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TOP 10 ALBUM 2011 di Valentina Natale

15 dicembre 2011

Genere:

Cover Album

10. BIRD BY BIRD
While You Sleep

[autoprodotto]

Secondo album per questo duo indie rock che si ispira a Tom Petty e Kings Of Leon. Jonathan DeVoto (ex The Matches) e Ross Traver scrivono canzoni dall’atmosfera in bilico tra la primavera e i primi giorni d’estate, quando il sole comincia a far capolino dopo un lungo inverno. Hanno il coraggio di parlare di cose semplici, talmente accessibili e così ingenuamente sincere da far quasi spavento.

E’ difficile che almeno una delle tracce di “While You Sleep” non tocchi nel profondo, andando a solleticare la parte più genuina e nascosta di ognuno di noi. La sperimentazione costante dei The Matches fa ormai parte del passato, la musica qui è sicuramente diversa ma non per questo disprezzabile.

Ascolta Break


Cover Album

9. JOSEPH ARTHUR
Graduation Cerimony

[Fargo]

Con gli anni e le innumerevoli collaborazioni è maturato, non c’è che dire. Il disco della svolta deve ancora arrivare (o forse è già passato) ma la qualità resta sempre e comunque indiscutibile. Toni malinconici, come è d’obbligo quando ci si lascia alle spalle il vecchio per correre a larghi passi verso il futuro.

Si, perché “Graduation Day” ha il tono agrodolce e un po’ nostalgico delle cose che finiscono, di quando si è costretti a guardarsi allo specchio e prendere decisioni importanti, costretti a camminare con le proprie gambe. Da adulti.

Ascolta Gypsy Faded

Cover Album

8. ARMY NAVY
The Last Place

[E Music Selects]

Reduci dal piccolo e clamoroso caso creato dall’esordio omonimo, giudicato maledettamente buono da più di un critico, gli Army Navy danno finalmente alle stampe il secondo capitolo. Mentre il precedente era totalmente incentrato sulla fine di una tormentata storia d’amore e sulla conseguente, faticosa guarigione di un cuore infranto, “The Last Place” si misura con una più vasta gamma di emozioni.

In fondo a ogni canzone però riecheggia prepotente quell’onda di nostalgia che non abbandona mai le note dei Navy, sempre in bilico tra pop e power pop, tra Sloan e Big Star come perfetti funamboli della sei corde.

Ascolta Feathered


Cover Album

7. THE WAR ON DRUGS
Slave Ambient

[Secretly Canadian]

I The War On Drugs tornano alla carica con il loro rock venato di folk e blues, umorale, nostalgico, ad alto tasso emozionale. Il successore di “Wagonwheel Blues” e “Future Weather” s’intitola “Slave Ambient”, ma di ambient c’è (per fortuna) solo l’atmosfera malinconicamente rilassata. I battiti del cuore vengono cullati dolcemente, senza salire più dello stretto necessario in ballads che ricordano David Gray, The National e gli Arcade Fire.

Un album che somiglia a un sognate viaggio in macchina verso confini della notte, attorniati da luci accecanti che consolano e fanno compagnia. Da ascoltare tutto d’un fiato.

Ascolta Baby Missiles


Cover Album

6. LOU REED & METALLICA
Lulu

[Warner Bros]

Amato, odiato, criticato, tutto và bene purché se ne parli di questo mostro, idra a più teste e infiniti cervelli che familiarmente (e per brevità) è stato soprannominato “LouTallica”. Un esperimento d’ingegneria genetica dagli esiti imprevisti e imprevedibili, che comunque ha la forza di camminare con le proprie gambe. Quando la polvere della battaglia si sarà posata e passata molta acqua sotto i ponti vedremo come verrà considerato.

