banner

RKC
British Plastic

16 novembre 2011

Genere:

Mentre Pete Dorothy dopo il buon album da solista “Grace/Wastelands”, e relativi live annuncia l’intenzione di volersi fermare per rifiatare (e magari annichilirsi) un po’, il fido compagno Adam Ficek ritorna con il proprio progetto personale: la band Roses Kings Castles, ribattezzata ufficialmente nell’acronimo RKC.

In realtà la parola band non sarebbe proprio corretta, perché Adam ha registrato, da polistrumentista qual è, tutti gli strumenti personalmente ad eccezione della chitarra affidata a Patrick Walden, altro ex, seppur per poco tempo, dei Babyshambles. Il tutto è avvenuto all’interno dell’ ”umido garage“, ovvero del personale studio di registrazione che Ficek si è costruito dopo il divorzio da Pete e co., per sfogare la propria voglia di sperimentazione, che lo ha portato nel corso degli anni in giro per il Regno Unito a presiedere innumerevoli djset, attitudine dovuta ad un’inclinazione, al limite della mania, per la musica elettronica, per la campionatura e la manipolazione del suono.

Nasce così “British Plastic“.Presentato come una sorta di matrimonio tra i Buzzcocks, siamo d’altronde inglesi e who is born round can not die square, e le contaminazioni trip-hop del rock della Beta Band, l’album è un’incontro tra una musica artificiale da club e le chitarre sporche e vintage della tradizione brit. “Tapping” ne è l’esempio migliore, la chitarra sovrasta una base di synth, di vibrazioni dub e suoni che come echi si perdono lontani.

“Here Comes the Summer” è il singolo di lancio, dove c’è sia sapore di new wave, complice il cupo rimando della voce, sia tutta l’anima della musica beat inglese, come se i Gang Of Four cantassero i Supergrass.

L’idea del disco mi è piaciuta. Adam Ficek è un gran musicista. Devo però ancora capire se il disco sia solo un album freak, un’eccentrica selezione di tracce che non sapevano come essere collocate o invece, come i RKC amano definirlo, un album donchisciottesco, solo e cocciutamente all’arrambaggio delle convenzioni, noncurante dei mulini a vento, in questo caso recensori scettici come me.

British Plastic
[ Fulfill - 2011 ]
Similar Artist: Big Pink, Killers
Rating:
1. These Are The Days
2. I Can’t Say
3. Here Comes The Summer
4. Kittens Become Cats
5. People And Places
6. Tapping
7. Seeds Of Moscow
8. Mother’s Pride
9. If The Rain Comes
10. I Let Go
11. Cockroach

Ascolta “Here Comes The Summer”

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Modern Vampires Of The City

VAMPIRE WEEKEND
Modern Vampires Of The City

The wisdom teeth are out, what you’re on about?
E dunque questo 2013 segna…

AA. VV. – THE PLACE BEYOND THE PINES OST

Praticamente da Bon Jovi a Bon Iver. Il pregio di un film come “The…

Gold Foil

ADRIANO VITERBINI
Gold Foil

Dopo aver concluso il tour quest’inverno con i Bud Spencer Blues Explosion, Adriano Viterbini…

More Light

PRIMAL SCREAM
More Light

Bei tempi quelli dei La’s e degli Stone Roses. Degli Happy Mondays e dei…

Off the Record

KARL BARTOS
Off the Record

Anni fa, se non ricordo male era il momento in cui la dubstep stava…

Trouble Will Find Me

THE NATIONAL
Trouble Will Find Me

All’indomani di una lunga coda post-”High Violet” a base di brani prestati a colonne…

Ready To Die

IGGY AND THE STOOGES
Ready To Die

Ora possiamo ammetterlo, la svolta da crooner di Iggy poteva essere un gioco divertente…

Vivere Aiuta A Non Morire

DARGEN D’AMICO
Vivere Aiuta A Non Morire

Tutti lo vogliono, tutti lo cercano, tanti vogliono lavorare con lui ma ancora pochi…