ANDREW BIRD
Break It Yourself

 
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di Enrico "Sachiel" Amendola
5 marzo 2012
 

La poetica dell’ultimo Andrew Bird è felicemente riassunta in “Danse Carribe”, piccola cavalcata di pop esotico multifaccia. Parte con un pizzico di malinconia naif dall’aspetto elegante, si apre poi in una piccola festa dai sapori caraibici che sfuma in un’esplosione di violini irlandesi finendo dolcemente come era iniziata. La cifra stilistica non si discosta molto da ognuna di queste espressioni, restando densa di qualità per tutta la durata del disco. E’ un cantautore a suo modo atipico, capace di coniugare songwriting di grandissima qualità alla perizia strumentale col violino, peculiarità che non svolge il ruolo di scomoda ed invadente sovrastruttura, ma contribuisce alla riconoscibilità che il Nostro sfoggia ad ogni disco.

Si cammina lungo il sottile filo che divide un certo tipo di snobismo musicale con intenti di “alti” da quella che definiremmo gentilezza pop fuori dal tempo. Il tutto si cristallizza in un’epoca lontana, tra echi di folk e canzone francese che, nonostante il cantato sia tutto in inglese, si esprime nello stile da “perfetta primavera parigina”. Sensazioni al miele e carezze notturne, giornate tiepide piene di sole e nuvole che fuggono via timide, sensazioni ovattate, senza spigoli o asperità. La sua musica più che un compromesso sembra un ricatto, dove non hai scelta: o sali a bordo e ti immergi in queste atmosfere atemporali, oppure resti a distanza, perplesso e annoiato. Noi scegliamo la prima strada, non per imposizione, ma per istinto ed empatia.

Andrew Bird sposta, seppur di poco, l’asticella della propria espressività pop, correndo il rischio di sembrare troppo snob e di peccare in concretezza. Allo stesso tempo affina la propria arte e il gusto per la melodia agrodolce, capace di alleggerire il peso del cuore di chi lo ascolta senza creare profondi baratri esistenziali. E’ il disco ideale per la stagione che cambia, per i sorrisi finalmente accennati e per il freddo inverno che ci accingiamo a mettere alle spalle.

Break it Yourself
[ Bella Union – 2012]
Similar Artist: M. Ward, Sufjan Stevens, Beirut
Rating:
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10. Orpheo Looks Back
11. Sifters
12. Fatal Shore
13. Hole in the Ocean Floor
14. Belles

Ascolta “Eyeoneye”

Tracklist
 
 

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