DE LA SOUL
Plug 1 & Plug 2 presents – First Serve

 
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di Antonio Sacristano
11 maggio 2012
 

Dove sono finiti i De La Soul? Sono morti nel 1991 per autoproclamazione con l’album, il loro terzo, “De La Soul is dead” !

I De La Soul sono quelli che nel 1989, con il loro primo album “3 Feet High and Rising”, hanno inventato l’Hip-Hop Psichedelico, sono quelli che hanno dato inizio alla Daisy Age che in contrapposizione, all’epoca, al Rap violento della Costa Est di New York e della Costa Ovest di Los Angeles, parlavano di autocoscienza, rappresentavano l’ecclettismo più sfrenato e creativo, diffondevano positività ed allegria.
Muoiono, come detto, per loro stessa ammissione insieme a tutto il movimento che avevano creato, dopo pochi anni con rime più dure e suoni più aspri e da allora, nonostante abbiano pubblicato altro anche di buona fattura, si sono mischiati e confusi nella folla di neri incazzati diventati poi miliardari grazie all’Hip-Hop.

Questo disco è firmato da due dei tre De La Soul, Posdnous (ovvero Plug One) e Trugoy (ovvero Plug Two o anche Dave), prodotto da due produttori francesi, Chokolate e Khalid, ed è un concept album che racconta l’ascesa al successo di un gruppo Rap di fantasia.
Il Rap Old-School di questo disco è tutto buono e ben fatto: rispetta i canoni essenziali del genere o rimane costretto nei ben noti cliché del genere, dipende dai punti di vista.

“The Work” e “Tennis” sembrano essere molto influenzati dalla produzione iniziale di Eminem purtroppo non quanto Eminem sia stato influenzato dalla produzione iniziale dei De La Soul, e questo non è un bene per nessuno.
“Small Disaster” ha tutte le caratteristiche del Gangsta-Rap di South-Central L.A., segno dell’adeguamento ad uno stile che ha contato molto di più della Daisy Age.
Anche “The Top Chefs” sembra pensato e prodotto sulla Costa Ovest degli Stati Uniti.
“The Book of Life” è un gran bel Rhythm and Blues con tutti gli elementi necessari al posto giusto.
“Pop Life” è veramente un buon pezzo di genere dove i nostri due profughi di un’era ritrovano molte delle loro distintive caratteristiche, sia musicali che liriche, ricreando quell’atmosfera che aveva così tanto caratterizzato quel gioioso periodo del quale erano stati gli iniziatori.
Il resto non rimarrà scolpito nelle pietre della Storia della Musica.

Proprio perché è un racconto, lo sforzo sembra essere concentrato più sulla sceneggiatura che sulla Musica. Il disco è pieno di skits, scenette introduttive quasi per ogni traccia, e i brani sono sempre sottomessi al racconto il cui senso si comprende solo ascoltando l’album dall’inizio alla fine.
Piuttosto che caratterizzare un racconto con la Musica, colorando gli episodi con l’aiuto della Musica, è evidente che la Musica è a totale servizio del racconto, è evidente che viene prima il racconto, la costruzione della storia, la progressione degli eventi e poi, come una vera e propria colonna sonora destinata ad avere significato solo se strettamente legata al racconto, la Musica.
Ci sono perfino i titoli di testa e i titoli di coda che scorrono, cantati/parlati, sul motivo conduttore della storia.
E’ vero : De La Soul “is Dead” nel 1991.

Escapism
[ Duck Down – 2012 ]
Similar Artist: Dr.Dre, Eminem
Rating:
1. Opening Credits
2. Pushin’ Aside, Pushin’ Along
3. The Work
4. Small Disasters
5. We Made It
6. We Made It (interlude)
7. Must B the Music
8. Goon TV (interlude)
9. The Book of Life
10. Clash Symphony
11. Pop Life
12. Tennis
13. The Top Chefs
14. Backstage (interlude)
15. Move ‘em In, Move ‘em Out
16. Ending Credits

Ascolta “Pushin’ Aside, Pushin’ Along”

Tracklist
 
 

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