banner

DANIEL ROSSEN
Silent Hour/Golden Mile EP

30 marzo 2012

TAGS: ,

Daniel Rossen

La solitudine è un esercizio che si può praticare con vergogna e rancore.
Ma c’è anche un modo più conciliante di stare da soli, estremamente arioso, dove puoi sottrarre spazio a chi ti circonda e accumularlo per te senza recidere alcuna arteria vitale.
Temporaneamente ma non idealmente distante dai Grizzly Bear – che si apprestano a tornare con un disco entro la fine dell’anno– Daniel Rossen ha inciso un EP intimo e circolare che deve molto a Dio e alla West Coast abbandonata tanti anni fa.

Rossen è uno dei pochi autori classici contemporanei: “Silent Hour/Golden Mile” recupera tanti stratagemmi anni settanta (cori e chitarre da canyon rossastro, arrangiamenti fluttuanti, gocce d’acqua osservate controluce) senza alcuno sforzo apparente, ed è per questo che non suona artificioso e imposto.
La felicità di Christopher McCandless era vera solo se condivisa, quella di Rossen sembra vera solo se tenuta per se.
Ben venga, allora, un disco che affronta l’esilio come se fosse un’esperienza gioiosa dove il tormento (‘Saint Nothing’) non è mai soffocante ma solo problematico, abbastanza duttile da essere esorcizzato.

Nei prossimi mesi nelle sale circolerà l’adattamento cinematografico di “On the Road” di Jack Kerouac. Sarebbe interessante se la colonna sonora, di cui al momento è stata rivelata solo una traccia inaspettatamente bella di un altrimenti insipido Will Hanson (“Home”), recuperasse qualcosa da “‘Silent Hour/Golden Mile”.
Che sia la piccola psichedelia di “Return to Form”, la gentilezza quasi beatlesiana di certe canzoni o il pianoforte che gli appassionati dei Grizzly Bear riconoscerebbero ovunque, che sia qualsiasi cosa. Perché in quel libro ci sono pagine molto belle e molto giuste su cosa sia la solitudine: una forma di grazia, più che un martirio.
L’EP di Daniel Rossen ci dice esattamente le stesse cose.
Stare soli è una forma d’arte.
E alla fine c’è davvero un po’ di beatitudine, in tutto questo casino.

Silent Hour/Golden Mile EP
Warp - 2012 ]
Similar Artist: Ringo Starr, Grizzly Bear
Rating:
1. Up on High
2. Silent Song
3. Return to Form
4. Saint Nothing
5. Golden Mile

 

Articoli Correlati:

1 commento »

Ultime recensioni

The Wilderness Inside

ARMY NAVY
The Wilderness Inside

Quando esce un disco degli Army Navy c’è una sola certezza: di sicuro si…

Earth, Wind And Fire EP

CAPITAN LOVE
Earth, Wind And Fire EP

Dietro questo lavoro di Raniero Spinelli, in arte Capitan Love, “Earth, Wind and Fire”…

Electric Skulls Radio

GO KOALA
Electric Skulls Radio

Pop elettronico di garbo e che trasporta come in un altra dimensione quello suonato…

La Pulce Nell’Orecchio

MANO
La Pulce Nell’Orecchio

Caldo e “naturale” il debutto “La pulce nell’orecchio” di Marco Giorio in arte Mano,…

Wine Dark Sea

JOLIE HOLLAND
Wine Dark Sea

Se sei un musicista e fai un album capace di prendereun sacco distelline/pallini/voti di…

Herd Runners

CHERRY GHOST
Herd Runners

Non c’è dramma peggiore per una band che quello di ripetersi, eguagliarsi, addirittura migliorarsi…

The Feast Of The Broken Heart

HERCULES AND LOVE AFFAIR
The Feast Of The Broken Heart

Sempre in bilico tra la passione per i suoni del dancefloor e un innegabile…

Familiars

THE ANTLERS
Familiars

Ascolto “Familiars” su un regionale Milano – Brescia. Di fianco a me c’è una…