banner

PHÈDRE
S/T

23 marzo 2012

TAGS: , ,

Phedre

Sul loro sito si definiscono tre amanti provenienti da Monaco, cresciuti in una cava d’oro, e per rendere la messa in scena ancor meno credibile hanno pubblicato un post in francese– dopo una sequela di post in inglese – che mesto e sornione spiega la genesi del disco, concepito, così scrivono, in un ménage a trois di tre giorni dedicati al vino, al pesce e alle session di registrazione (per un documento completo di come si è svolto il baccanale si consiglia la visione di “In Decay”, a stomaco vuoto). Un bel teatrino che ha incuriosito e divertito gli avventori, motivo per cui siamo qui a parlarne. I Phèdre in realtà sono americani fin dentro le piastrine, non fosse altro per la capacità di prendere in prestito una piccola parte di storia e cultura europea e renderla kitsch, suggerendo lo stesso effetto di straniamento che si prova nel guardare oggi un peplum hollywoodiano degli anni ‘50.

I Phèdre si sono immolati sul posticcio altare della decadenza, affidandosi a quella per antonomasia: Petronio e la versione sit-com del suo Satyricon. Questo è lo scenario visivo in cui si muovono i Phèdre, riguardo quello musicale che ci interessa più in dettaglio, essi vanno ad ingrossare le file di quei musicisti come Panda Bear, Animal Collective, Ariel Pink, Of Montreal etc. che si divertono a shackerare tutto lo scibile musicale conosciuto e a restituirlo ricomposto in un ordine se non inedito quantomeno avvincente.

Il miscuglio dei Phèdre è del secondo tipo, in dieci brani sono riusciti a tirar fuori un solo singolo degno di questo appellativo (“In Decay”) ma per il resto siamo di fronte non a dei brani ma a prove, esercizi e sperimentazioni varie, volte a rodare gli ingranaggi del progetto nella speranza che decolli. L’unico altro brano che più si avvicina a qualcosa di comprensibile all’udito umano è “Ode to the Swinger”, un tipico esempio di disco anni ’60 annegato in inaffidabili synth, ma per il resto i brani presentano un corollario di intuizioni ancora allo stato embrionale, protette dalla spessa coltre low-fi che dà tregua solo quando il ménage a trois si sente più sicuro di sé (sempre “In Decay”). Vedremo la decadenza fin dove li porterà.

Phèdre
[ Daps - 2012 ]
Similar Artist: Panda Bear, Ariel Pink, Doldrums
Rating:
1. Tragique
2. Aphrodite
3. Cold Sunday
4. Ode To The Swinger
5. This Iz Your Life
6. In Decay
7. Dreams
8. Love Ablaze
9. Phedre
10. Glitter On Her Face

Ascolta “Phèdre”

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Ruins

GROUPER
Ruins

I’m happy for any emotion to present itself in a song, and to give…

Petali

GIAN LUCA MONDO
Petali

Le suggestioni cominciano già dal nome “Petali”, che però non bastano da sole per…

Acoustic Dust

LEE RANALDO AND THE DUST
Acoustic Dust

Stare dietro alle carriere (ormai) separate di quella che era la complicata famiglia Sonic…

Soused

SCOTT WALKER + SUNN O)))
Soused

“Soused” è una collaborazione tra sperimentatori di razza, l’enigmatico Scott Walker (musicista con una…

Shallow

PISSED JEANS
Shallow

Alcune band gli esordi preferirebbero dimenticarli come errori di gioventù ormai superati, morti e…

Into The Wide

DELTA SPIRIT
Into The Wide

Eccoli di nuovo, i Delta Spirit. Meno allegri del solito, con un pizzico di…

L’Improbabile

BANDABARDO’
L’Improbabile

Spesso salire il carro di una major significa “riconoscimento” artistico dopo per anni di…

Listen

THE KOOKS
Listen

C’erano una volta dei ragazzini con la chitarra che giocavano a fare le rockstar,…