SPECTRALS
Bad Penny

 
Tags:
 
di Marco "Fratta" Frattaruolo
27 gennaio 2012
 

A vederlo così la prima cosa che viene da pensare è: chissà che difficile adolescenza avrà passato. Con quei capelli color carota, quel viso lentigginoso, quel fisico cicciottello non deve aver avuto vita facile in un qualsiasi liceo britannico. Sarebbe una storia carina, la rivalsa del ‘menestrello’ sui bulli che glie ne facevano e dicevano di cotte e di crude. Chissà, magari sarà andata anche così, o magari no, Luis Oliver Jones avrà passato un’infanzia tranquilla tra i campetti da calcio di Leeds e le cantine dei suoi amici a strimpellare la sua sei corde sgangherata.
La verità è che ci sono poche notizie della sua adolescenza. Si sà che prima di dar vita agli Spectrals suonava in gruppi punk ‘sfigati’ e che era, è, un appassionato di gruppi anni 50 doo-woop, e lo si sente. Poi nient’altro, o meglio “Bad Penny”, il suo album di debutto.

“Bad Penny” è un ottimo disco, che molto probabilmente e purtroppo godrà di poca considerazione. Fa soprattutto specie la maturità musicale del ventunenne di Leeds. Musica che spazia da ritmi r&b, “Luck is there to be pushed”, in cui potrebbe posarsi la voce di un Marvin Gaye qualunque, a strati di chitarra alla Jesus and Mary Chain di “Big Baby”, ammiccamenti allo sweet-blues di Richard Hawley (“Many happy hour”) e a formule squisitamente jazz-pop di “Get a grip” e “You can’t live on love alone”. Grazie alla miscela di questi generi Spectrals riesce a creare un disco da lasciare lì, scorrere in sottofondo, cosa che pensavo spettasse solo a dischi considerati “pietre miliari”. E invece no, Louis con questi 12 pezzi, nati nel buio di uno scantinato, e portati alla luce da Richard Fornby, già al lavoro con Wild Beasts, Spacemen 3 e Mogwai tanto per citarne alcuni, riesce a rompere questo mio tabù.

Una bella teppa questo roscio dello Yorkshire. Una bella sorpresa questo “Bad Penny”. Un bel modo per chiudere un anno, e iniziarne uno nuovo all’insegna di un pop onesto, sobrio e poco paraculo.

Bad Penny
[ Slumberland/Wichita – 2011 ]
Similar Artist: Miles Kane/Alex Turner, Richard Hawley
Rating:
1. Get A Grip
2. Lockjaw
3. You Don’t Have To Tell Me
4. Big Baby
5. Many Happy Returns
6. You Can’t Live On Love Alone
7. Doing Time
8. Confetti
9. Luck Is There To Be
10. Pushed
11. Brain Freeze
12. If I Think About TheMagic Will It Go Away?


Ascolta Get A Grip

Tracklist
 
 

Function & Vatican Shadow ...

Certe città sono dei contenitori troppo grandi, mastodontici aggregati di parallelepipedi in cui perdersi. In…

Loscil – Sea Island

Scott Morgan e la Kranky, la Kranky e Scott Morgan. Il canadese, l’etichetta di Chicago…

Mark Lanegan Band – Phantom ...

Che Mark Lanegan sia un genio è cosa assodata, nomi come Screaming Trees e Queens…

Caribou – Our Love

Tornare a parlare di una delle personalità più multiformi e incisive della musica elettronica degli…

Thurston Moore – The Best Day

Sin già dai primi secondi del quarto disco solista di Thurston Moore, gli armonici che…