentare e di regalarci, o per lo meno regalare al sottoscritto, il tanto atteso disco reggae!

Don’t Give Up On Me Now
[ EMI – 2011 ]
Similar Artist: Neil Young, fedele a se stesso
Rating:
1. Don’t Give Up On Me Now
2. I Will Not Be Broken
3. Rock N’ Roll Is Free
4. Feel Love
5. Clearly Severely
6. Spilling Faith
7. Get There From Here
8. Pray That Our Love Sees The Dawn
9. Waiting On A Sign
10. Dirty Little Lover
11. Do It For You
12. Do It For Us

Tracklist
 
 

Function & Vatican Shadow ...

Certe città sono dei contenitori troppo grandi, mastodontici aggregati di parallelepipedi in cui perdersi. In…

Loscil – Sea Island

Scott Morgan e la Kranky, la Kranky e Scott Morgan. Il canadese, l’etichetta di Chicago…

Mark Lanegan Band – Phantom ...

Che Mark Lanegan sia un genio è cosa assodata, nomi come Screaming Trees e Queens…

Caribou – Our Love

Tornare a parlare di una delle personalità più multiformi e incisive della musica elettronica degli…

Thurston Moore – The Best Day

Sin già dai primi secondi del quarto disco solista di Thurston Moore, gli armonici che…