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Intervista con THE THERMALS

27 settembre 2011

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Intervista a THE THERMALS by Indieforbunnies on Mixcloud

Il rock americano grazie a band come i Thermals dimostra di trovarsi ancora in una fase creativa. I the Thermals sono l’immagine dell’indie rock odierno, quello di ieri e speriamo anche quello futuro.

A seguito del bellissimo “Personal Life”, pubblicato l’anno scorso anche in Italia da Kill Rock Stars/Goodfellas, tornano in Italia per un altro dei loro spumeggianti tour. Incontriamo la band di Hutch Harris e Kathy Foster nel loro passaggio bolognese.

Ieri sera avete suonato a Padova e il giorno precedente a Brescia. Vi state divertento in Italia? Come sta andando il tour?
Sta andando molto bene, ieri a Padova abbiamo suonato insieme ai Dirty Beaches da Vancouver in una sorta di bosco e anche a Brescia abbiamo suonato all’ aperto in quello che poteva essere un mini teatro di stile greco. E’ stato molto divertente.

Ho seguito su facebook il vostro tour e ho visto che tocca molti paesi europei. Quali sono le differenze principali tra suonare in Europa e in Us?
Le distanze sono la differenza principale. Negli Stati Uniti, a parte la East Coast, le distanze sono molto lunghe e tra un posto e l’ altro puoi guidare 8 ore. Qui in Europa e’ bello poter raggiungere citta’ e paesi diversi in una distanza che e’ relativamente piu’ corta. Comunque e’ divertente sia suonare qua che negli Us.

Stasera a Bologna suonerete con i Polvo, conoscevi gia’ questa band?
Si, erano molto conosciuti negli Stati Uniti intorno agli anni 90, nell’ era indie rock: Pavement, Polvo…ai tempi del college. Gli ho poi rivisti quando si sono riformati 5 anni fa e sono stati molto bravi. Circa due settimane prima della nostra partenza abbiamo sentito che avremmo suonato con i Polvo e ci ha fatto molto piacere.

In passato mi e’ capitato di intervistare Mayhaw Hoons, l’ ex bassista degli Shaky Hands (anche loro di Portland). Mi ha parlato della scena musicale di Portland e di un entusiasmante tour che avete fatto assieme. Ci puoi diere qualcosa su questo?
Si e’ stata una bella esperienza. The Shaky Hands sono di Portland come noi in piu’ c’era un’ altra band sempre della nostra citta’ i Point Junction Washington. Quindi tre band di Portland in tour negli Stati Uniti ed il tour durava 6 settimane. E’ stato molto divertente. Ci piace suonare con bands che sono di Portland e con bands che sono della nostra etichetta Kill Rock Stars. E gli Shaky Hands sono sia di Portland che della nostra etichetta. Quindi e’ stato perfetto suonare con loro.

Ora parliamo un po’ della vostra musica. I vostri primi tre albums “More Parts per Million”, “Fuckin A”, “The Body, The Blood, The Machine”, mi sembrano piu’ punk rispetto agli ultimi due “Now We Can See” e “Personal Life”. Vi siete dati una calmata?
Si, in un certo senso. Abbiamo sempre cercato di fare qualcosa di differente tra un album e l’ altro ma non in senso estremo. Cerchiamo di migliorare il suono e di crescere. Gli ultimi due dischi sono sicuramente piu’ power pop, non perche’ siamo meno punk ma perche’ il sound si trasforma sempre.

Avete anche cambiato etichetta. dalla Sub Pop siete passati alla Kill Rock stars. Posso chiedere il perche’ o e’ troppo personale?
Nel tempo che siamo stati alla Sub Pop siamo stati bene poi ci hanno offerto un secondo contratto per piu’ dischi. Pero’ volevamo un contratto differente, meno pressante e dove potevamo agire sul master. A queste richieste ci ha pensato la Kill Rock Stars.

Sempre su facebook hai chiesto ai tuoi ‘amici’ quale era la loro band preferita, a parte i Thermals, ovviamente. Ti ripropongo la stessa domanda….qual’e il tuo gruppo preferito?
Sono sempre state le Breeders, mi sono piaciuti molto anche i Pixies. ‘ I really love Kim Deal’ e le canzoni che scrive. Le ho viste tantissime volte….

note dell’ autore: Mr. Harris parla come suona, con la stessa velocita’. Per questo troverete piu’ affidabile l’ intervista su ‘carta’ che quella fatta in diretta alla radio.

Link:

Puoi ascoltare Afternoon Tunes ogni sabato pomeriggio dalle 16.30 alle 18.00 sulle frequenze di Radio Citta’ Fujiko in streaming sul sito www.radiocittafujiko.it

 

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