banner

TOP 10 ALBUM 2011 di Cristina Bernasconi

12 gennaio 2012

TAGS:

Cover Album

10. SMITH WESTERNS
Dye It Blonde

[Fat Possum]

Racchiudono in dieci canzoni il concetto di uscire a divertirsi, con la testa leggera e senza preoccupazioni. Stanno li’, tra Beatles e T. Rex e non si lasciano minimamente toccare da tutto cio’ che succede intorno a loro. Che bella eta’.
Everybody wants to be a star on a Saturday night, come with me baby and your eyes shine the sunlight.

Ascolta Weekend


Cover Album

9. FRANK TURNER
England Keep My Bones

[Epitaph]

Questo non è un disco da top 10, neanche per sbaglio. Ma io ce lo metto lo stesso: Frank Turner ha fatto tantissimo per me quest’anno. Lui c’è sempre, non si tira mai indietro. Con un sorriso e una chitarra, pronto ad abbracciarti e a ricordarti che, fondamentalmente, c’è una sola cosa da fare: vivere.

It doesn’t matter where you come from, it matters where you go. No one gets remembered in this listless life for the things they didn’t do.

Ascolta Peggy Sang The Blues


Cover Album

8. WILCO
The Whole Love

[dBpm]

La certezza e’ sempre quella: voler vivere in un disco dei Wilco. Stare al sicuro, coccolati dalla voce di Jeff Tweedy e abbandonarsi completamente a quelle chitarre. Niente potrebbe andare storto. E meno male che e’ anche ben lontano dall’essere il loro miglior disco.

I’ve been young, I’ve been old, I’ve been hurt and consoled, heart of coal and of gold so I’m told.

Cover Album

7. GIRLS
Father, Son, Holy Ghost

[True Panther]

Ecco, ci vuole un po’ per riuscire a capirlo e ad amarlo, questo disco. Poi pero’ arriva il momento in cui ti rendi conto di essere riuscito a decifrarlo e a esplorare tutte le direzioni che riesce a prendere e in quell’esatto momento ti rendi conto anche di esserne profondamente dipendente.

Keep me up, keep me down, keep my feet on the ground. Love, love, love, love, it’s just a song

Cover Album

6. THE BLACK KEYS
El Camino

[Nonesuch]

Ritrovarsi a cantare “Lonely Boy”, così, dal nulla. I Black Keys stanno qui per il semplice fatto che il disco è uscito da poco, se no, probabilmente, starebbero sul podio. Non c’è un solo secondo sbagliato in tutto il disco. Crea dipendenza. Che bella invenzione il rock’n’roll.

Oh oh oh I got a love that keeps me waiting.

Cover Album

5. THE DECEMBERISTS
The King Is Dead

[Rough Trade]

Il disco che ha aperto l’anno e a cui, a intervalli di tempo più o meno regolari, sono sempre tornata. Il disco più semplice che i Decemberists abbiano mai pubblicato. E poi c’è quella canzone lì. Per te, per te e per te.

This is why, this is why we fight, why we lie awake. This is why, this is why we fight and when we die, we will die with our arms unbound.

Cover Album

4. MILES KANE
Colour Of The Trap

[Fargo/Naive]

Ah, quella bellissima sensazione che è l’innamorarsi di un disco e non poterne più fare a meno. Ascoltarlo a ripetizione ovunque e in qualsiasi momento. Forse niente di speciale, sicuramente niente di nuovo. Ma è amore vero, quel tipo di amore per cui la canzone preferita cambia a ogni ascolto. E poi, quanta verità.

What do I have to do to get you where I want you?

Ascolta Inhaler

Cover Album

3. FOO FIGHTERS
Wasting Lights

[RCA]

Il classico gruppo di cui ho sempre e solo conosciuto i singoli e mai gli album interi. Quest’anno si cambia: complici anche tre live in tre mesi, i Foo Fighters sono stati parte fondamentale dell’anno. Ascolto “Wasting Light” immaginando il sorriso di chi, questo disco, lo avrebbe amato molto.

One of these days the clocks will stop and time won’t mean a thing.

Cover Album

2. MANCHESTER ORCHESTRA
Simple Math

[Favorite Gentlemen/Columbia]

Penso che il primo minuto e mezzo del disco dica tutto. La bellezza, quella vera. La delicata incertezza nei testi e nella voce. Un concept album di dieci canzoni che si incastrano perfettamente tra loro. Una band che purtroppo non ha l’attenzione che si merita, ma arriverà il giorno in cui tutti si renderanno conto di cosa si stanno perdendo. Non vedo l’ora.

What if we’ve been trying to get to where we’ve always been? Simple math, believe me all is brilliant.

Cover Album

1. NOEL GALLAGHER
Noel Gallagher’s High Flying Birds

[Sour Mash]

Da una parte vorrei iniziare a scrivere e non smettere più, dall’altra vorrei non dire assolutamente niente. Perché, alla fine, cosa si può dire? Si è addirittura permesso di lasciar fuori dal disco una perla come “Alone On The Rope”. Io ascolto, ascolto, ascolto, ascolto e ascolto altre mille volte. E ringrazio.

Cos you’re the only god that I will ever need.

 

Articoli Correlati:

3 commenti »

Ultime recensioni

Dirty Gold

ANGEL HAZE
Dirty Gold

Quando nel 2012 mi capitò di vedere il video di “Werkin’ Girls” successe che…

The Secret Of The Sea

BRUNO BAVOTA
The Secret Of The Sea

Il mare, adoro guardarlo mentre fa l’amore con la Luna, che inconsapevole lo attira…

Burn Your Fire For No Witness

ANGEL OLSEN
Burn Your Fire For No Witness

Dopo “Half way home”, il primo album quasi interamente acustico, come è “normale” che…

Blank Project

NENEH CHERRY
Blank Project

Neneh Cherry è sempre stata una fuoriclasse. Dai tempi di “Buffalo Stance”, quando incinta…

The Golden Age Of Glitter

SWEET APPLE
The Golden Age Of Glitter

“Hello It’s Me / Do You Remember” cantavano gli Sweet Apple in “Do You…

Singles

FUTURE ISLANDS
Singles

Giunti al quarto disco studio, i Future Islands, band americana di Baltimora, legittimano il…

Present Tense

WILD BEASTS
Present Tense

Sono sempre stato attratto da quei periodi che vanno dall’accadimento di un guaio –…

Voices In A Rented Room

NEW BURNS
Voices In A Rented Room

Non pago delle le tirate rock con i Comets On Fire e perso nelle…