CHARLOTTE GAINSBOURG
Stage Whisper
Genere: pop, songwriting
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Io la odio mi disse stizzita una ragazza, non è possibile che le riesca sempre tutto bene. Avevamo appena finito di vedere “ Antichrist” di Lars Von Trier, e percepivamo ancora il sapore del suo charme. Charlotte Gainsbourg è così: non è oggettivamente bella, non sarà mai, per fortuna, sex simbol di massa come la prima maggiorata rigurgitata dall’ennesimo reality, ma chi vi si avvicina non può non esserne colpito e poi ferito dalla sua elegante decadenza; non credi poi possa anche recitare bene e avere una versatilità d’interpretazioni per via di quel così caratterizzante volto bohemien, ma riesce sempre a rapire gli occhi e lasciare una traccia marcata nello spettatore, a prescindere dalla trama, dagli altri attori, dal regista più o meno ingombrante, arrivando sino a vincere premi come il Prix d’interprétation féminine di Cannes; infine, nonostante non abbia un’estensione vocale particolarmente ampia e potente, riesce a imbastire sonorità e canzoni veramente intriganti e sensuali, prendendosi anche lo status di cantante vera e propria di professione senza scadere nella parodia della chanteur a tempo perso, come nel caso d’una Carla Bruni qualsiasi. D’altronde Charlotte è il frutto dell’amore tormentato, “Je t’aime… moi non plus”, di due mostri come il padre Serge e l’icona Jane Birkin, e non poteva assolutamente essere un personaggio scontato, ma, com’è naturale che sia, è un soffio d’arte, una presenza estremamente carnale di cui possiamo solo percepire il sapore fuggente, la cui imperfezione sommata al nostro non riuscire a comprenderla fino in fondo ne fa una presenza importante sul palco del nostro tempo.
“Stage Whisper” è la conclusione del lavoro di “IRM”, album in cui Beck compare come autore, performer e produttiore. La nuova uscita, che risponde alle esigenze del mercato secondo le quali bisogna costantemente alzare la mano e dichiararsi presenti, non è che un doppio disco formato dal live di “IRM”, elegante, avvolgente e a tratti sussurrato, e una selezione di brani in studio in cui compaiono ancora Beck, “Terrible Angels”, Connor O’Brien dei Villagers, “Memoir”, Connan Mockasin e Noah and the Whale.
Questa uscita, forse un po’ forzata, forse non così necessaria, è comunque un grazioso feticcio per chi come me è ammiratore della cantante francese.
Shush shush Charlotte. Shush Charlotte shush shush.
1. IRM
2. Set Yourself on Fire
3. Jamais
4. Heaven Can Wait
5. In the End
6. AF 607 105
7. Just Like a Woman
8. The Operation
9. Trick Pony
10. The Songs That We Sing
11. Voyage
Studio album:
1. Terrible Angels
2. Paradisco
3. All the Rain
4. White Telephone
5. Go to Let Go
6. Out of Touch
7. Memoir
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8 novembre 2011 @ 12:25
scusate ma questa uscita “forse un po’ forzata, forse non così necessaria” è il disco della settimana?? un live di Charlotte Gainsburg????
mi permetto di esprimere il mio dissenso con un laconico MAH!