JUSTICE
Audio, Video, Disco
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I presupposti perché il nuovo album dei Justice fosse un (mezzo) capolavoro c’erano tutti. Quattro anni di attesa, ultimi mesi di incessanti rumors e boatos, indiscrezioni sulla nuova direzione musicale intrapresa dal duo francese e poi, a sorpresa, un mese fa i Justice stessi fanno uscire in rete un medley dei brani del disco che spiazza completamente i fan e porta testate specializzate in electro ed affini a stroncare perentoriamente il disco, sulla base di non so quali impressioni ricavate da tre minuti di porzioni di brano mixate a mo’ di scherzo di Carnevale.
Ed effettivamente “Audio, Video, Disco” è un disco molto coraggioso, di quelli che non ti saresti mai aspettato dopo il sopravvalutatissimo esordio “†”. Come suona? Suona come un disco prog rock anni ‘70, senza però tutte quelle impossibili masturbazioni tecniche che appesantivano il genere e con in sovrappiù una sana e robusta attitudine electro-tritatutto capace di rendere più moderno quel suono conservandone però intatto il grande fascino evocativo. In definitiva, questi Justice suonano come se i Daft Punk di “Human After All” avessero viaggiato nel tempo per poter ascoltare durante le registrazioni del disco solo ed esclusivamente le radio rock inglesi seconda metà anni settanta/prima metà anni ottanta. Nulla di particolarmente originale, ma suona alla grande e ti entra dentro ascolto dopo ascolto, convincendoti che questi due francesi hanno gusto e sanno come si fanno le cose per bene. “Ohio” è la musica che dovrebbero fare gli Air (ma che in parte hanno già fatto con il troppo sottovalutato “10,000 Hz Legend” ), “Canon” é la E.L.O. in jam sotto ecstasy con i Deep Purple e Jean-Michel Jarre, “Brianvision” sono gli Yes che provano a risuonare la colonna sonora de “I Guerrieri della notte” e ci riescono alla grande, “Newlands” è identica alla famigerata “Owner Of A Lonely Heart” (sempre a proposito di Yes), e così via – fino alla title track che è l’unico, vero legame col loro recente passato.
Inizieremo presto a vedere hipster con indosso le t-shirt di Emerson, Lake & Palmer che un tempo furono dei loro padri? Io dico di sì, anche se è ben più facile che questo disco si riveli un insuccesso colossale capace di alienare ai Justice quella fetta di ascoltatori che (a torto o a ragione) si sono innamorati di loro grazie al precedente lavoro. Comunque vada, un colossale salto nel vuoto che non tutti avrebbero avuto il fegato di compiere. Onore ai Justice che hanno scelto la via più difficile e più stimolante.
2. Civilization
3. Ohio
4. Canon (Interlude)
5. Canon
6. On’n'on
7. Brianvision
8. Parade
9. Newlands
10. Helix
11. Audio, Disco, Video
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31 ottobre 2011 @ 21:48
Io ci sento un sacco di Moroder e di Music di John Miles, per non dimenticare poi certe musichette epiche dei videogiochi per Game Boy.
Gran bel prodottino, un enorme calderone di kitschume epico.
15 novembre 2011 @ 17:31
se sto disco usciva qualche anno fa lo consumavo! ora non ce la faccio più….cazzo se sto invecchiando!
17 novembre 2011 @ 14:34
Il disco elettronico più rock dell’anno. Più lo ascolto, e più mi accorgo che è davvero un bel lavoro. Applauso ai Justice per il coraggio.
2 gennaio 2012 @ 13:25
[...] sui siti di musica italiani: ve ne linko alcuni. Questa è quella di Rockol. Indieforbunnies scrive questa roba qui, e SentireAscoltare spende tutti questi caratteri. Ci avete fatto caso? Le recensioni, [...]