INTERVISTA CON C+C=MAXIGROSS

 
13 ottobre 2011
 

Sabato 15 ottobre sul palco del Black Market di Via Panisperna nuova ‘puntata’ di UNPLUGGED IN MONTI rassegna di private-show acustici organizzati e presentata da IndieForBunnies.

Questa volta e per la prima volta ospite dei nostri showcase una band italiana.

  • IndieForBunnies presenta UNPLUGGED IN MONTI: C+C=MAXIGROSS – sabato 15 ottobre
  • I C+C=Maxigross sono un collettivo psichedelico montanaro originario di Vaggimal paesino abbarbicato sui monti della Lessinia in provincia di Verona. “Singar” loro primo e ad oggi unico EP è stato interamente registrato tra le mura della loro casa abbarbicata sui monti, tra i riverberi della sala da pranzo e lo scricchiolio delle assi del pavimento. 7 canti montani che prendono la psichedelia sixties e la sparano sopra le cime innevate. Qualcosa tra Donovan, gli Os Mutantes e CSN&Y.
    Folk acido e cori ancestrali provenienti dritti dritti dai boschi.

    Insomma se cercate una banda che in acustico sa trasportare nello oltre-spazio acid-folk con intrecci vocali e fingerpicking astrali senza per questo mancare di groove e ritmiche talvolta etniche quando non sono sixties-rock, beh, eccoli.

    Ciao ragazzi, dove siete in questo momento e cosa state facendo?
    Ciao a voi coniglietti! In questo momento esatto stiamo preparando la cena nella nostra casa-studio di Vaggimal, con un po’ di nostri amici. Invece in generale in questo periodo siamo belli occupati e concentrati per i nuovi pezzi e la continuazione del tour. Siamo molto contenti perché stanno venendo fuori sempre più date, ora collaboriamo con un booking (Rocketta Light di Paolo Mei), abbiamo iniziato a registrare qualche pezzo nuovo per conto nostro, e ci stiamo organizzando per registrarne altri con un personaggio che stimiamo tanto. Che vabe’, vi diciamo per primi, perché non riusciamo a tenercelo per noi! In questo novembre, se tutto va bene, registreremo con Marco Fasolo dei Jennifer Gentle! Non abbiamo parole. Siamo incredibilmente entusiasti. Ah, e poi, abbiamo appena finito di girare un videoclippe per la canzone “The Moka Efti Crazy Bar”. E probabilmente ne gireremo altri.

    Partiamo con le presentazioni. Chi sono e da dove vengono i C+C=Maxigross?
    Effettivamente siamo un vero collettivo, nel senso che non abbiamo formazione fissa e cerchiamo di coinvolgere chiunque sia interessato e utile per l’evoluzione della banda.
    Attualmente i C+C=Maxigross sono Carloth, Franz, Thobias, Philippe e i fratelli Trambrigno. Siamo più o meno tutti delle zone, comunque della Lessinia o di Verona.
    Poi alcuni lavorano qua, altri fuori, altri studiano in altre città. Però poi ci si ritrova sempre quassù.

    Sulla vostra pagina bandcamp iniziate le presentazioni con la frase il tutto ruota intorno ad una casa di montagna costruita il 15 maggio 1965.
    Si, infatti. Questa casa, costruita effettivamente in quella data, è la sede della nostra ispirazione ed evoluzione musicale. Dalle nottate magiche passate in questa casa sono nati quasi tutti i nostri pezzi, le atmosfere e le idee portanti della nostra musica.

    Come nasce l’etichetta ‘montanara’ Vaggimal Records ? Consigliateci una band/artista e un disco dell’etichetta da recuperare ad occhi chiusi.
    L’etichetta nasce da dei nostri amici del paese, con cui abbiamo sempre condiviso la passione per certi suoni ed esperienze. Abbiamo collaborato con loro sin da subito, e continuiamo tuttora. Organizziamo feste, concerti, e ovviamente lavoriamo ai progetti musicali!
    Dei progetti passati non perdetevi gli ep di esordio di Klein Blue (Ascoltatelo QUI )
    e Spagetti Bolonnaise (Ascoltatelo QUI )!

