banner

Intervista con GALAPAGHOST

23 gennaio 2012

TAGS:

Mercoledì 25 gennaio sul palco del Black Market di Via Panisperna riparte UNPLUGGED IN MONTI rassegna di private-show acustici organizzati e presentata da IndieForBunnies.

Per la prima volta su un palco romano il songwriter texano Galapaghost, Casey Chandler per l’anagrafe.

  • IndieForBunnies presenta UNPLUGGED IN MONTI: GALAPAGHSOT – mercoledì 25 gennaio
  • Cantautore di nuova generazione, scoperto ed apprezzato dal sottobosco indipendente, Galapaghost ha fatto innamorare il popolo della rete con il brano “Never Heard Nothin’” che ha registrato, in poco tempo, più di sessantamila ascolti.

    Influenze che spaziano dagli storici Simon & Garfunkel ai più recenti Midlake, da Neil Young agli Espers, un tessuto musicale semplice ma di grande impatto emozionale, Galapaghost ha da subito attirato le attenzioni di molti addetti ai lavori, John Grant su tutti, che lo ha voluto al suo fianco per un lungo tour in Europa e Nord America.

    Il primo lavoro ufficiale dal titolo “Runnin”, e’ uscito lo scorso 9 gennaio 2012 per l’etichetta indipendente italiana Lady Lovely. Dodici tracce dalle quali traspare l’animo inquieto dello stesso Chandler che, nonostante la giovane età, sembra dover fare i conti con i fantasmi del proprio passato dai quali cerca di scappare … correre via. Un disco introspettivo che si avvale di un songwriting intenso e mai banale che spesso si trasforma in finestra sull’anima.

    Raggiungiamo Casey via mail il giorno prima del suo viaggio oltre oceano che lo porterà ad esibirsi nel nostro paese per 10 date.

    Ciao Casey, dove sei in questo momento e cosa stai facendo?
    In questo istante sono disteso sul letto a casa di un mio amico. Oggi ci siamo esercitati per dieci ore di fila, è l’unico momento che abbiamo avuto per tenerci in allenamento prima del tour che partirà domani.

    Da dove viene il moniker Galapaghost?
    Inizialmente avevo scelto il nome ‘Galapagos’ come il titolo di un ottimo libro scritto da Kurt Vonnegut. C’è però anche un produttore elettronico che si fa chiamare Galapagos, insomma sono contento di non aver scelto subito quel nome. Inoltre in quel periodo ero ossessionato da una canzone dei Deer Tick dal titolo “The Ghost”, ma non ero così convinto fino a che non ho combinato queste due parole e BAM! E’ nato Galapaghost.
    Sfortunatamente all’epoca non ho cercato il nome su google, se l’avess fatto forse avrei scoperto di non essere stato l’unico a combinare le parole. Ci sono almeno altri due Galapaghost negli States! Me ne sono accorto solo quando il mio primo EP era già stato realizzato. In realtà la cosa non mi preoccupa, gli altri Galapaghost non sono sotto contratto con qualche etichetta e ad essere sinceri nessuno ha mai sentito parlare di loro. La lezione comunque è : cercati su google prima di credere di essere stato intelligente, perché nella maggior parte dei casi non lo sei stato.

    Descrivi la tua musica a chi non conosce il tuo progetto.
    La mia è malinconica musica folk. E’ molto difficile per me scrivere ‘happy songs’ . Cerco sempre di mascherare i miei testi spesso deprimenti con strumenti tipo ukulele o glockenspiel. La gente associa questi strumenti a felicità e innocenza. Credo che questo crei il perfetto equilibrio. Sono profondamente influenzato da band come Simon & Garfunkel e Midlake.

    La tua “Never Heard Nothin’” è stata ‘cliccata’ circa 60.000 volte. Ti aspettavi un simile entusiasmo e per quali ragioni secondo te questa canzone è piaciuta così tanto?
    Assolutamente no. Non ho mai pensato che così tante persone potessero apprezzare “Never Heard Nothin’ “ . Lo trovo incredibile anche perché decisi all’ultimo momento di registrare questa canzone e includerla nell’album. Da almeno 2 anni non la suonavo più dal vivo, l’avevo composta tanto tempo fa. Almeno per tre volte avevo provato a registrarla, avevo difficoltà a trovare il giusto sound. Suonata con la chitarra elettrica ha una orribile sonorità ‘grunge’. L’avevo messa da parte fino al momento in cui quasi per scherzo la suonai solo con ukulele… in quel momento “Never Heard Nothin’ “ mi è sembrata immediatamente perfetta.

    Su internet (youtube, soundcloud) è possible ascoltare quasi tutte le canzoni che hai fino ad oggi pubblicato. Come ti poni di fronte al fatto che di questi tempi su internet è così facile ascoltare, condividere, scaricare musica?
    Ho le idee abbastanza chiare su questo argomento, internet è un incredibile strumento per musicisti emergenti come me, permette alla nostra musica di raggiungere più persone possibili. Credo inoltre che se sei un artista valido i tuoi fans prima o poi ti daranno il giusto ritorno. Non ho mai scelto tutto questo per i soldi, mi sono già abituato all’idea che dovrò comunque lavorare durante il giorno per il resto della mia vita, va bene così. La musica non mi deve una carriera. Ho deciso di regalare I miei EP su internet, poco dopo la gente ha iniziato a comprarli su Itunes. Il mio metodo funziona, se non avessi offerto la mia musica in free download ai blogger la Lady Lovely non mi avrebbe mai scoperto, non mi avrebbe offerto un contratto e ora non sarei in tour in Italia. Le persone amareggiate per il modo in cui funziona l’industria musicale oggi e per i metodi di download gratuito sono, a mio parere, solo avidi.

