MARK LANEGAN
Blues Funeral

 
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5 marzo 2012
 

Da alcuni giorni ho deciso di smetterla con “Blues Funeral”. Non devo salvarlo per forza. E’ un album freddo con una carica emotiva di un automa. Va bene, Lanegan si sottrae ancora una volta a qualsivoglia stereotipo, ma a me il Lanegan di ieri, quel blues o quel folk intriso di atmosfera acustica, mi piaceva troppo. E’ vero, non sono nessuno per dire ciò che è blues o ciò che è folk intimo e sofferto: so solo che “Bleeding muddy water” e “Deep black vanishing train”, gli unici pezzi vagamente oscillanti verso dischi come “Scraps at midnight” e “Field songs” sono troppo espansivi per convincermi della loro franchezza.

E poi, un pezzo come “Ode to sad disco” mi fa rimpiangere persino quelle terribili camice a quadri di flanella.
Se proprio devo, non butto giù dalla torre, in bilico, “The gravedigger’s song”e “Gray goes black” ma solo perché il mio orecchio me lo impone. Detto ciò, sia chiaro: Lanegan c’è. La sua inconfondibile amalgama vocale robusta e cavernicola, che riusciva a stupire con timbri dolci e acuti (questa volta più del solito), è sempre presente. Diversa è la cornice: una composizione sonora campionata e sintetica, che spiazza e confonde.

Lanegan: un futuro da cantautore popolare e facilmente spendibile, capace di sfornare con scioltezza pezzi come “Ode to sad disco”? Non a me l’ardua sentenza. “Praying for something so easy/ If only the moon/ Would have left me alone”, faccio un salto indietro di qualche anno e mi abbandono all’idea di toccare il fondo con emozioni uterine e dimesse, leggere e profonde, gentilmente offerte da quel giovane Lanegan.

Blues Funeral
[ 4AD – 2012 ]
Similar Artist: Il peggio di Cornell
Rating:
1. The Gravedigger’s Song
2. Bleeding Muddy Water
3. Gray Goes Black
4. St. Louis Elegy
5. Riot In My house
6. Ode To Sad Disco
7. Phantasmagoria Blues
8. Quiver Syndrome
9. Harborview Hospital
10. Leviathan
11. Deep Black Vanishing Train
12. Tiny grain Of Truth

Ascolta “The Gravedigger’s Song”

Tracklist
 
  • f.ede

    Sto ascoltando questo album da qualche settimana. Devo ammettere che è il primo di Lanegan che sento, ma mi ha subito affascinato. Sarà per quella sua voce, sarà per quel blues intriso di elettronica, ma a me piace parecchio.

  • ale

    f.ede allora vai subito a recuperare bubblegum o field songs, non te ne pentirai

    Recensione perfetta
    capisco che uno non può sempre guardarsi indietro e deve/vuole cambiare, ma per la prima volta (no, in realtà mi era già successo con i soulsavers e con isobell campbell) mi sono annoiato ad ascoltare mark lanegan e mi è capitato di skippare

    starò invecchiando

  • f.ede

    Ale, grazie della dritta. Sto appundo scaricando da iTunes quel “Bubblegum” del 2004.

  • http://whiterusssian.wordpress.com/ Stu

    Disco obiettivamente brutto e inutile. Ma sopratutto fa rabbia leggere nei credits Jack Irons alla batteria e ascoltare un disco di batterie elettroniche dall’inizio alla fine…mah.

  • SwAmp

    Un buon lavoro senza alcun dubbio, anche se, per me, nonostante altri ottimi lavori (“Field Songs” su tutti), Lanegan non ha mai più raggiunto i livelli di quel capolavoro di visceralità che era “Whiskey For The Holy Ghost”, ovvero a mio vedere uno dei piu grandi dischi degli anni ’90 e non solo.

  • dan

    qui pare siate quasi tutti d’accordo nel ritenerlo un discaccio, mentre il mondo lo sta celebrando.
    appena finito d’ascoltare sul tubo: mi sembra proprio un bel disco. con quella spigolosità quasi math, a tratti, che a me piace, se ben abbinata a episodi più rotondi (st.louis elegy). penso lo ordinerà su amazon

  • dan

    lo ordinerO’

  • Gianluca

    solo per i completisti di Lanegan

  • dan

    mai cacato Lanegan, ma amo questo disco.
    tra i migliori dell’anno

  • dan

    fino a questo momento

  • dan

    stupendo. davvero! la doppietta Gray Goes Black-St.Lous Elegy mi ammazza! bravo Mark. ottimi anche i brani più elettronici. sono sempre goloso di opere in cui si cerca in qualche modo si cerca di conferire al sempiterno canone del blues(qui filtrato virato garage, folk e crunge) un impronta più moderna. bravissimo. vibe impnotico, trascinante. in macchina gira che è una goduria!

 

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