PILLS ‘N’ THRILLS & BELLYACHES: Dicembre 2011, PT.1
Genere: dream-pop, folk-rock, pop-rock
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E’ diventato impossibile riuscire a star dietro compiutamente ai ritmi folli del mercato discografico attuale. L’unica cura possibile per questo “male” possono essere le nostre pillole. Mini recensioni per permettervi di avere uno sguardo ancor più ampio su tutto quello che esce mensilmente e di cui non siamo riusciti a parlare con le tradizionali recensioni. Un bel sorso d’acqua per mandarle giù e…buona lettura!

Una piccola bomba pop ad orologeria, un disco maestoso, pieno di orchestrazioni e stratificazioni. Brent Cash, un nome su cui scommettere per il futuro anche se il presente è già brillante. Tra i Beach Boys più evoluti e la leggerezza solare di Jens Lekman, è un grande piacere scivolare tra melodie memorabili, armonie leggere e pienezza dei sensi. Inspiegabile il fatto che non sia sulle prime pagine di tutte le riviste di settore. Strani destini del pop contemporaneo. Voi affrettatevi e recuperate questa gioiosa ed eterna primavera in musica.
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Ascolta I Can’t Love You Anymore Than I Do
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“Fading Parade” ha come unico difetto quello di essere simile a tante, troppe produzioni del genere. Dieci canzoni che filano via bene, tra freschezza dream pop e qualche ripetizione di troppo. Difficile trovarci un momento che si distingua in meglio dagli altri, anche se la resa finale è comunque buona. Tante chitarre morbide, voci leggiadre e inserti di archi a confezionare un prodotto che può far gola agli irriducibili del genere. Per tutti gli altri, una piacevole quanto volatile parentesi tra un disco e l’altro.
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Ascolta Do You Really Wanna Know |

Arrivare oggi con un disco che sarebbe stato cool tipo 3-4 anni fa, non è una mossa geniale. Soprattutto se siete francesi e la cosa pesa fastidiosamente sulla pronuncia dell’inglese. La musica degli Hushpuppies non è disastrosa, ma priva di consistenza e di idee valide. Tra sbadigli e rari momenti di risveglio, “The Bipolar Drift” ha il destino segnato: finirà nel dimenticatoio delle produzioni di questo 2011 che volge al termine nessuno se ne vorrà a male.
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Ascolta Rodeo
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Torna James Jackson Toth con il progetto Wooden Wand, questa volta accompagnato anche nella ragione sociale dai Briarwood Virgins. Ma cosa potrebbe mai cambiare? Questo è il solito, onestissimo disco di country rock che profuma d’America dalla prima all’ultima nota. Insomma la solita strada, quella di cui non ci si stanca mai, ricca di paesaggi che sanno cambiare giorno dopo giorno pur restando se stessi. Suggestioni di poco cangianti di cui non ci stancheremmo mai. Un bel modo per sentirsi a casa, accanto alle cose che amiamo.

I Light Asylum sono una di quelle band talmente derivative che sembrano essere state ripescate da una macchina del tempo e riportate in vita dopo circa trent’anni. Infatti le coordinate sono quelle di un post-punk-wave oscuro ed efficace che si rivolge in tutto e per tutto alla scuola di Ian Curtis e soci. Un ep di ottima fattura che lascia presagire un possibile futuro roseo per il duo di Brooklyn, composto dalla voce di Shannon Funchess e dai synth di Bruno Coviello. Restiamo in fiduciosa attesa per la prossima uscita, magari sulla lunga distanza di un lp.
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Ascolta In Tension
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Disco che va a spulciare nei cassetti della produzione di Dan Sartain, pescando ventuno brani tra b-sides e outtakes. Rockabilly in puro lo-fi senza fronzoli, adatto a lerce balere di periferia. Canzoni quasi sempre sotto i tre minuti, schegge infuocate per i completisti o gli appassionati di un genere che non invecchia mai. Tra fiumi di alcool, barbe lunghe e campi di cotone.
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