banner

ONEOHTRIX POINT NEVER
Replica

18 gennaio 2012

TAGS:

È con leggero ritardo che vi parlo di “Replica”, anche perché parlarne non è cosa semplice. Artista fuori dagli schemi e da qualsiasi tipo di etichetta, Daniel Lopatin è forse vittima di un paradosso, quello per il quale se te ne stai alla larga dall’ ‘hype’ poi ne diventi un simbolo. Non necessariamente, ma eventualmente. Controverso, certo, ma non per quelli di Pitchfork. E se il gioco regge è giusto che Oneohtrix Point Never non cambi direzione, preservando ogni luogo come possibile da esplorare.

E c’è un ponte invisibile che lega questo “Replica” alle suggestioni kraut di Klaus Shulze. C’è quel grigio retrò delle visioni spaziali dei Tangerine Dream. Ma soprattutto il dinamismo sofisticato dei Cluster. Al centro, tappa obbligata, i Global Communication. L’iniziale “Andro” è la risposta a quanto possano essere efficaci le fascinazioni cinematografiche. Cuffie alle orecchie, occhi serrati e ci puoi vedere un Blade Runner parte seconda a tuo piacimento. Quindi il romanticismo alla Vangelis. Nel finale, a sorpresa, le ritmiche tribali disegnano pratiche di cannibalismo. Il nostalgico giro di piano della “title track” è un gioco di ricordi. Una rievocazione. Ma è il successo di una scommessa, quella dell’analogico, a fare di “Replica” un disco senza tempo. E sono i campionamenti più disparati mandati in loop, le derive ambient (“Submersible” e “Remember” su tutte) e glitch, a dare a “Replica” una particolare coscienza intellettuale e a farne un non luogo dominato dalle allucinazioni.

Oneohtrix Point Never è stato etichettato come hypnagogic, è vero, ma scordatevi di trovare tracce di Washed Out o Neon Indian. Di più, ci sono echi Matmos (“Nassau”, “Up”) ed il gelido eclettismo dei Boards Of Canada (“Sleep Dealer”, “Power Of Persuasion”). I punti di riferimento sono molti, mai però invadenti. Ed è così che ce lo ricordavamo, perché Daniel Lopatin ha smesso di essere una sorpresa da tempo, ormai, e se è vero che il coraggio non gli manca non dovremmo più stupirci se un giorno riuscirà, con un più vigoroso colpo di classe, ad inanellare il disco che farà definitivamente di Oneohtrix Point Never una meta desiderata per tutta l’elettronica a venire.

Replica
[ Mexican Summer - 2011 ]
Similar Artist:Global Comunication, Boards Of Canada, Matmos; ma “con le pinze”.
Rating:
1. Andro
2. Power Of Persuasion
3. Sleep Dealer
4. Remember
5. Replica
6. Nassau
7. Submersible
8. Up
9. Child Soldier
10. Explain

Ascolta “Nassau”

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

The Wilderness Inside

ARMY NAVY
The Wilderness Inside

Quando esce un disco degli Army Navy c’è una sola certezza: di sicuro si…

Earth, Wind And Fire EP

CAPITAN LOVE
Earth, Wind And Fire EP

Dietro questo lavoro di Raniero Spinelli, in arte Capitan Love, “Earth, Wind and Fire”…

Electric Skulls Radio

GO KOALA
Electric Skulls Radio

Pop elettronico di garbo e che trasporta come in un altra dimensione quello suonato…

La Pulce Nell’Orecchio

MANO
La Pulce Nell’Orecchio

Caldo e “naturale” il debutto “La pulce nell’orecchio” di Marco Giorio in arte Mano,…

Wine Dark Sea

JOLIE HOLLAND
Wine Dark Sea

Se sei un musicista e fai un album capace di prendereun sacco distelline/pallini/voti di…

Herd Runners

CHERRY GHOST
Herd Runners

Non c’è dramma peggiore per una band che quello di ripetersi, eguagliarsi, addirittura migliorarsi…

The Feast Of The Broken Heart

HERCULES AND LOVE AFFAIR
The Feast Of The Broken Heart

Sempre in bilico tra la passione per i suoni del dancefloor e un innegabile…

Familiars

THE ANTLERS
Familiars

Ascolto “Familiars” su un regionale Milano – Brescia. Di fianco a me c’è una…