banner

FIONN REGAN
100 Acres Of Sycamore

2 settembre 2011

TAGS: ,

Fionn Regan è uno di quei tanti, o pochi, fate voi, artisti rimasti, che sono stati messi su questa terra con il compito di regalare emozioni attraverso la loro arte e non è un caso che, fin dai ‘primi passi’, gli siano stati accostati nomi, anzi gli siano stati caricati sulle spalle nomi e quindi responsabilità con il quale un giovane artista alle prime armi difficilmente riuscirebbe a fare i conti. Eppure l’irlandese pare, anzi è riuscito ad uscire (pardon il gioco di parole) vincitore dalla scazzottata con le ombre di mr. Bob Dylan, mr. Nick Drake e mr. Donovan e mr. Morrison (Van).

Veniamo a noi. Se si dovesse prendere una tavolozza di colori e cominciare a dipingere il terzo disco di Regan verrebbe subito da scartare colori accesi e gioiosi come il giallo, il verde, il rosso. La scelta cadrebbe di sicuro su colori scuri, tetri, come il nero o il grigio. Ecco,“100 Acres of Sycamore” è un disco cupo, lento, creato per regalare emozioni e fatto per ascoltatori di molta pazienza…arrivare alla fine dei 47 minuti non è facile per nessuno, mancano le sferzate elettriche di “The Shadow of Empire” e il piglio da bulletto è sostituito da uno più lugubre e introverso, un ritorno allo stile di “The End of History” (i fingerpickings di “Sow mare bitch vixen” e di “For a Nightingale” ne sono la prova) album di debutto del ‘menestrello’ irlandese.

Brani e arrangiamenti più corposi, testi molto più introversi sono le novità, una maturazione insomma, in tutto e per tutto che trova conferma in brani come “100 acres of sycamore” che dà il là alle danze, “The horse are sleep” e “The lake district” in cui si sente l’influenza dei Fleet Foxes di Robin Pecknold e in “Vodka sorrow” ballata al pianoforte in stile Neil Young (tanto per continuare a scomadare i Grandi). Immagini inquietanti, parole che pesano come macigni contornate da violini e pianoforte che scandiscono la malinconia sono le fondamenta dell’album di ritorno dell’irlandese che alla fine può anche lasciare un alone di malinconia, ma Regan è qui, come detto in precedenza, per regalare emozioni, belle o brutte, cupe o gioiose, buie o lucenti. Fionn Regan è questo, prendere o lasciare, ma di questi tempi seguite un consiglio, meglio non lasciarselo scappare!

100 Acres of Sycamore
[ Heavenly Recordings - 2011 ]
Similar Artist: Dylan, Nick Drake, Robin Pecknold, Laura Marling
Rating:

1. 100 Acres Of Sycamore
2. Sow Mare Bitch Vixen
3. The Horses Are Asleep
4. The Lake District
5. Dogwood Blossom
6. For A Nightingale
7. List Of Distractions
8. 1st Day Of May
9. North Star Lover
10. Woodberry Cemetery
11. Vodka Sorrow
12. Golden Light

Ascolta “100 Acres Of Sycamore”

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Petali

GIAN LUCA MONDO
Petali

Le suggestioni cominciano già dal nome “Petali”, che però non bastano da sole per…

Acoustic Dust

LEE RANALDO AND THE DUST
Acoustic Dust

Stare dietro alle carriere (ormai) separate di quella che era la complicata famiglia Sonic…

Soused

SCOTT WALKER + SUNN O)))
Soused

“Soused” è una collaborazione tra sperimentatori di razza, l’enigmatico Scott Walker (musicista con una…

Shallow

PISSED JEANS
Shallow

Alcune band gli esordi preferirebbero dimenticarli come errori di gioventù ormai superati, morti e…

Into The Wide

DELTA SPIRIT
Into The Wide

Eccoli di nuovo, i Delta Spirit. Meno allegri del solito, con un pizzico di…

L’Improbabile

BANDABARDO’
L’Improbabile

Spesso salire il carro di una major significa “riconoscimento” artistico dopo per anni di…

Listen

THE KOOKS
Listen

C’erano una volta dei ragazzini con la chitarra che giocavano a fare le rockstar,…

Another Language

THIS WILL DESTROY YOU
Another Language

A pensarci bene, per il grande disco dei This Will Destroy You bisognerà ancora…