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TOP 10 ALBUM 2011 di Simona Vallorani

17 gennaio 2012

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Non riuscendo a stilare una classifica canonica (nome artista+numero di arrivo) dopo squilibrii pirotecnici e testate contro il muro della memoria ho deciso di rinunciare.

Conscia del fatto che stabilire una numero 1 ,2 o 7 nel corso di un anno di ascolti forse è anche irragionevole, cio’ che segue è un elenco puramente affettivo di cio’ che continua ad insinuarsi dentro, ad appassionarmi e a commuovermi.

Cover Album

ANDY STOTT
We Stay Together + Passed Me By

[Modern Love]

Ipnotico e inquieto.Nella musica di Andy Stott c’è l’Africa, la danza tribale offuscata dalla battuta lenta e riverberata ( 100-130 bpm di sospensione magmatica). C’è l’ombra nera del cuore sulla mente e il respiro della terra.

Ascolta Submission

Cover Album

JAMES BLAKE
James Blake

[Atlas]

Un album denso e calibrato, tra algidità postmoderna e pathos classico. Forse un po’ incompiuto e solipsistico, il falsetto pitchato fino alla dissolvenza e
la sottrazione di nebulose sonore non dischiudono orizzonti felici.

Resta comunque un frutto del nostro tempo, volatile profondo e a tratti commovente

Cover Album

FEIST
Metals

[Cherrytree/Interscope]

“Metals” ha un potere, rivela la natura alveare del pop nella sua forma piu’ schiva e rassicurante.
Feist ci ha regalato un classico forse senza saperlo.Disarmante per bellezza e sensualità.

Ascolta How Come You Never Go There


 

MANTANA ROBERTS
Coin Coin Chapter One:Les Gens De Couleur Libres

[Constellation]

Free jazz in stato di grazia, disperato deflagrante e necessario.

Un linguaggio catartico fatto di urla, nenie ed esorcismi provenienti da un  passato ancestrale


Cover Album

ST VINCENT
Strange Mercy

[4AD]

Annie Clark ragiona sulle forme del pop con personalità e coraggio. “Strange Mercy” è pieno di soluzioni ambiziose, ricerca e sperimentazione sono affidate ad una chitarra sublime. Non solo virtuosismo e appeal orchestrale ma una vera e prorpia fascinazione intellettuale

Cover Album

PEAKING LIGHTS
936

[Not Not Fun]

Un album di dub allucinato, strali di synth in liquefazione e narcotico torpore tra kraut new age e hippies floreali. A menzionare la parola acido partono gli oscillatori e lamentosi monosillabi in loop ipnagogico.

Ascolta 3 tracce


 

BRAIDS
Native Speaker

[Kanine]

Un album verticale, che sta tra cielo e terra.

Il gruppo di Montreal si affida alle ripetizioni minimal, a gocce di piano che allagano gli occhi. Brillanti oltre l’impalpabilità (a volte fine a se stessa)della materia onirica.


Cover Album

GABLE’
Cute Horse Cut

[Loaf]

Art-pop completamente fuori dagli schemi. Questi francesi divertono e si divertono ad abbattere i generi.

Destrutturazioni elettroniche e attitudine borderline, in ogni canzone ce ne sono almeno 10.
Geniali.

Cover Album

SHABAZZ PALACES
Black Up

[Sub Pop]

Abstract hip-hop deviato e oscuro.Spesso siamo di fronte a personalità ipertrofiche che vomitano in musica, qui il discorso è di sotanza. “Black up” attualizza l’imprinting  epocale dei ClouDDEAD sgretolando l’attenzione in continue stratificazioni oppiacee.

Cover Album

GUSGUS
Arabian Horse

[Kompakt]

Non so quali siano gli arcani per cui un disco possa rendere felici ma “Arabian Horse” lo fa, in  modo potente e raffinato. Forse perchè c’e molto degli anni 90′, forse perchè la loro formula non puo’ prescindere da sensualità e maestria pop.

Ma soprattutto per  quella capacità immensa di delineare le coordinate della dance music sopraelevandosi dalle centrifughe da dancefloor per ergersi a messaggeri divini.

Ascolta Over


Cover Album

UNSORSOMINORE
La Vita Agra

[Lavorare Stance]

L’amarezza che si fa autocoscienza o viceversa. Nelle parole di unòrsominore c’è l’essere umano sconfitto, derubato annichilito. 

C’è la politica come habitus di solitudini irreversibili, l’accettazione di una cultura della sopravvivenza che si offre all’impoverimento. 
Un pensiero lucido e illuminato sulla  sostanza umana assente.

 

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