GUIDED BY VOICES
Let’s Go Eat The Factory

 
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16 Gennaio 2012
 

Quali parole spendere circa “Let’s Go Eat the Factory” ? quante parole spendervi? Tutti sapranno già tutto lo scibile circa uno degli eventi musicali del 2012. I Guided by Voices rappresentano la Bibbia del vero indie rock, nati quando tale appellativo diventato poi un filone alla moda, almeno in Europa, giaceva nascosto sotto una coltre di sudore, fumo, t-shirt a pezzi e sgangherati 4 piste sui quali incidere le proprie personalissime visioni. Il bello è che dopo anni, svariati cambiamenti di formazione, tour in giro per il mondo, tale idea, di una musica “libera” da qualsiasi condizionamento e nutrita esclusivamente dal personalissimo approccio dei suoi interpreti, viva ancora rendendo omaggio più di ieri al credo che l’ha forgiata.

Chiamatelo underground, chiamatelo indipendente, chiamatela bassa fedeltà, chiamatelo rock alternativo, il verbo è quello e viene interpretato, dai Guited by Voices con tutta l’irruenza, la frenesìa compositiva, il dinamismo creativo e la voglia di stupirsi di sempre. Per questo ogni persona che acquisterà “Let’s Go Eat the Factory” ringrazierà il cielo che band del genere continuano a suonare e produrre musica alla loro maniera, altro che reunion.

Il disco.
Brani-saetta, in pieno stile GBV, a volte non si riesce neanche a rimanere entusiasti di una trovata geniale, di un inciso, che attacca il brano successivo, di tuttaltra solfa, cambiando repentinamente in groove, in sound, in trovate armoniche, in atmosfera. E’ questo lo stile dei GBV, spesso ritornelli magnifici rimangono incastonati in un minuto e mezzo di canzone; il pop che irride se stesso setacciando da più angolazioni. Non esiste un brano identico al precedente, la continuità è data dalla discontinuità portata all’estremo, 21 gemme per 42 minuti di musica; inutile soffermarsi sui singoli poichè opere come questa vanno ascoltate nella loro totale complessità. La produzione è un pugno in pancia ai puristi del suono, ed uno scappellotto ai puristi della bassa fedeltà, che non riusciranno mai a far suonare i loro dischi come questo. Ispiratissimi, i GBV probabilmente aprono e chiudono questo 2012 musicale, cosa aspettarsi di più?

Cover Album

Let’s Go Eat The Factory
[ Fire – 2012 ]
Similar Artist: Yo La Tengo, Built To Spill, Pavement
Rating:
1. Laundry And Lasers
2. The Head
3. Doughnut For A Snowman
4. Spiderfighter
5. Hang Mr. Kite
6. God Loves Us
7. The Unsinkable Fats Domino
8. Who Invented The Sun
9. The Big Hat And Toy Show
10. Imperial Racehorsing
11. How I Met My Mother
12. Wave
13. My Europa
14. Chocolate Boy
15. The Things That Never Need
16. Either Nelson
17. Cyclone Utilities (Remember Your Birthday)
18. Old Bones
19. Go Rolling Home
20. The Room Taking Shape
21. We Won’t Apologize For The Human Race
Tracklist
 
 

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