banner

RONIN
Fenice

1 febbraio 2012

Genere: ,

Ronin

Senza troppi giri di parole, ecco il primo capolavoro (definirlo italiano sarebbe riduttivo) del 2012 e lo firmano i Ronin, giunti al quarto diamante di una carriera in continua crescita. Nati nel 1999 dall’insaziabile voglia di musica di Bruno Dorella (batteria dei Wolfango prima, di Bachi Da Pietra e OvO poi) e dal tentativo di unire il western morriconiano ad un certo folk mediterraneo e balcanico, cucendo il tutto con chitarre affilate, oggi i Ronin sono una realtà ben assodato seppure cangiante all’interno della scena indipendente europea. La band appare rinnovata in alcuni nomi, vedi il batterista e artefice delle registrazioni di “Fenice” Paolo Mongardi (già ascoltato nei tellurici Zeus!), oppure il “prezzemolino” Enrico Gabrielli che orchestra e suona fiati e tastiere ma pure nelle intenzioni, aggiungendo all’ampia gamma di suoni già frequentata in passato, puntate nel jazz e nel post-qualcosa di marca Battles (si ascolti la seconda parte della sorprendente “Jambiya” per credere).

Il trittico iniziale formato da “Spade”, “Benevento” e “Selce” è una carrellata country-psichedelica con digressioni nel blues e nel fingerpicking (la prima) e cavalcate rockeggianti (la seconda), che non sfigurerebbe nella colonna sonora del prossimo film di Tarantino. Il già citato “Jambiya” è brano-chiave dell’album nonché della carriera della band perché racchiude tutto ciò che i nostri hanno mostrato sin qui e svela ciò che potranno essere; una danza western che si apre a venature poliziottesche (qui Gabrielli qualcosa c’entra per forza) fino a lambire i confini del math-rock. La pacatezza della title-track, fatta di intrecci di corde sfiorate e il violino di Nicola Manzan (Bologna Violenta) apre all’unico brano cantato del disco, “It Was a Very Good Year” tratto dal canzoniere di Frank Sinatra e interpretato con intensità da Emma Tricca in un’atmosfera da “Blue Velvet”.

I nostri ci regalano ancora sorprese con la swingante “Gentlemen Only” e l’intensissima ed evocativa “Nord”, capaci di mandare in visibilio chiunque porti nel cuore le atmosfere desolate di un certo cinema d’autore. Chiude le danze con grande effetto “Conjure Men”, che si avvale di una sezione fiati straordinaria, per un finale di sicuro effetto in coda ad un disco nel quale si fatica a scegliere il brano preferito e del quale si fatica a fare a meno.

Fenice
Tannen - 2012 ]
Similar Artist: Guano Padano, Calibro 35, Bachi Da Pietra
Rating:
1. Spade
2. Benevento
3. Selce
4. Jambiya
5. Fenice
6. It Was A Very Good Year
7. Gentlemen Only
8. Nord
9. Conjure Men

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Modern Vampires Of The City

VAMPIRE WEEKEND
Modern Vampires Of The City

The wisdom teeth are out, what you’re on about?
E dunque questo 2013 segna…

AA. VV. – THE PLACE BEYOND THE PINES OST

Praticamente da Bon Jovi a Bon Iver. Il pregio di un film come “The…

Gold Foil

ADRIANO VITERBINI
Gold Foil

Dopo aver concluso il tour quest’inverno con i Bud Spencer Blues Explosion, Adriano Viterbini…

More Light

PRIMAL SCREAM
More Light

Bei tempi quelli dei La’s e degli Stone Roses. Degli Happy Mondays e dei…

Off the Record

KARL BARTOS
Off the Record

Anni fa, se non ricordo male era il momento in cui la dubstep stava…

Trouble Will Find Me

THE NATIONAL
Trouble Will Find Me

All’indomani di una lunga coda post-”High Violet” a base di brani prestati a colonne…

Ready To Die

IGGY AND THE STOOGES
Ready To Die

Ora possiamo ammetterlo, la svolta da crooner di Iggy poteva essere un gioco divertente…

Vivere Aiuta A Non Morire

DARGEN D’AMICO
Vivere Aiuta A Non Morire

Tutti lo vogliono, tutti lo cercano, tanti vogliono lavorare con lui ma ancora pochi…