BEARSUIT
Phantom Forest

 
Tags:
 
6 luglio 2011
 

I paladini del DIY made in Britain sono tornati; con l’album “Phantom Forest” i Bearsuit ricalcano le scene, sormontati dalla pressione e dalle aspettative di fan e critica. Tutti si aspettano molto dalla “pop band più adorabile d’Inghilterra”, da amare o da odiare, senza possibili compromessi. La band che con il suo alt-punk/art-rock lo-fi ha stregato una intera generazione di indie fans ritorna alla carica con un album gustoso, intrigante, in grado di mantenere le vecchie abitudini e seguire al contempo le nuove tendenze.

I Bearsuit sono un gruppo di Norwich che non ha avuto vita facile. Il gruppo ha subito drastici cambi di line’up (ben sei, fondatrice e batterista Emma Belka compresa) e dall’album “Oh:io” del 2007 ha abbandonato corni, violini e flauti per far spazio a synth e chitarre distorte, in un affascinante mix di art-punk, garage, pop e dance con Phantom Forest. Se ai tempi degli esordi di “Cat Spectacular” John Peel aveva proclamato che “in un’epoca in cui tutto si assomiglia, i Bearsuit non assomigliano a nessuno” ora nulla pare cambiato.

Frenetici, ironici e divertenti (“When will I be Queen?”, “Kwaa-Kwaa”), i Bearsuit spiazzano nuovamente l’ascoltatore con un sound unico, canzoni distintive e caotiche, che in un modo o nell’altro si installano nella mente di chi le ascolta. Il gruppo ripropone uno stile lo-fi più grezzo nell’opener “Princess, you’re a Test”, “Jim’s Henson’s Creature Workshop” e “Cut Loose”, per poi osare coi synth nel pop di “Please don’t Take him Back e Tentacles”. I generi si incontrano occasionalmente in “A Train Wreck”, “Albino Tiger Rescue Squad” e nella meno riuscita “Giant Archaeopteryx”, il cui nome è già una sfida a parte. Interessanti invece il blues di “Ghosts of the Black Hole” e la chiusura diDawn of the Golden Oriole”, brano in cui suoni della natura e un pianoforte la fanno da padrone.

Versatile, eterogeneo, coraggioso e vagamente più mainstream, “Phantom Forest” è un interessante viaggio di una band che ancora una volta si dimostra in grado di sfuggire alle etichette; tutto da gustare.

Phantom Forest
[ Fortuna Pop! – 2011 ]
Similar Artist: The Architecture in Helsinki, The GO! Team, Sonic Youth
Rating:
1. Princess, You’re a Test
2. Please Don’t Take Him Back
3. A Train Wreck
4. When Will I Be Queen?
5. Albino Tiger Rescue Squad
6. Jim’s Henson’s Creature Workshop
7. Cut Loose
8. Ghosts of the Black Hole
9. Tentacles
10. Giant Archaeopteryx
11. Kwaa-Kwaa
12. Dawn of the Golden Oriole
Tracklist
 
 

Dengue Dengue Dengue – Siete ...

In questa estate 2016 il Perù è tornato prepotentemente centrale nella geografia musicale contemporanea: è…

Beach Slang – A Loud Bash Of ...

“A Loud Bash of Teenage Feelings” è il nuovo, meraviglioso, album di James Alex, Rubens…

Savoir Adore – The Love That ...

Savoir Adore erano un duo, composto da Paul Hammer e Deidre Muro. L’uscita di scena…

Sam Coomes – Bugger Me

Sam Coomes è una delle mie tardive ma graditissime “scoperte” di polistrumentisti dalle molteplici e…

Car Seat Headrest – Teens of ...

Ci sono pose, magliette, modi di dire, amicizie che invecchiano malissimo. Così come Facebook ci…