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SUSIE ASADO
Traffic Island

13 febbraio 2012

Genere: ,

Susie Asado

Anni Venti, Parigi. Certe serate in casa della scrittrice Gertrude Stein possono rivelarsi davvero interessanti. Discutere di un quadro con Picasso mentre Hemingway ci prova con l’amante di turno del pittore, Gil–che-viene-dal-futuro  impacciato nel consegnare il suo manoscritto alla padrona di casa per un’opinione schietta ed autorevole…

Anni Dieci del ventunesimo secolo, Berlino.  Esce “Traffic Island”  di Susie Asado, nome d’arte di Josepha Conrad…  titolo di una poesia di Gertrude Stein. Pare che Woody Allen con il suo “Midnight in Paris” e Josepha con il suo disco abbiano avuto la stessa idea nello stesso periodo:  ridisegnare con un pennarello dorato i contorni della scrittrice per renderle omaggio.

Dichiara la Conrad: “Anni fa, quando studiavo poesia, questa [Susie Asado,  n.d.R.] mi colpì in maniera particolare. La ripetevo ad alta voce come un mantra, mi faceva ridere, mi faceva piangere. Ho iniziato a vestirmi come Susie Asado e a bere dello sweet sweet sweet tea”. Una canzone può nascere da una fotografia, o viceversa (“Lady With Dog” e “Traffic Island” sono state anche convertite in immagine dalla sorella Anja, fotografa, vedi sopra), proprio come una musicista può nascere da una poesia.

Questo disco è contaminato dall’aria da localino affollato che si respirava nella Berlino degli anni Venti  all’interno dei cabaret, e dalla brezza della scena folk americana dei nostri giorni. Soffi di un passato ormai secolare e tenui  brezze del nostro presente convergono in “Traffic Island” come due vie perpendicolari di una piccola città. Gli arrangiamenti sono stati meticolosamente supervisionati dalla Asado: effettivamente se ne sente un filo conduttore, che purtroppo in alcuni punti sfocia nella monotonia: il suono stopposo della chitarra classica, quello stridente e piacevole del violino ed un ukulele capriccioso si rincorrono tra di loro di traccia in traccia in un girotondo quasi ossessivo. I punti forti di “Traffic Island” sono sicuramente la qualità dei testi -soprattutto la ricerca di un giusto posizionamento delle parole all’interno della maglia musicale- e la fantasia bizzarra e traboccante della Conrad che può sfociare nell’autobiografia di un edificio… Certo che essere un grattacielo deve farti sentire davvero alto e solo, anche se sei pieno come un uovo di persone (“Autobiography of a Skyscraper”).

Probabilmente l’essenzialità e la ripetitività di cui si parlava sopra fanno parte del personaggio di Susie Asado: in fin dei conti, essere una poesia significa anche esser stampata sullo stesso tipo di carta di un dato libro.

D’altro canto,  le chiavi di lettura per un’opera d’arte possono essere molteplici.

Traffic Island
[ KOOK - 2012 ]
Similar Artist: Cate Le Bon, Crazy For Jane
Rating:
1. Lady With Dog
2. Little Plastic Figure
3. Plane Crash
4. Autobiography Of A Skyscraper
5. Flugangst
6. The Collector
7. Songlines
8. That Button
9. Koffer Auf Koffer Zu
10. Traffic Island
11. Tintenlumpenhand
12. Wedding Song

 

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