M. WARD
A Wasteland Companion
Genere: songwriting
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La riuscita di un disco pop si misura anche nel modo in cui le note si dispongono tra le particelle d’aria che riempiono la stanza, nel modo in cui l’atmosfera “frigge” attorno alle sensazioni scaturite dall’ascolto. Mettersi comodi e di animo rilassato ad ascoltare per la prima volta il nuovo lavoro di M. Ward può rappresentare un’esperienza totalizzante, per quanto non troppo chiassosa o sopra le righe. E’ impressionante la naturalezza con cui la componente melodica, luminosa e allegra sia perfettamente bilanciata dalla controparte più dolce e intima di un disco a suo modo sublime. Che siano i guizzi uptempo delle composizioni più vivaci oppure il romanticismo acqua e sapone dei momenti più romantici non c’è differenza, il risultato è sempre eccellente.
L’apparente semplicità del vestito indossato dai brani nasconde una cura maniacale nella produzione ed un lavoro di ricerca non da poco, visto che il Nostro dichiara di avere materiale per almeno altri dieci dischi da cui attingere. Una prolificità che evidentemente non prende il sopravvento e che permette di scegliere di volta in volta gli episodi migliori da dare alle stampe. Se anche Ryan Adams avesse seguito questo tipo di istinto probabilmente avrebbe una discografia ampia la metà, costituita da sole eccellenze, ma questa è un’altra storia. Il paradosso è che M. Ward ha ricevuto più riconoscimenti per quanto fatto con Zooey Deschanel (ospite nel disco assieme ad un discreto elenco di nomi tra cui Howe Gelb e John Parish) nel progetto She & Him che, per quanto apprezzabile, non raggiunge le vette della produzione solista. Ben venga questa “notorietà”, perché i meriti sono tanti, prima fra tutti la capacità di emozionare nel profondo e poi farti alzare dalla sedia a suon di rock anni ’50. Già, è un amore dichiarato quello nei confronti di un certo tipo di sonorità che si rispecchia nella scelta vincente di reinterpretare con la bella Zooey quella “I Get Ideas”, interpretata in passato anche da Peggy Lee e Louis Armstrong.
Un disco per gli umori ideali di ogni amante di pop, vorticosamente proiettati in acquerelli al sapor di miele, sfumando di tanto in tanto negli aromi della più lucente di tutte le primavere possibili. E non poteva esserci titolo migliore per il brano che chiude in bellezza questa piacevolissima cavalcata: “Pure Joy”. Credeteci, è davvero così.
2. Primitive Girl
3. Me and My Shadow
4. Sweetheart
5. I Get Ideas
6. The First Time I Ran Away
7. A Wasteland Companion
8. Watch the Show
9. There’s a Key
10. Crawl After You
11. Wild Goose
12. Pure Joy
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9 aprile 2012 @ 15:37
stavo per scrivere come mai album of the week quando ancora la nuova settimana non è iniziata??? e invece…bella sorpresa trovare questo album come il migliore. Mi piace da matti M.Ward, ho sempre pensato che meriterebbe più attenzione, anche presso le nostre povere radio nazionali.
Mi piace il suo approccio, mi piace il suo essere così “fuori dal tempo”
per ora ho ascoltato solo il singolo con relativo delizioso video. Compito della settimana: ascoltare questo disco!
10 aprile 2012 @ 17:50
Album magnifico. Melodie azzeccate, mai un calo di tono, mai qualche nota fuori posto. Il suo stile da “novello Sinatra” mi piace un casino, ed è riuscito a far uscire il sole dal cielo inizialmente plumbeo. Altra gradita scoperta di quest’anno.
16 aprile 2012 @ 22:54
Per adesso una delle cose migliori di questo povero 2012 (non solo grazie a Monti).
Grande stupore nello sentire il singolo su radio deejay.
Qualcosa sta cambiando?!?
11 maggio 2012 @ 11:00
disco ascoltato e confermo tutto quanto di buono già detto
mi fa prendere bene