banner

KAISER CHIEFS
Start The Revolution without Me

4 aprile 2012

TAGS:

Kaiser Chiefs

Partiamo dal presupposto che già dai tempi di “Employment” i Kaiser Chiefs non si sono fatti scrupoli a usare ed abusare di sonorità particolamente elettroniche, seguendo l’onda che prima di loro avevano cavalcato Franz Ferdinand e soci. Nonostante una sensibile serie di oscillazioni tra elettrico ed elettronico, pop e rock, il gruppo ha mantenuto il suo tratto distintivo fino all’odierno “Star the Revolution without Me”. Figlio della trovata promozionale di “The Future is Medieval”, l’album riprende alcuni dei brani del disco precedente compiendo a mio avviso scelte più azzeccate e bilanciando meglio questa doppia anima pop-rock (scompaiono tra le altre la synth-poppeggiante “Out of Focus”, che non credo proprio ripiangerò).

“The Future is Medieval” era un album a “tracklist personalizzabile” tra i 20 brani proposti dalla band, mentre “Start the Revolution with Me” è un pacchetto unico di 13 brani capitanati dal singolo “Little Shocks”. Molta chitarra elettrica, una buona dose di interscambi tra distorti ed elettronico per un ritmo sincopato che tende a rimanere latente. L’album in generale riprende l’impostazione electro-rock con l’intro-synth di “On the Run”, con un accenno vagamente funk enfatizzata dal ruolo centrale della tastiera (“Starts with Nothing”, “Can’t Mind My Own Business”). Tanti cori, una particolare attenzione alla coppia chitarra-tastiera che gioca tra il surf e rockabilly, rende una buona parte di brani dei possibili singoli danzerecci (“Kinda Girl You Are”, “Problem Solved”) . Più cupo, con una strizzatina d’occhio ai Madness, è il falsetto di “All is Quiet”, arricchito da un assolo di piano, mentre un accenno di solarità quasi brit pop è alla base di “Cousin in the Bronx”. Caduta di stile per “Heard it Break” e “Man on Mars”, con scelte un po’ troppo forzate per un incontro mancato tra il pop anni ’80 e un rock distorto, al quale la band rimedia con “Things Change”. Un ultimo esempio di autocitazionismo con “Child of the Jago”, in cui quel sapore più malinconico di alcuni brani di “Employment” ritorna nei cori e controcanti.

A conti fatti questo ultimo disco dei Kaiser Chiefs sembra voler essere una edizione aggiornata del precedente, atta a ripulirsi da sbrodolamenti elettronici ed eccessivamente ridondanti. Bravi.

Start The Revolution Without Me
[ Cooperative - 2012 ]
Similar Artist: Franz Ferdinand, the Wombats
Rating:
1. Little Shocks
2. On The Run
3. Heard It Break
4. Kinda Girl You Are
5. Starts With Nothing
6. When All Is Quiet
7. Cousin In The Bronx
8. Things Change
9. Man On Mars
10. Problem Solved
11. Can’t Mind My Own Business
12. Child Of The Jago
13. If You Will Have Me

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Sukierae

TWEEDY
Sukierae

Parto subito forte. “Sukierae” è un grande disco. Jeff Tweedy da Chicago, leader di…

Rapsodia Satanica

GIARDINI DI MIRò
Rapsodia Satanica

“Rapsodia satanica” è la colonna sonora che i Giardini di Mirò hanno scritto per…

Endgame

ITAL
Endgame

Daniel Martin-McCormick, in arte Ital, è un artista poliedrico che con le sue scelte…

Poolside

EZZA ROSE
Poolside

Quando l’amore per la musica e le letture immaginarie della vita si palesano con…

This Is All Yours

ALT-J
This Is All Yours

La grandezza degli Alt-j è la grandezza degli accadimenti casuali. Si dice serendipity, la…

Tied To A Star

J MASCIS
Tied To A Star

Dalla prima volta che ho visto J Mascis, l’immagine a cui non non riesco…

The Rainy Kingdom

LUCKY ELEPHANT
The Rainy Kingdom

Qualche anno fa hanno provato a mandare in pensione i mitici bus londinesi. Quelli…

Get Hurt

THE GASLIGHT ANTHEM
Get Hurt

La musica, almeno per chi la ascolta, è quasi sempre una faccenda privata. In…