Funeral Club – In The Fire
Genere: dark-wave
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Caspiterina! Che gran disco! Non si può davvero iniziare a parlare di questo gruppo americano diversamente da così. In origine, nell’annus domini 2006, erano Joseph e Jenny Andreotti, coppia nella musica e nella vita. A loro si sono aggiunti poi un paio di ottimi musicisti, dando così alla luce ai Funeral Club così dotati di chitarre, basso, banjo e del caratteristicamente lugubre organo farfisa.
Le recensioni che mi precedono parlano di atmosfere che potrebbero cullare un film di David Lynch ma… come non confermarle?! Riporto inoltre un commento del sito unpeeled.net il quale definisce la musica dei Funeral Club come un sanguinoso incontro tra Nick Cave e Mary Shelley. Ed effettivamente il nome, la copertina e il video del singolo appaiono tutti dipinti a tinte scure, il B/N prevale sul colore, la cupezza sulla luminosità.
Fortuna però, che oltre alle apparenze, questo Club è autenticamente noir, senza eccessi né forzature.
E quindi, dopo le dovute considerazioni estetiche, si passa alla musica. Il disco suona perfettamente bilanciato dall’inizio alla fine senza mai incorrere nella noia, nella tetraggine perversa, senza gettarsi nell’autocommiserazione delle tenebre.
I Funeral Club intuiscono subito che è necessario un intro che dia avvio ad un ascolto responsabile. Ci fanno subito capire chi sta dalla parte del manico (del coltello?). E così il banjo e piccoli, striduli tocchi di pianoforte danno avvio ad un lento incedere onirico corroborato dalla suadente voce di Jenny che rimanda alla nipponica Kazu Makino, cantante e femme fatale dei Blonde Redhead.
Il singolo, “A soapbox serenade”, rivela un’atmosfera sospesa, per nulla rilassata, in procinto di esplodere; determinando quindi un crescendo di emozioni che hanno come base uno strambo walzer decadente.
Le aspettative dei primi brani vengono poi tutte confermate dai successivi: “Heavely bodies” è di certo lo sfondo ideale per un film scritto a due mani da Tarantino e Sergio Leone, “We little women” è cantata con un’enfasi che non può non far riaffiorare echi di Siouxie Sioux e per finire, il sassofono del pezzo strumentale “In the fire” è semplicemente incantevole.
Bando alle ciance: rafforzo dunque il “caspiterina” iniziale e auguro al club del funerale una lunga vita!
2. A soapbox serenade
3. Heavenly bodies
4. Bones in the ground
5. We little women
6. In the fire
7. Every hideous intention
8. Sleep to dream
Ascolta “A Soapbox Serenade”
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