    “Runnin’”, il tuo debutto, è stato realizzato da qualche settimana. Quali band, artisti o album pensi abbiano influenzato questo disco ?
    Sicuramente i dischi di Midlake e Espers. Sono le più grandi folk band attualmente in circolazione. Anche “Howl” dei Black Rebel Motorcycle Club ha avuto una grande influenza su “Runnin”. E’ senza dubbio il mio album del millennio !!

    Cosa ispira i testi di “Runnin’”? Ti senti influenzato da qualche scrittore o cantautore?
    I testi dell’album sono stati quasi tutti ispirati da esperienze di vita reale, amore e perdita, problemi economici, e come tutti noi, dall’ansia del non sapere, a volte, qual è il nostro posto in questo mondo.

    Qual’è la situazione perfetta per ascoltare “Runnin’ “?
    Correndo. Haha.
    Probabilmente rallenterete il ritmo della vostra corsa ascoltandolo, dalla prima traccia in poi il disco diventa piuttosto morbido. Seriamente credo che la migliore situazione per ascoltare “Runnin” sia quella in cui il mondo è troppo pesante che quasi vi schiaccia. In questo modo sarete veramente in grado di relazionarvi con gran parte di queste canzone. Ma non aspettate di sentirvi meglio dopo…

    Come sei entrato in contatto con la Lady Lovely e in che modo ti hanno convinto a lavorare con loro?
    Mi hanno contattato via mail circa un anno fa ma siccome erano una piccola label di un paese così lontano per un po’ ho accantonato la loro proposta. Sul momento non pensavo fosse una cosa seria, avendo una laurea in musica ho imparato ad essere scettico in certe situazioni.
    Poi però ho capito che si trattava di un’etichetta seria, con interesse genuino nella musica. Sono estremamente contento di poter lavorare con loro, sono molto professionali.

    Sei stato in tour con John Grant. Che tipo di esperienza è stata? Che tipo di persona è John?
    Mi ha dato l’opportunità della vita, sarò eternamente riconoscente a John.
    E’ una persona intensa ma anche molto divertente. Abbiamo condiviso ottimi momenti e ovviamente situazioni più difficili ma posso provare solo gratitudine per un artista che concede una simile opportunità ad un ragazzo come me, giovane e senza nessuna esperienza di tour. Il miglior momento passato insieme è stato quando siamo stati ospiti del programma televisivo Jools Holland. Ero nervoso, non sono riuscito a parlare per quasi mezz’ora prima del live, fortunamente non dovevo cantare ….

    In queste ore sei in tour in Italia. E’ la prima volta nel nostro paese? Cosa ti aspetti da questa serie di concerti?
    Si, è la mia prima volta in Italia. Non ho particolari aspettative per questi show.
    Spero solo che gli italiani non mi odino quando nel triste tentativo di parlare al pubblico in italiano massacrerò la loro lingua.

    UNPLUGGED IN MONTI è romanticamente ispirato alle puntate cult di MTV-UNPLUGGED. Guardavi questo show all’inizio degli anni ’90?
    Si, guardavo MTV unplugged spesso quando ero più piccolo, insieme al mio fratello più grande. Il mio unplugged preferito e’ stato senza dubbio quello dei Nirvana. Lo ascolto molto ancora adesso. Ho amato anche l’esibizione degli Alice In Chains.

    Prima di salutarci invitaci al tuo private-show acustico di mercoledì
    I promise to soft rock your faces off!

    Link:

     

    Articoli Correlati:

    Nessun commento »

    Ultime recensioni

    What Is This Heart?

    HOW TO DRESS WELL
    What Is This Heart?

    Confessioni: per qualche settimana della mia vita me ne sono andata in giro pubblicizzando…

    3 FINGERS GUITAR
    Rinuncia All’Eredità

    Con colpevole ritardo anche noi di IndieForBunnies arriviamo a dirvi la nostra sul disco…

    Stay

    FROZEN FARMER
    Stay

    Parlare di folk e tradizione è ancora possibile grazie ai Frozen Farmer. Attivi dal…

    Master Xploder

    DOPE D.O.D.
    Master Xploder

    Sono in tre, sono olandesi e arrivano adesso al terzo disco in appena tre…

    Grace

    HDADD
    Grace

    Puntuale come un orologio svizzero (a differenza della nostra recensione, che arriva leggermente in…

    Onward Aeropuerto

    SUSIE ASADO
    Onward Aeropuerto

    C’è una donna che si è persa dentro una tazzina di tè molto molto…

    Haus Of Dada

    PLANKTON DADA WAVE
    Haus Of Dada

    Mettete insieme un delirio galoppante, un filo di pazzia lungo un kilometro e uno…

    Brighter Days

    FM BELFAST
    Brighter Days

    Adorati nei giri dei grandi festivals, osannati da falangi di electropoppisti d’ultima generazione e…