Lo rivaluteranno tra qualche anno, come è già successo a ben più illustri predecessori ? Forse, mai dire mai…

Cover Album

5. FOUNTAINS OF WAYNE
Sky Full Of Holes

[Lojinx]

Reduci dalla canonica e quasi inevitabile serie di break ups, litigi, reunion e esperimenti dance, i Fountains Of Wayne sfornano un nuovo album. E’ passato molto tempo dagli echi californiano-adolescenziali di Stacy’s Mum, i ragazzi sono cresciuti ma hanno sempre l’aria di divertirsi un mondo. La formula, quelle canzoni pop tremendamente orecchiabili dai testi maledettamente ironici, è sempre la stessa; con un filo di spensieratezza in meno e qualche ombra di malinconia in più.

Nulla di grave, il copione come detto non cambia: casomai si arricchisce di accenti surreali che vanno a braccetto con le consuete storie di gente apparentemente comune, timorosa di guardarsi allo specchio. Ridendo e scherzando i Wayne si scoprono quasi vulnerabili, puntando il riflettore
su anime mai cresciute ormai alle soglie di un’incipiente mezza età.

Cover Album

4. COASTING
You’re Never Going Back

[M’lady Records/Tunecore]

Guai a chiamarle emuli o (orrore) costole dei Best Coast. Si cambia pagina, con questo disco d’esordio. A farla da padrone sono le emozioni più sofisticate e adulte dell’autunno, contrapposte all’estate a tutto surf e un po’ slacker dei fratellini di latte. Malinconia certo, ma con quel pizzico di allegria (“Friends”, “Kids”) e quel po’ di pepe (“Ultra Vapid Scene”, molto Bratmobile) che rendono tutto più saporito.

Perché in fondo, chi l’ha detto che tutti devono per forza puntare al top? Con le note di “Delusion Of Grandeur” queste signorine sembrano volerci ricordare che accontentarsi, a volte, non è affatto male. Purché non si parli di musica, è ovvio.

Ascolta Gypsy Faded

Cover Album

3. THE HORRIBLE CROWES
Elsie

[SideOneDummy]

A volte i side projects funzionano. Non solo non intaccano la validità della band di provenienza, ma ne allargano il pubblico. Brian Fallon, in congedo momentaneo dai Gaslight Anthem, ripone il Boss nel cassetto e si scopre malinconico cantautore alla Lou Reed. Le eleganti killer ballads umorali che formano la spina dorsale di “Elsie” gli si addicono, non c’è dubbio, forse anche più del previsto.

Una bella sorpresa insomma, e uno dei dischi più interessanti di questo duemilaundici

Ascolta Behold the Hurricane

Cover Album

2. ANDREW ADKINS
Troublesome My Love

[Electrahead Arts & Media/CD Baby]

L’estate è la stagione dell’amore per eccellenza, delle lettere mai scritte o scritte e mai imbucate. “Troublesome My Love” è la vendetta di tutti quelli che, almeno una volta, si sono trovati ai primi di settembre col cuore a pezzi, straziato da un sentimento non corrisposto. In bilico tra country e rock d’autore, riesce a scaldare gli spiriti più refrattari e solitari .

Un toccasana insomma, fresco quanto basta da far gridare a un piccolo miracolo, sufficientemente variegato da accontentare un po’ tutti i palati, anche quelli più esigenti. Perché, quando nell’aria si fanno già strada i primi freddi, c’è ancora spazio per qualche raggio di sole.

Ascolta 6 tracce da Troublesome My Love

Cover Album

1. TOM WAITS
Bad As Me

[Anti]

Tom è come il buon vino: non invecchia, decanta. Canta e le canta un po’ a chiunque, prendendosi tutto il tempo necessario per trovare l’ispirazione e diluirla sapientemente nelle canzoni. Sembra non sbagliare mai un colpo, e “Bad As Me”, ritorno da leone, è una dichiarazione d’intenti che più chiara non si può.

Gli anni passano, e il rocker di Pomona è sveglio e arzillo come non mai, pronto a fare le scarpe a tanti ben più giovani colleghi. Non è veramente cattivo, lo disegnano così. O forse no ? Scherzi a parte, vince la palma di miglior album per una spanna abbondante.

Ascolta Bad As Me

 

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