banner

ALEX WINSTON
King Con

7 maggio 2012

TAGS:

Alex Winston

Alex Winston, classe ’87, malgrado una provenienza statunitense va ad unirsi al club, spiccatamente europeo, di figlie illegittime di Kate Bush alla ricerca di un’incerta consacrazione sulla via di un art-folk-pop macchiato qui e là di aspirazioni commerciali. Ciò che contraddistingue approssimativamente la Winston dalle colleghe, oltre a una nazionalità che sporadicamente si manifesta sul prodotto se non con fumosi echi country, è un timbro acuto, infantile, su cui la ragazza riesce a lavorare affinchè non risulti irritante, attenuandolo accortamente mediante adeguate selezioni percussive e accompagnamenti orchestrali gradevoli.

Il debutto è composto in gran parte da pezzi già pubblicati in precedenti EP, singoli più o meno noti, come l’indie pop a bassa fedeltà di “Choice Notes”, graziata dallo spot televisivo di un’automobile, o la spensieratezza un po’ insignificante della bruttina “Sister Wife”, o ancora di “Velvet Elvis”, forte di una melodia tanto semplice quanto affascinante su cui la Winston ricama le tonalità più dolci della sua voce unendole a sonorità da far west e percussioni accattivanti. Quest’atmosfera da western in salsa Harmony si ripete più volte all’interno del disco, quando con successo (l’appiccicosa “Run Rumspringa” e la buona “Guts”, condita da xilofoni e campanellini vari), quando meno (la discutibile marcetta di “Fire Ant”). Altrove, ritmi quasi danzabili e una produzione marcatamente più pop allontanano la Winston da indiani e cowboy e la indirizzano verso un territorio che non sembra appartenerle affatto, come nelle controproducenti “Shock Me” e “Medicine”, improbabilmente ABBA in versione old west. Buoni i risultati quando il ritmo rallenta e lo sforzo sulla voce si palesa più che mai (“Benny”).

Per quanto le digressioni nazionalistiche riescano ad allontanare “King Con” da un filone trito e ritrito e a dar nuove sensazioni all’ascoltatore, la Winston, malgrado intenzioni più che buone, non riesce a trovare un sound compatto in cui inserirsi e dove esprimere in pieno le proprie capacità. È un po’ un peccato, ma confidiamo in una prossima evoluzione, di talento ce n’è.

King Con
[ V2 - 2012 ]
Similar Artist: Beth Jeans Houghton, CocknBullKid, Amanda Mair
Rating:
1. Fire Ant
2. Velvet Elvis
3. Medicine
4. Locomotive
5. Host
6. Guts
7. Sister Wife
8. Choice Notes
9. Shock Me
10. Benny
11. Run Rumspringa
12. The Fold

 

Articoli Correlati:

Nessun commento »

Ultime recensioni

Acoustic Dust

LEE RANALDO AND THE DUST
Acoustic Dust

Stare dietro alle carriere (ormai) separate di quella che era la complicata famiglia Sonic…

Soused

SCOTT WALKER + SUNN O)))
Soused

“Soused” è una collaborazione tra sperimentatori di razza, l’enigmatico Scott Walker (musicista con una…

Shallow

PISSED JEANS
Shallow

Alcune band gli esordi preferirebbero dimenticarli come errori di gioventù ormai superati, morti e…

Into The Wide

DELTA SPIRIT
Into The Wide

Eccoli di nuovo, i Delta Spirit. Meno allegri del solito, con un pizzico di…

L’Improbabile

BANDABARDO’
L’Improbabile

Spesso salire il carro di una major significa “riconoscimento” artistico dopo per anni di…

Listen

THE KOOKS
Listen

C’erano una volta dei ragazzini con la chitarra che giocavano a fare le rockstar,…

Another Language

THIS WILL DESTROY YOU
Another Language

A pensarci bene, per il grande disco dei This Will Destroy You bisognerà ancora…

Best-Selling Dreams

NOVANTA
Best-Selling Dreams

Del progetto solista di Manfredi Lamartina vi avevam già parlato un paio di anni…