SLOAN
The Double Cross

 
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31 Agosto 2011
 

Niente a che vedere con witch house o affini: la “doppia croce” nel titolo si riferisce semplicemente ai vent’anni di onorata carriera del gruppo canadese, che dopo avere toccato il vertice con l’accoppiata “Never See the End of It” – “Parallel Play”, torna alla carica con il decimo album.

Ancora una volta niente sorprese: disco solido dall’inizio alla fine, con un power-pop ispirato agli anni ’60 e ’70 condito da ritornelli assolutamente indimenticabili (“She’s Slowing Down Again”, “Follow the Leader”) e svisature acustiche agrodolci (“Laying So Low”).
Diciamo che se i Big Star di “#1 Record” venissero trasportati con una macchina del tempo agli anni ’90 e poi resi impermeabili alle mode più o meno passeggere degli ultimi vent’anni, quello che verrebbe fuori sarebbe un gioiello come “Green Gardens, Cold Montreal” (praticamente la versione canadese di “Thirteen”), arrangiata e suonata con grande gusto. Gli altri numi tutelari Beach Boys e Beatles fanno capolino varie volte nel disco, sia nei coretti di “Your Daddy Will Do”, sia nelle scariche di adrenalina di “Shadow of Love” e “It’s Plain to See”.

A spiccare sono in particolare le canzoni più pop: il primo singolo “Unkind” procede spedito con un andamento che ricorda i Long Winters, o il britpop meno stucchevole, mentre altrove invece il sound viene colorito da mellotron (“The Answer is You”), pianoforte e fiati.
L’impressione è quella di un album senza neanche una nota sprecata, che ripercorre in chiave squisitamente pop il metodo di lavoro raffinato negli ultimi anni dagli Spoon: strofa, ritornello e middle 8 memorabili, registrazione chiara per ogni strumento e minimo spazio per digressioni che possano distrarci dalla canzone pop nella sua essenza.

In questo breve disco (solo 34 minuti), da bere tutto di un fiato come una fresca bibita estiva, gli Sloan ci ricordano quello che avrebbero potuto diventare i Weezer, se solo Rivers Cuomo non avesse perso completamente la sua ispirazione tra riffoni e collaborazioni imbarazzanti. Non è un caso del resto che le due band nel 1994 fossero compagne di etichetta sulla Geffen Records del periodo post-grunge: come Cuomo, il frontman Chris Murphy è un vero e proprio studioso della “forma pop” perfetta, sempre alla ricerca della quadratura del cerchio che possa concretizzarsi in 3 minuti di perfezione radiofonica.

Ma si sa come succede, a volta la storia segue strane strade, e così i Weezer sono diventati un carrozzone che va avanti volentieri (anzi meglio) senza la musica, mentre gli Sloan, nonostante abbiano continuato a migliorare, non sono mai riusciti a sfondare al di fuori del nativo Canada. Un vero peccato, perché Murphy e compagni non hanno mai suonato così bene, e dopo vent’anni continuano a realizzare i loro piccoli dischi artigianali, incuranti delle mode e orgogliosamente out of touch con la musica del ventunesimo secolo.

Cover Album

Double Cross
[ Yep Rock – 2011 ]
Similar Artist: Weezer, Spoon, Big Star, The Long Winters
Rating:
1. Follow the Leader
2. The Answer Was You
3. Unkind
4. Shadow of Love
5. She’s Slowing Down Again
6. Green Gardens, Cold Montreal
7. It’s Plain to See
8. Your Daddy Will Do
9. I’ve Gotta Know
10. Beverly Terrace
11. Traces
12. Laying So Low

Ascolta “Shadow Of Love”

Tracklist
 
 

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