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TOP 10 ALBUM 2011 di Angelo Murtas

25 dicembre 2011

Genere:

Cover Album

10. THE ANTLERS
Burst Apart

[Frenchkiss]

Uno di quegli album che al primo ascolto colpiscono ma con quella sensazione che la magia possa svanire a breve. È così che lo abbandoni, sopraffatto dalle percezioni.

Poi ti ricapita tra le mani ed il risultato è quello della prima volta. Peter Silberman è uno che con la musica, lo ha dimostrato, ci sa fare.

Ascolta Parentheses


Cover Album

9. GUSGUS
Arabian Horse

[Kompakt]

“Arabian Horse” è un disco gelido e sognante. House e techno da ballare tra i ghiacci dell’Islanda, lì dove l’album, non a caso, è stato registrato. Elegante. Anche quando la cassa spinge di più

Ascolta Over


Cover Album

8. CRYSTAL STILTS
In Love With Oblivion

[Slumberland]

Sappiamo tutti quello che succedeva tanto tempo fa in giro per gli States. Musicisti inglesi che facevano enormi tour da New York a San Francisco.

Gente strana che organizzava grossi eventi con strana gente sedotta da droghe misteriose. Sì, lo sappiamo, ma è un bene che qualcuno, di tanto in tanto, ce lo ricordi con dischi del genere.

Ascolta Through The Floor

Cover Album

7. TORO Y MOI
Underneath The Pine

[Kompakt]

Funky, disco, psichedelia. Tutto questo assemblato in undici pezzi pop genuini. Senza sfacciataggine e con classe.

Per certi versi mi ricorda i Twin Shadow, per altri una serata in riva al mare da qualche parte, nel mondo.

Cover Album

6. THE FIELD
Looping State of Mind

[Domino]

Ti immagini Berlino ed i suoi locali che passano la migliore musica techno al mondo. Lui, Alex Willner, è svedese, ma è un dettaglio.

E “Looping State of Mind” è un disco ossessivo. Un disco in cui la ripetitività è poesia. È fascinazione.

Cover Album

5. THE HORRORS
Skying

[XL]

I pregiudizi sono sacrosanti. Sono un filtro. Ma qualora aveste bisogno di un esempio, uno di quelli eclatanti, in cui i pregiudizi non si rivelino cosa buona e giusta, ecco, guardatevi gli Horrors.

I loro atteggiamenti, le loro acconciature. E poi ascoltate questo “Skying”. Qualcosa non quadra?

Cover Album

4. ATLAS SOUND
Parallax

[4AD]

“Parallax” è un disco grandioso. Notturno. Intenso. Un santuario di confessioni e melodie acquatiche. È l’ennesimo colpo fortunato del giovane Bradford Cox, uno che di talento ne ha a palate e che da qualche anno a questa parte non fa altro che dimostrarlo.

Ci riusciva qualcun altro, ma ne è passato di tempo…

Cover Album

3. WASHED OUT
Whitin and Without

[Sub Pop]

Forse il più bel compromesso, degli ultimi anni, tra quello che la musica era (gli anni 80 ed il pop più kitsch) e quello che la musica è. Citazionista. Nostalgico. Vintage. Mi ricorda le vecchie polaroid, ora oggetto di culto del popolo indie.

Cover Album

2. PJ HARVEY
Let England Shake

[Island]

Sapevo tutto di PJ Harvey.

Quello che mi mancava è che avesse potuto sorprendermi ancora, nel 2011, con un disco pazzesco.

Ascolta The Words That Maketh Murder

Cover Album

1. GIRLS
Father, Son, Holy Ghost

[True Panther]

Sono cose che capitano. Sei lì che pretendi che certi gruppi non si prendano troppo sul serio.

Odi certa tracotanza. Quasi cafonaggine. E poi ti prendono di spalle con un disco del genere. Semplice. Intenso. Ineccepibile.

 

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