    Come è nata la collaborazione con la 42 records e Emiliano Colasanti?
    La collaborazione tra Vaggimal e 42Records è iniziata in maniera naturale dai contatti che gli Spagetti Bolonnaise avevano con Emiliano (visto che ci suonano vari musicisti che provengono da band del roster 42, i purtroppo disciolti Fake P e i My Awesome Mixtape), che hanno legato poi le due etichette, pubblicando assieme l’ep degli Spagetti. E dato che alla 42 è piaciuto anche il nostro disco la collaborazione si è ripetuta positivamente!

    Avete mai pensato di ‘rispondere’ a I Cani, gruppo di punta della 42 Records, con un disco generazionale su i giovani che abitano le vostre montagne ?
    Potrebbe essere un altro concept-album di gran successo…

    È un’idea niente male! Ma non ci sogneremmo mai di competere con I Cani. Altre dimensioni. Respect comunque. In realtà i pezzi di “Singar” trattano già della vita dei ‘ggiovani’ montanari (cioè noi). Solo che non possiamo definirli generazionali, o almeno se lo sono, sono generazioni passate! Perché si riferiscono ad un ideale di vita di almeno 40 anni fa! Siamo un po’ datati forse.

    Quando uscirà il vostro primo album ‘lungo’ ? Prevedete una distribuzione più capillare anche della versione ‘fisica’ del disco?
    Speriamo che esca i primi mesi del 2012. Ce la metteremo tutta perché sia pronto il prima possibile. Anche perché con “Singar” ce la siamo veramente presa comoda (due anni di tempo tra la prima registrazione e l’uscita ufficiale!), soprattutto perché abbiamo fatto tutto da soli in maniera certosina. Ora le cose stanno girando sempre meglio, saremo aiutati nelle registrazioni e soprattutto siamo un po’ stufetti di quei sei pezzi!
    Non vediamo l’ora di far sentire alla gente i nuovi brani!
    Con l’album nuovo sicuramente questa volta ci concentreremo più sulla versione fisica, piuttosto che quella digitale. Per “Singar” la versione gratuita digitale è servita per farci conoscere, mentre i cd li abbiamo per chi ai concerti vuole avere la sua copia. Per fortuna c’è ancora gente che compra i cd!
    Per l’album abbiamo intenzione di curare una bellissima e ricchissima versione in vinile, con super grafica e formato pesante a 180 gr. Vogliamo fare le cose fatte bene, come i vecchi dischi di una volta. Quelli veri, che metti sul giradischi e ci passi una serata assieme.

    Musicalmente e concettualmente quanto c’è dei vostri monti nel vostro EP “Singar” ?
    C’è molto, se non tutto. Cioè, il fatto che le nostre musiche, i testi e gli arrangiamenti provengano dalle improvvisazioni e il tempo che passiamo assieme in montagna spiegano quello che non si può spiegare. È un mood che non riusciamo ad immaginare altrove. Se avessimo un garage in un quartiere post-industriale della triste periferia veneta (o pesarese!), sarebbe venuto fuori il solito palloso gruppo ‘new-new-new-dark-cold-hot-wave’. Che non saremmo noi, ovviamente. Qua invece la nostra sala prove ha una vetrata che da su una vallata mistica e rilassante. Da provare, lo consiglio soprattutto alle bande sopracitate.

    Dove hanno origine le influenze psichedeliche che ‘condiscono’ il vostro folk ?
    Le influenze psichedeliche derivano sia dalla grande quantità di musica senza barriere che ascoltiamo, sia dalla grande quantità di improvvisazione e atmosfere mistiche in cui ci immergiamo quando siamo quassù.

