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DEMDIKE STARE
Elemental

20 aprile 2012

Genere: , , ,

Demdike Stare

I Demdike Stare ci hanno preso gusto con le antologie. Ad un anno esatto dalla pubblicazione di “Triptych”, una release pachidermica che raccoglieva tutta la loro produzione dal 2009 al 2010, eccoci qui a parlare di “Elemental”. Una nuova raccolta che comprende 3 EP pubblicati tra la fine del 2011 e l’inizio del 2012, tutti a tematica ‘floreale’: Chrysanthe & Violetta, Iris, Rose. Il giardino in cui questi fiori sbocciano è – come si evince dall’artwork funereo adottato fin dagli esordi dal duo – un classico cimitero britannico, situato in periferia su di in collina con lapidi marmoree che sputano direttamente dalla terra nuda, in balìa delle intemperie e della fauna ornitologica che bazzica quei luoghi. Ambiente lugubre e poetico, niente a che vedere con i condomini cimiteriali nostrani, con tanto di scale ed interni, quasi a voler far proseguire nell’oltremondo la condizione di affittuario del defunto, il quale invece di tornare alla terra e “alla casa del Padre” viene restituito al cemento e al locatore.

Il progetto “Elemental” è identico a quello realizzato da Robyn con “Body Talks”, una serie di 3 EP pubblicati nell’arco del 2010 e confluiti infine in un’unica release. Come la collega svedese, i Demdike Stare hanno elaborato un concept album diluendo la pubblicazione in più fasi, riprendendo un modus operandi molto comune nell’editoria cartacea, la quale per fidelizzare il lettore e garantire introiti alla testata pubblicava sui quotidiani romanzi a puntate. Oggi, il ritorno dei musicisti che si affidano a questa strategia è in termini di visibilità e presenza di pubblico ai concerti. Queste uscite periodiche infatti, hanno il fine di tenere alta l’attenzione dei media e dei potenziali ascoltatori, ai quali in sede di pubblicazione della raccolta viene proposta una confezione elegante ed un artwork curato, un oggetto perfetto volto ad alimentare il culto attraverso l’adorazione di una icona. Del resto, il rituale non può esistere senza simbolismo e i Demdike Stare su questo argomento possono far tranquillamente concorrenza alle tre religioni monoteiste.

Già in “Triptych” tra antico testamento, mitologia greca, libro tibetano dei morti, culti pagani, astronomia e cronaca nera in quanto a simboli non si sono fatti mancare niente. Elemental è un altro tassello che va ad arricchire tale immaginario, proseguendo sul percorso già tracciato dalla prima raccolta, con la differenza di procedere per sottrazione anziché accumulazione. Infatti se il problema fondamentale di Triptych era la discontinuità, la frammentazione, naturalmente fisiologica, dovuta ad una catalogazione a posteriori di una serie di pubblicazioni ognuna con una diversa sceneggiatura, in “Elemental” invece si raggiunge la quadratura del cerchio. La catalogazione qui è avvenuta a priori: si è scelto un concept, lo si è sviluppato, frammentato e poi ricomposto.

Il risultato è una coerenza interna che, visto lo scenario, definirei liturgica.
I Demdike Stare delineano luoghi claustrofobici (“No Use For Old Circuits”), angoscianti ai limiti della paranoia (“Erosion of Mediocrity”), aprono squarci di ottimismo (“Shade”) per poi riannegare in balli squilibrati (“Metamorphosis”), piegano l’industrial all’esoterico (“Unction”) e al tribale (“Mnemosyne”). Talvolta rinsaviscono e si ricordano della loro matrice kraut (“Nuanc”), ma non c’è comunque da starsene allegri, ed una volta lì vicino Berlino si spostano un po’ più ad est direzione Praga “(“Dauerlinie”) per rielaborare della classica ante WW2. A dispetto della durata epica, Elemental è una raccolta accessibile, che stuzzica le intime suggestioni dell’ascoltatore, il quale non può fare a meno di ascoltare questo album, proprio come ad un lettore gli è impossibile non terminare un racconto horror. Che aspettate? Preparatevi le cuffie, spegnete la luce, rimboccatevi le coperte e sprofondate nell’universo dei Demdike Stare. Non preoccupatevi che ne uscirete vivi, turbati, ma vivi per raccontarlo.

Elemental
[ Modern Love - 2012 ]
Similar Artist: Talvekoidik, Andy Stott, Shackelton
Rating:
Disco 1:
1. New Use For Old Circuits
2. Mephisto’s Lament
3. Kommunion (Alternate Version)
4. Unction (Alternate Version)
5. Mnemosyne
6. Shade
7. In The Wake Of Chronos (Alternate Version)
8. 10th Floor Stairwell
9. Violetta
10. Metamorphosis

Disco 2:
1. All This Is Ours (Sunrise)
2. Erosion Of Mediocrity
3. Nuance
4. Falling Off The Edge (Alternate Version)
5. Dauerlinie
6. Dasein
7. We Have Already Died
8. Ishmael’s Intent

Ascolta “Elemental”

 

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