Very Short Shorts – Minimal Boom
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A neppure un anno dall’esordio su Bar La Muerte i Very Short Shorts tornano sul luogo del misfatto e danno alle stampe questo secondo lavoro, “Minimal Boom”, per l’etichetta Riff Records.
Sempre guidato dal pianista Stefano Manca (che scrive e produce tutto l’album) il trio italo-francese aggiusta la propria mira con un lavoro più diretto ed essenziale come già suggerisce il titolo (anche nel ridotto minutaggio), abbandona le colonne sonore da poliziesco in favore di un concept più ampio che abbraccia suggestioni intime e sentimenti universali: ne sono ottima testimonianza l’iniziale, ariosa e insieme serrata, “I Am, You Are” e l’intensissima “Nibiru”.
È un’opera dai toni più crepuscolari e post-rock: i virtuosismi sono sempre presenti ma meno invadenti (“While My Daughter Gently Sleeps” e “Nein Ist Nein”); i tre musicisti continuano a spaziare sapientemente tra tentazioni jazz e atipica pesantezza (“Peoplehappymoney), lirismo folk (“Driving With No Lights”) e irruenza punk, senza negarsi talvolta qualche divertita leggerezza (“Schlauskatr”), dimostrando dunque di possedere abbondante inventiva e una capacità di concentrazione straordinaria che permette loro di gestire gli spunti centrifughi e schizofrenici (“16”) che caratterizzano buona parte delle loro composizioni.
Quando poi giungerete sul finale di “Minimal Boom” e vi esploderanno tra le mani pezzi come “Ramachandran” o “White Cliffs Of Dover” (sentori Mogwai, grigissimo cielo di Londra, sapori mitteleuropei e climax da Re Cremisi) potrete concordare con me sulla bontà e unicità del progetto Very Short Shorts, sperando che questa non sia la loro ultima fatica (come hanno invece sarcasticamente affermato).
2. While My Daughter Gently Sleeps
3. Peoplehappymoney
4. Driving With No Lights
5. Fullgas
6. Carillon
7. Schlauskatr
8. Nein Ist Nein
9. Nibiru
10. I Don’t Want To Go TO Brescia
11. Ramachandran
12. White Cliffs Of Dover
13. 16
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