banner

CAGED ANIMALS – EAT THEIR OWN

16 gennaio 2012

TAGS:

Sounds something like a hip-hop-influenced Velvet Underground
“The New Yorker”.

Con questa premessa porsi all’ascolto con curiosità e diffidenza era abbastanza scontato, voler sentire cosa Vincent Cacchione aveva finalmente partorito, dopo esperienze musicali minori e disomogenee, in squadra con la sorella Tayla, Magali Charron come seconda voce, eterea e precaria, e Pat Curry alla batteria.

Tutto l’impianto sonoro oscilla irrimediabilmente da un estremo all’altro, in una miscellanea piacevole che scorre leggera, autorigenerandosi in ritmi, attitudini e sapori differenti: ora il pop molto teenager di “Teflon Heart”, o il più garage di “Hazy Girls”, ballate urbane da amori liceali, ora invece una vena da new wave dimenticata, che incede lenta, “Pile Of $$$”, creando un’atmosfera crepuscolare, trasognata e impalpabile. La voce di Vincent è estremamente Lo-Fi, con tutti i dovuti distinguo del caso, molto vicina a quella di Thurston Moore dei Sonic Youth.

I Caged Animals sono comunque una band difficile da inquadrare e da etichettare, troppo sfumata (non che questo sia un difetto) e senza una linea guida precisa. Sostanzialmente siamo di fronte ad un pop se vogliamo ironico, che non si prende sul serio del tutto, con contaminazioni disparate che emergono qua e là come nei, e come fanno i nei talvolta, rendono più grazioso quello che pulito, normale, prevedibile sarebbe senza. Gli inserti dubstep, quel keybord di Magali, dal suono ibrido che si intreccia alle chitarre nude come in “Feelingz”, rendono le undici tracce meno scontate.

Non sarà un album, un esordio dalla forza dirompente che rimarrà come pietra miliare, ma questo dream-pop, ecco forse questa è la giusta definizione, della band di Bushwick, riesce a prendere tutto il buono ed il bello che può, nelle nebbiose colline del New Jersey, tra scheletri post-industriali e il freddo delle correnti delle superstrade, lo rielabora e lo rende melodia. E questo riesce solo ad un cuore sensibile.

Eat Their Own
[ Lucky Number - 2011 ]
Similar Artist: Atlas Sound, Animal Collective
Rating:
1. Teenagers In Heat
2. This Summer I’ll Make It Up To You
3. Teflon Heart
4. Hazy Girls
5. Pile Of $$$
6. The NJ Turnpike
7. Feelingz
8. All The Beautiful Things In The World
9. Somebody To Use
10. Lips That Turn In The World
11. Instant Breaker

Ascolta “Eat Their Own”

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Tied To A Star

J MASCIS
Tied To A Star

Dalla prima volta che ho visto J Mascis, l’immagine a cui non non riesco…

The Rainy Kingdom

LUCKY ELEPHANT
The Rainy Kingdom

Qualche anno fa hanno provato a mandare in pensione i mitici bus londinesi. Quelli…

Get Hurt

THE GASLIGHT ANTHEM
Get Hurt

La musica, almeno per chi la ascolta, è quasi sempre una faccenda privata. In…

Lese Majesty

SHABAZZ PALACES
Lese Majesty

Nel 2011 erano stati una ventata di freschezza, un’alternativa intellettuale e raffinata all’estetica swag…

Barragán

BLONDE REDHEAD
Barragán

Luis Ramiro Barragán Morfín è stato uno dei più importanti architetti del ventesimo secolo.…

Crush Songs

KAREN O
Crush Songs

C’è una mia amica che ogni tanto mi chiede di mandarle un po’ di…

Coyote EP

GRAMLINES
Coyote EP

Quello che stupisce – mettendosi sulla lunghezza d’onda dei padovani GramLines – è quel…

No Bells On Sunday EP

MARK LANEGAN BAND
No Bells On Sunday EP

La discografia di Mark Lanegan è quasi diventata un labirinto; non è facile ricordarsi…