AU
Both Lights

 
 
 
AU

Che genere dare a questo disco? Indie pop? Indie rock? Indie folk? Indie e basta? Progressive pop? Progressive indie pop? Progressive indieebasta? Come rendere l’idea di un album assolutamente folle e debordante, costruito per aggiunte (di qualsiasi nota e strumento), piuttosto che per sottrazioni, e ciononostante così compiuto? Forse l’espressione più adatta potrebbe essere “opera indie”.



II> Play

 “Epic” non può che essere una dichiarazione di intenti. Quasi una jam session in cui si è gettati al pronti-via, una drum’n’sax con nientepopodimenoche Colin Stetson (un “tizio” delle cui doti si sono avvalsi Tom Waits, Arcade Fire, TV on the Radio, Feist, Bon Iver, David Byrne, Godspeed You! Black Emperor e che non a caso è soprannominato “man-machine”) in un corale euforico crescendo di fiati e archi che sembra far spazio ad una luce. E’ un tramonto o un’alba che si para all’orizzonte? E’ la luce del sole o quella della luna? “Both”, risponderebbero loro, gli AU: “entrambe”. E tutto parte. 
Le voci di Luke Wayland (qualcun altro l’ha scambiata per quella di Antony Hegarty?) e Holland Andrews si intrecciano nella arcadefiriana “Get Alive” e nella nenia “Crazy Idol”. Mentre “OJ” ci porta in lande electro medio-orientali (immaginate un Aladdin che chiede al genio della lampada una console con cui dilettarsi), con il singolo “Solid Gold” facciamo prima un giro a bordo di un carro allegorico di Rio a ritmo di una samba tribale, poi montiamo a cavallo per una sgroppata con tanto di sottofondo chitarristico, quindi già che ci siamo ci godiamo un bell’ assolo di sassofono. In mezzo, la toccante “The Veil” interamente al piano. “Today/Tonight” rappresenta ciò che partorirebbe una ideale joint venture tra Panda Bear e Bobbie Gillespie in un post-allucinazione, ci introduce alla follia à-la-Henry Cow di “Why I Must”, anticamera perfetta della rarefatta ma solida tripletta conclusiva “Go Slow”-“Old Friend” (con alla voce anche Sara Winchester)-“Don’t Lie Down”.
Un finale che può immaginarsi come un tramonto o un’alba. “Both Lights”: entrambe le luci, quella del sole e quella della luna, quelle del giorno e quella delle stelle. Tutto gira, tutto torna, tutto riparte.
E allora, sapete che c’è?

II> Play 


Both Lights
[ Leaf – 2012]
Similar Artist: Arcade Fire, Antony and the Johnsons, The Irrepressibles
Rating:
1. Epic

2. Get Alive

3. Crazy Idol

4. Oj

5. Veil

6. Solid Gold

7. Today / Tonight

8. Why I Must

9. Go Slow

10. Old Friend

11. Don’t Lie Down

Tracklist
 
 

Weaves – Weaves

Indicati dai più come una delle bands to watch e con un viatico di lusinghiere…

Band Of Horses – Why Are You ...

A dieci anni esatti da quel piccolo capolavoro che fu “Everything All The Time”, i…

The Temper Trap – Thick As ...

C’era una volta il rock da stadio. Quello il cui regno parla la lingua dei…

Richard Ashcroft – These ...

Occhiali scuri come il volto, chitarra e una strana maschera antigas sul collo. Cosi si…

ANOHNI – Hopelessness

Sono album come questi che rendono veramente arduo il compito di un recensore. Quando la…