WE HAVE BAND
Ternion

 
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di Mirko "Mik" Jacono
16 marzo 2012
 
We Have Band

Play. Parte “Shift”. Sono gli Editors? Gli Interpol? Ah no, sono i We Have Band, e questo è il loro nuovo disco “Ternion”. A parte il nome, che non riesco a capire se definire idiota o  geniale, nel 2010 con il debutto sulla lunga distanza “WHB” (continua l’originalità) si sono piazzati in quella zona stracolma di gruppi e/o cantanti definibili “promesse che rischiano di essere dimenticati dopo un disco”, ovvero le famigerate one hit wonders.

Il settore di riferimento è l’electropop più hipster spruzzato di indie rock. Il problema fondamentale è una grossa mancanza di personalità che emerge tra le varie tracce, come se i WHB avessero suonato un collage di quello che li influenza maggiormente. Cosa che potrebbe essere definita varietà sonora, ma che per me è mancanza di personalità, visto che suona come un compitino. Ben eseguito, ma pur sempre compitino.

Forniamo qualche esempio a supporto della tesi appena esposta. La già citata “Shift” è un rimando (e sono gentile) agli Interpol e fa il paio con la seguente e più solare “After All” più ispirata agli Editors e agli anni ’80. Poi troviamo “Where Are Your People”, tributo al pop anni ’80 velato della new wave più oscura, quella pensata per i dancefloor che tanto è andata di moda fino alla fine degli anni Zero; poi troviamo “Steel In The Groove”, che è un tentativo (malriuscito) di incursione in territori più house, che risulta pesante all’ascolto completo ma potrebbe funzionare mixata a dovere in una serata a tema, mentre in “Tired Of Running”  troviamo un bell’episodio in cui elettronica e rock trovano il giusto compromesso sonoro, perfetto per le radio.

Alla fine della fiera: quando ciucci lo stile altrui, o sei bravo e riesci a farlo suonare tuo, oppure non vai ad aggiungere nulla al panorama musicale, ma solo un cd o vinile o cartella mp3 in più nella collezione di chi decide di darti una chance. E spesso non è abbastanza. Per me è un disco da sufficienza stiracchiata, solo perché è lungo il giusto e non presenta particolari sbavature a livello di esecuzione. Il potenziale ci sarebbe anche, devono solo decidersi a tirarlo fuori. Ma lo faranno o continueranno sulla strada appena intrapresa? La risposta l’aspettiamo nell’eventuale terzo disco.

Ternion
Naïve – 2012 ]
Similar Artist: Editors, Interpol, Human League
Rating:
1. Shift
2. After All
3. Where Are Your People?
4. Visionary
5. What’s Mine, What’s Yours
6. Steel In The Groove
7. Tired Of Running
8. Watertight
9. Rivers Of Blood
10. Pressure On
Tracklist
 
 

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