MODESELEKTOR
Monkeytown

 
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di Angelo Murtas
4 novembre 2011
 

“Monkeytown” è poco Modeselektor. “Monkeytown” è poco tedesco. Tanto per cominciare. Tornati dopo l’esperienza (riuscita) dei Moderat, che vedeva i due berlinesi collaborare con Apparat, i Modeselektor sfornano un disco che ha ben poco a che fare con un “Happy Birthday” (2007) a caso. Vuoi per le fascinazioni Burial di “German Clap”, o per l’iniziale “Blue Clouds” che sembra tanto un parto Hyperdub, vuoi per il contributo del fan d’eccezione: Thom Yorke, che dona molto più di un pizzico di “The King of the Limbs” in “Shipwreck” e “This”, o ancora per l’approccio Antipop Consortium di “Humanized”. Simbiosi riuscite, altro che no, ma buttate lì, tanto per citazionismo.

A suonare decisamente più Modeselektor ci pensano invece “Evil Twin” e “Grillwalker”, dove la prima stende alla maniera di una vecchia “Black Bloc”, ed entrambe suonano house austera e caustica. Un punto interrogativo gigante simboleggia l’electro-rap di “Pretentious Friends”: pessima e fuori luogo tanto quanto lo sarebbe stato Klaus Kinski in “la febbre del sabato sera”.

Chiude l’album la sonnolenta “War Cry”: post-techno (?!) con la gentile partecipazione dell’amico Apparat. “Monkeytown”, per dirla breve, è un album che funziona se lo ascolti ad una festa, se lo fai in una grossa stanza piena di gente e di luci. Funziona se ti muovi. Altrimenti c’è di meglio in circolazione.

Monkeytown
[ Monkeytown Records – 2011 ]
Similar Artist: Apparat, Ellen Allien
Rating:
1. Blue chords
2. Pretentiuos friends
3. Shipwreck
4. Evil twin
5. German clap
6. Berlin
7. Grillwalker
8. Green light go
9. Humanized
10. This
11. War cry

Tracklist
 
 

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