    In “Low-Sir” cantante più volte marjuana for potatoes. Sapete che se Mollica vi invitasse in RAI al suo ‘fantastico’ DO-RE-CIAK-GULP vi chiederebbe allora è vero che musica psichedelica e sostanze stupefacenti vanno sempre a braccetto ?
    Stiamo aspettando il servizio immancabile del Mollicone nazionale, come direbbe Franz. Comunque ormai lo sballo nella musica (o nella società) non riguarda più solo certi generi musicali o di persone. Questo lo sanno tutti (a parte Mollica). Anzi, pare che negli ultimi tempi sia più alla moda saper ‘dire no’. A parte il discorso ultra-retorico sulla droga, non possiamo negare che noi crediamo fermamente nel concetto di ‘psichedelia’, però nel suo significato mentale, cioè di libertà dai vincoli artistici e musicali. Per noi sono psichedelici i blues dei chitarristi poveri del Mali, che se proprio proprio hanno i soldi per comprarsi mezza birra. O i nostri inarrivabili maestri brasiliani, gli Os Mutantes. Loro hanno fatto i dischi più pazzi in assoluto di tutta la psichedelia galattica. E li hanno fatti a distanza di pochi mesi dai capolavori riconosciuti di Beatles e tutti gli altri. Solo che mentre Paul, John, George, Ringo & company si facevano diventare marci i denti gli Os Mutantes si potevano solo immaginare gli effetti dell’LSD, perché nella fine dei sixties in Brasile non c’era! Questo vuol dire essere psichedelici. Creare musica senza tempo, che sappia aprire le menti senza stimoli forzati. Aggiungo, come nota storica divertente, e non proprio come morale finale, che uno degli Os Mutantes ha poi scoperto LSD quando andò a Londra. E gli piacque così tanto che impazzi per un po’ anni. Però adesso mi pare sia guarito.

    Anche in seguito alla pubblicazione del nuovo libro di Simon Reynolds “Retromania” le domande che in questi mesi sembravano porsi in modo ossessivo e con molta più frequenza un po’ tutti gli appassionati di musica sono Perché la musica dei nostri tempi non sa più essere originale?. Perché tutto si basa solo ed esclusivamente sul recupero di vecchie sonorità?.
    Come musicisti e ancora prima come appassionati di musica che idea vi siete fatti in merito ?

    Siamo perfettamente d’accordo con Simone Reinoldi. Però quello di cui parla è ormai già risaputo da un bel po’ di anni. O almeno riguarda tutta l’arte. Anche l’arte contemporanea degli ultimi decenni si basa soprattutto sulla citazione e sull’ispirazione da artisti fondamentali e concetti passati. Tuttavia fa proprio parte dell’evoluzione artistica. Effettivamente è indiscutibile che sia un momento non proprio ricco di innovativa, ma crediamo verrà superato.
    Per noi se mai il problema è l’esagerata offerta musicale, che aumenta esponenzialmente tutti i giorni, veramente. Anche noi ci mettiamo dentro ovviamente, però è impressionante vedere con internet quanti sono i progetti che cercano di esporsi ogni settimana.

    Noi crediamo e speriamo che si arrivi a un punto di implosione di tutto questo sistema, che porti ad una specie di estrema selezione naturale, in modo che solo i progetti più validi e forti emergano. Perché se va avanti così non ci si capisce più! E mia nonna potrebbe fare un disco in ‘free-daunload’ che scaricheranno più persone di quelle che ci scaricano a noi.
    Va bene che internet è alla portata di tutti e che noi senza di esso non esisteremmo, però stiamo proprio arrivando al limite!

    Questo weekend scenderete dalle vostre montagne per una serie di date in giro per l’Italia. Immagino sia complicato pianificare e intraprendere un tour per chi vive in una piccola frazione come la vostra….
    Ma in realtà il problema non è il paese, sono i mezzi fisici. Dobbiamo trovare un fidato furgone che ci accompagni per i prossimi tour. Per ora ci muoviamo grazie alla bontà dei nostri avi che ci prestano le loro macchine, ma per il prossimo tour nel centro-sud che durerà 20 giorni ci vuole per forza un mezzo nostro. In questi giorno stiamo trattando per una vecchia ambulanza, che pare funzionare bene. Vi terremo aggiornati!

    Lanciate un invito per il vostro primo show romano.
    Ma, possiamo dirvi che la gente ci fa tanto i complimenti per i live, che a detta loro siamo molto coinvolgenti e simpatici. Boh, a noi pare di essere noiosi e antipatici! Però quando ci dicono che siamo meglio live che su disco non ci vabbene! Vedrete con il disco nuovo! Comunque, in teoria i nostri live dovrebbero soddisfare gli amanti dell’intimismo folk, delle armonie vocali, delle chitarre acustiche, degli Os Mutantes. E della psichedelia! Venite e giudicate da voi. Sarete i benvenuti. Poi Carloth racconta sempre delle storie pazzesche, che non ci crediamo neanche noi.

    Link:

     

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