KORN
The Path Of Totality

 
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16 dicembre 2011
 

Schiacci il tasto play e parte un groviglio di suoni fuori tempo massimo – uno spaventoso crossover di chitarre ad accordatura ribassata e tamarrissima elettronica da squatter come se dopo gli Atari Teenage Riot solo il diluvio universale, roba che già nel 1999 era vecchia, figuriamoci dodici anni e tanta tecnologia dopo – partono le risate, partono gli applausi di scherno, partono le pernacchie. Finché non schiacci il tasto stop perché non resisti più e senti il disperato bisogno di impiegare meglio il tuo tempo, perché effettivamente ascoltare musica così raffazzonata è davvero una perdita di tempo. Dopo aver provato ad affrontare “The Path of Totality”, il nuovo album dei Korn (oddio, chiamarlo album è parecchio difficile. Chiamiamolo con il suo vero nome: fetecchia che esce per la Roadrunner, etichetta ormai diventata una sorta di ospizio per gruppi metal che un tempo avevano molto successo ed ora no) ti viene da pensare parecchio, e non sono necessariamente pensieri belli.

Dico, a cosa serve chiamare addirittura Skrillex (segnarsi questo nome perché tra qualche mese l’America sarà ai suoi piedi, basta vederlo in faccia e si capisce che ce la farà. Sembra un morphing tra i due tipi di “Fusi di testa” virato emo, praticamente un babbeo pieno di tatuaggi e piercing) se ciò che ne esce è un pastone del genere? A chi giova tutto ciò? Ai Pitchshifter che avevano già fatto un album del genere dodici anni fa e non se li è fumati nessuno? A Marilyn Manson che è stato davvero pericoloso per parecchio tempo perché metteva la gente di fronte ai propri incubi/alle proprie fobie (parola del mio ex parrucchiere, mica mia)? Utilizzando il nome di Skrillex i Korn sperano forse di dare alla loro musica quella fittizia patina di modernità che permetta loro di vendere dischi e pagarsi un soggiorno in una lussuosa clinica dove possano finalmente porre rimedio ai danni causati dai troppi abusi giovanili? Dubstep poi? Dov’è la svolta dubstep di cui si parlava tanto da mesi? Dove si è nascosta? Non la sento proprio. Ma i Korn credono sul serio in questa musica oppure stanno disperatamente cercando di rincorrere il successo che ottenevano ai bei tempi che furono, senza nemmeno sapere che con cose del genere non vai tanto lontano (ma almeno regali momenti di buonumore all’ascoltatore, momenti che durano lo spazio di un attimo)? O magari hanno finalmente realizzato che non hanno più un senso dal momento esatto in cui hanno dato alle stampe “Follow The Leader” (stiamo parlando del 1998, mica di ieri o l’altroieri) e come minimo gli ultimi tre album sono stati un’imbarazzante pantomima ed allora stanno andando avanti solo per rispettare il contratto con la loro casa discografica? Perché nelle interviste sparano frasi a caso in cui parlano di abbattimento dei confini tra pubblico dance e pubblico metal? Perché una copertina così inenarrabilmente brutta? Perché Jonathan Davis spreca così la sua bella voce? Non potrebbe fare altro? Ci hanno forse visto giusto il batterista David Silveria ed il chitarrista Head, fuggiti di corsa dalla band rispettivamente per intraprendere una carriera da modello ed una carriera da cristiano rinato? Non ci si capisce nulla, se non che certi gruppi fanno quasi pena per quanto si ostinano ad andare avanti in barba alle evidenze, in barba ai fallimenti personali e musicali.

È davvero impossibile salvare qualcosa di questo “The Path of Totality”. Ci ho provato ma non ce l’ho fatta, e mi dispiace davvero. Non c’è nulla per cui valga la pena di ascoltarlo. La bella musica è altra.

The Path of Totality
[ Roadrunner – 2011 ]
Similar Artist: tredici metodi poco intelligenti per pagarsi il metatone, Coal Chamber, Fear Factory, Orgy, Filter, il miracolo di andare in pensione
Rating:
1. Chaos Lives in Everything
2. Kill Mercy Within
3. My Wall
4. Narcissistic Cannibal
5. Illuminati
6. Burn the Obedient
7. Sanctuary
8. Let’s Go
9. Get Up!
10. Way Too Far
11. Bleeding Out
12. Fuels the Comedy
13. Tension

Tracklist
 
  • http://sfigatindie.blogspot.com/ Frankie

    Il disco fa sicuramente cagarissimo ma io non ci scherzerei troppo su “l’abbattimento dei confini tra pubblico dance e pubblico metal”. Mi è capitato di vedere diversi metallari andare in fissa per la “brostep”. Effettivamente non so perché…

  • wendy

    già guardando la copertina ti cadono le braccia… poi ascolti il disco e ti cadono le… gruppo inutile

  • Uno che non e’ neanche fan dei Korn

    Sia il cosi denominato “recensore”, che le persone che hanno commentato questa “cozzaglia di parole inutili”, fanno pensare, non solo a detta mia, ma anche di tutte le persone che suonano con me, che ne’ l’uno ne’ gli altri, sappiano assolutamente nulla di musica e di composizione. In questo scritto, oltre ad insulti a grandi musicisti e pezzi di storia del Crossover, si sono demonizzati grandi produttori e DJ di quella musica nuova che chiamano Dubstep (appunto per lo scrittore: se non sai cos’e’ la Dubstep, non dire che non la senti in questo disco” perche’ e’ una bella cazzata). I commenti a tale sperimentazione musicale, fatti in questa pagina, dimostrano ancora una volta la totale chiusura dell’italiano medio verso cio’ che c’e’ di VERAMENTE “nuovo”. Recensire in questo modo un disco dimostra solo totale ignoranza nell’argomento che si sta trattando. Bocciato in toto.

  • Federico “Accento Svedese”

    Tipico commento da musicista di gruppo che suona musica che era all’avanguardia quindici anni fa. Fammi indovinare? Fate crossover (già il fatto che tu l’abbia chiamato così e per giunta l’abbia scritto con la maiuscola denota un certo ritardo culturale) con testi politicizzati e tutto il corollario di ovvietà populiste, avete pure il dj per sembrare più moderni. Di dove siete? Azzarderei Puglia, ma potrebbe essere anche Torino o – perché no – Genova. Ho indovinato?

    Scherzi a parte. Come avrei dovuto recensire un disco fetecchia come questo? Avrei dovuto sforzarmi di recensirlo bene perché ascoltavo i Korn quando ancora in Italia li conoscevamo in dieci (era il 96, mica il 2002)? No? E poi, è sperimentazione questa? Dai, su…

  • SwAmp

    Questa band me la ricordo benissimo. E ricordo benissimo ogni tappa della loro rovinosa involuzione. Quando uscirono i primi ottimi due dischi (Korn, e Life Is Peachy) credevo in un periodo di ottimo rinnovamento nella musica dura. All epoca testate come Rumore , Metal Hammer ecc si sprecavano in elogi a costoro, ai Tool, ai Deftones, Orange 9mm, e tutto cio’ che era ancora chiamato Post Metal, o Crossover. In pratica, dopo quei primi due ottimi lavori, è stata tutta una discesa nel nulla. Dal 1998 ad oggi (!!!). Ma è tanto difficile sciogliersi, cazzo?

 

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