banner

BEACH HOUSE
Bloom

14 maggio 2012

Genere:

Non tutto passa, non tutto deve passare così in fretta. Come quei rari amori che vincono il tempo, che vanno controcorrente, come una speranza che incontra finalmente un cielo e un sentiero amico, “Bloom”, quarto album della premiata ditta formata dalla organista Victoria Legrand e dal menestrello-arrangiatore Alex Scally a.k.a. i Beach House, giunge nelle nostre orecchie e nelle nostre vite per rinnovare la magia che era custodita nello zuccheroso “Teen Dream”, mostrandoci un duo ancora in formissima, ancora emozionato e capace di emozionare.

La Casa sulla Spiaggia amplia così il proprio spettro cromatico senza rivoluzionare del tutto il proprio sound ma rendendolo più arioso e un po’ meno introverso e inserendo delle ritmiche dal timbro un po’ meno spartano. Ma non si tratta di aprirsi al mondo dei Desti. Si tratta di vivere ogni momento di questo piccolo-grande-piccolissimo mondo onirico parallelo fatto di minuti sussulti gioiosi, malinconie pastellose e quieti vortici di ricordi sgranati senza più nascondersi tra le pieghe vellutate di esso ma solcandole e modellandole con maggiore consapevolezza. Non più interpreti, filtri e specchi di sogni, ma artefici, domatori, “coltivatori” di essi.

E i semi diventano presto gigli traboccanti di vita e di innocenza, ma anche tremanti di fronte alla coscienza della caducità delle cose e alla possibilità della perdita della purezza, davanti agli occhi della nostalgia che si perdono tra i viluppi che germogliano con movenze sontuose del singolo di lancio “Myth” o i ghirigori fluorescenti di “Lazuli”, che diventano fuochi d’artificio accecanti a sfidare avvolgenti e struggenti firmamenti cobalto in coda, con la Legrand che incontra se stessa in un meraviglioso intreccio di linee vocali che si spinge oltre il concetto di “celestiale” per sfociare in una solenne spiritualità in realtà trafitta da una velata, sottile malinconia.

L’effetto-ripetitività a volte pare essere incombente ma viene sempre evitato con grande classe e un con un cuore davvero immenso, che rendono i carillon fatati di “Troublemaker” (brano che possiede il ritornello più bello e intenso del disco) e “Wishes” qualcosa di sempre avvincente e “diverso” ad ogni nuovo ascolto.

Solo più ascolti e più tempo ci diranno che posizione merita questo “Bloom” nella discografia dei Beach House. Intanto i Beach House sono riusciti più che mai nell’intento di unire levità, innocenza e vera dolcezza a una sontuosità e una malinconia che non appartengono probabilmente a questa Era.

Bloom
[ Sub Pop - 2012 ]
Similar Artist: Cocteau Twins, Blonde Redhead
Rating:
1. Myth
2. Wild
3. Lazuli
4. Other People
5. The Hours
6. Troublemaker
7. New Year
8. Wishes
9. On the Sea
10. Irene

Ascolta “Myth”

 

Articoli Correlati:

3 commenti »

Ultime recensioni

Modern Vampires Of The City

VAMPIRE WEEKEND
Modern Vampires Of The City

The wisdom teeth are out, what you’re on about?
E dunque questo 2013 segna…

AA. VV. – THE PLACE BEYOND THE PINES OST

Praticamente da Bon Jovi a Bon Iver. Il pregio di un film come “The…

Gold Foil

ADRIANO VITERBINI
Gold Foil

Dopo aver concluso il tour quest’inverno con i Bud Spencer Blues Explosion, Adriano Viterbini…

More Light

PRIMAL SCREAM
More Light

Bei tempi quelli dei La’s e degli Stone Roses. Degli Happy Mondays e dei…

Off the Record

KARL BARTOS
Off the Record

Anni fa, se non ricordo male era il momento in cui la dubstep stava…

Trouble Will Find Me

THE NATIONAL
Trouble Will Find Me

All’indomani di una lunga coda post-”High Violet” a base di brani prestati a colonne…

Ready To Die

IGGY AND THE STOOGES
Ready To Die

Ora possiamo ammetterlo, la svolta da crooner di Iggy poteva essere un gioco divertente…

Vivere Aiuta A Non Morire

DARGEN D’AMICO
Vivere Aiuta A Non Morire

Tutti lo vogliono, tutti lo cercano, tanti vogliono lavorare con lui ma ancora pochi…