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TOP 10 ALBUM 2011 di Gianluca Ciucci

22 dicembre 2011

Genere:

Io detesto le classifiche, le classificazioni, le azioni salienti, mi trovo bene nelle chiacchiere sparse, nei discorsi fini a sé stessi, nelle idee alla rinfusa.
Quindi questa non sarà una classifica, non si dispiegherà per punti, non ci sarà il conto alla rovescia dei miei dischi preferiti dell’anno che sta per finire, è già stata una fatica immane ricordare quando un disco è uscito, se mi è piaciuto più o meno di un altro e soprattutto perché.

Unica concessione al feticismo da classificomani è essere riuscito a raggranellare dieci dischi dieci (più uno) che hanno saputo stupirmi per un motivo o per l’altro, strappandomi qualche ascolto in più rispetto al resto della massa suonante nel calderone delle uscite discografiche. Dunque ecco i “miei” dischi del 2011, rigorosamente autoctoni (alcuni da esportazione), tassativamente in ordine alfabetico: i Bancale con il loro primo lavoro lungo “Frontiera”, un calcio per stomaci forti, duro, riarso, poetico e disperato, disco bello perché affatto accondiscendente, o si ama o ci si annoia, io l’ho amato.

Be Forest da Pesaro, altra gran bella scoperta il loro “Cold”, atmosfere shoegaze, new wave e uno stile impeccabile, certo arrivano un anno dopo gli XX ma sanno pure sorpassarli per eleganza e poi non dimentichiamo che questa è la provincia dell’impero.
Giorgio Canali a fine estate se n’è uscito che quella rasoiata di puro rock che è “Rojo” e in attesa che al suo spirito combattivo venga dedicato un monumento intorno alle tombe di coloro che erano i suoi compagni di viaggio e oggi fanno i penitenti, io non posso che commuovermi ad ogni ascolto.

Ecco il disco più odiato dell’anno, quello che si è meritato i commenti più sferzanti, schiaffi e sputi, oltre, va da sé, ad un’idolatria degna della provincia di cui sopra, sta di fatto che “Il sorprendente album d’esordio dei Cani” io lo ascolto con piacere ancora oggi e lo trovo brillante e sanamente gigione. I Cani riempiono i locali e poco importa se balleranno una sola stagione, di certo hanno segnato il 2011, che lo vogliate o no.
Jonathan Clancy e i suoi A Classic Education di certo non smuoveranno schiere di fans e detrattori ma hanno confezionato un gran bel disco e “Call It Blazing” sta raccogliendo buoni e giusti consensi in giro per il mondo, i Sessanta e il rockabilly, i Novanta e l’indie sono i padri di questo disco che cresce ad ogni ascolto. Come sono cresciuti i Dadamatto, altra band corregionale del sottoscritto, giunti al terzo disco hanno tirato fuori il capolavoro. “Anema e Core” impressiona per qualità del suono ed ispirazione delle liriche, non presenta riempitivi ma nove potenziali singoli trapanacervello e spaccacuore.

Ho scelto “Di primavera in primavera” di L’amo perché è un grande disco e perché è rappresentativo di una scena, quella che mescola hard-core con wave e tecnologia povera che in Italia sta vivendo una bella primavera (Fine Before You Came, Gazebo Penguins, Verme…se ne parlerà). Salendo un gradino verso l’heavy listening troviamo i MoRkObOt, una creatura furente che sgancia dischi come bombe e dove passa lascia gioia e stordimento; “Morbo” è conferma e sorpresa insieme, figli dei furori.

Altro furore sta alla base della musica di unòrsominòre, quello della canzone politica dei Settanta, la rabbia per una sconfitta che ci accomuna tutti e ci travolge allo stesso modo, i nostri sogni spezzati e le nostre mancanze colpevoli. “La vita agra” è disco coraggioso perché parlare di vecchi anarchici e ideali sconfitti oggi porta solo le critiche di coloro che non sanno fare i conti con le proprie mancanze. Chiusura d’obbligo con i Verdena, cinque stelle a gennaio ribadite a dicembre perché “Wow” è un disco immenso, sperimentale eppure godibile, curato nei minimi particolari e dal sound più unico che raro.


Menzione speciale ai Manzoni, il loro disco omonimo è stato stampato nel 2011 ma girava già da un paio di mesi quindi resta fuori dalla “Top Ten”. Meglio forse, perché sempre più appare come fuori categoria, una pietra miliare che resterà e che presto avrà un seguito. Sono già qui ad aspettarlo. Anche questa è fatta.




ASCOLTA ALCUNE TRACCE ESTRATTE DALLA CLASSIFICA DI GIANLUCA CIUCCI:

Bancale - “Frontiera”

Be Forest - “Florence”

Giorgio Canali & Rossofuoco – “Carmagnola #3″

A Classic Education – “Baby It’s Fine”

L’Amo – “Di Primavera in Primavera”

Manzoni – “Scappi”

 

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