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TOP 10 ALBUM 2011 di Maria “berenix” Bonì

15 gennaio 2012

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Cover Album

10. KASABIAN
Velociraptor!

[Columbia]

Il disco che avrei voluto al primo posto della mia classifica già prima di ascoltarlo, da estimatrice dei Kasabian quale sono, immaginando qualcosa di freak e 70’s stile “West Ryder” si ritrova solo in decima posizione.

Perché? Gli arrangiamenti di “Velociraptor!” sono talmente potenti che come un colpo di coda di dinosauro cyborg mettono quasi k.o. le vocalità di Serge e Tom. “Re-wired” la più Kasabian-simile dell’intero album.

Cover Album

9. THE BELL BEAT
Our Manderley

[autoprodotto]

Buon pop-folk americano interamente autoprodotto, da una band che meriterebbe molta più visibilità. Marina Trejo e Randy Bishop incantano e deliziano l’ascoltatore.


Cover Album

8. FOO FIGHTERS
Wasting Lights

[RCA]

Un album registrato in garage, interamente su supporto analogico, senza l’aiuto dei computer, può avere una nomination come Album dell’anno. (dal Twitter della band, in riferimento alle sei nomination per i Grammy).

L’organicità (finalmente), la coerenza (finalmente) e un sentito ritorno alle origini (ci voleva) sono stati ben ricompensati da critica e pubblico.

Cover Album

7. AMY WINEHOUSE
Lioness-Hidden Treasures

[Island]

Treasures Nonostante i salti temporali percepibili da traccia a traccia, questa raccolta di “tesori nascosti” (ok, diciamo bijoux di alta fattura) che vacilla tra il debut “Frank” (luminoso e naive) e “Back to Black” (il titolo parla da sé) merita l’ascolto proprio perché mette insieme i due lati di Amy in un unico disco e ne mostra la sua immensa totalità e grandezza.

Cover Album

6. BLACK LIPS
Arabian Mountain

[Nonesuch]

Infinitamente grata ai Black Lips che hanno saputo colmare il vuoto cosmico creatosi dentro di me dopo l’ascolto di “Angles” degli Strokes. Era il disco che ho atteso per cinque anni. Dalla band sbagliata… ma alla fine giusta.

Prodotto da un Mark Ronson che è riuscito a creare un giusto equilibrio tra il suo stile inconfondibile e la carica caotica e coinvolgente della band di Atlanta.

Ascolta Family Tree


Cover Album

5. NOEL GALLAGHER
Noel Gallagher’s High Flying Birds

[Sour Mash]

Quello studio secondo il quale i fratelli maggiori sono più intelligenti rispetto ai minori sembra essere ulteriormente confermato da questo album. Quell’altra ricerca secondo cui le persone mancine mostrano grande sensibilità e spiccato senso artistico pure. Curiosi riscontri scientifici in ambito musicale…

Cover Album

4. BON IVER
Bon Iver

[4AD]

il ricordo di Emma lascia spazio ad un personale mental-road trip in dieci tracce. È dolce viaggiare sulle note di Justin Vernon… (Anche se personalmente continuo a preferire “For Emma, Forever Ago”).

Ascolta Lisbon, OH

Cover Album

3. SELAH SUE
Selah Sue

[Because]

Fase uno: dare l’impressione di una gattina indifesa che non sa nemmeno cosa è andata a fare su quel palco. Fase due: spiazzare l’ascoltatore qualche secondo dopo aver schiarito la voce. Questa è Selah Sue.

Ascolta Explanations

Cover Album

2. ADELE
21

[XL]

Un disco completo e brillante dalla nostra cara Adele Adkins, che nonostante i ventitre anni di età mostra una grande maturazione artistica, percepibile già dai tempi del precedente lavoro,“19”, ma qui arricchita da una buona dose di malinconia da giovane donna che per renderlo meno vulnerabile ha impastato il suo cuore con le pietre.

Ascolta Someone Like You (Obscura Remix)


Cover Album

1. FEIST
Metals

[Cherrytree/Interscope]

T.S. Eliot dedicò “The Waste Land” a Ezra Pound prendendo in prestito da Dante la frase “Il miglior fabbro”. Io non sarò Eliot, ma Feist è sicuramente “il miglior fabbro” di questo 2011. Un album di dodici pezzi di metalli rari lavorati con fermezza, esperienza e una gestione dei propri sentimenti tale da riuscire a portarli a fusione per poi rimodellarli in puro suono.

Ascolta How Come You Never Go There


 

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