ACTRESS
R.I.P

 
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di Alessandro "Diciaddùe" Schirano
18 maggio 2012
 

Sinfonie adolescenziali rivolte a Dio parte terza: dopo “Smile” dei Beach Boys e “Cross” dei Justice, è la volta di Actress (alias Darren Cunningham da Wolverhampton) con “R.I.P” (senza punto finale). “Concept” sull’Aldilà? Visti i titoli dei pezzi sembrerebbe proprio di si. 



Per Mr. Cunningham si tratta del terzo album dopo “Hazyville” del 2008 (pubblicato dalla propria etichetta Werk) e “Splazsh”, uno dei migliori album del 2010 elettronico. Come quest’ultimo, esce sulla Honest Jon’s del (l’ormai) solito “prezzemolo” Damon Albarn. 
Da novello Dante, il dj e produttore (lui l’artefice della salita alla ribalta di gente come Zomby e Lukid) ci conduce in un angolo di Paradiso costellato da un vastissimo caleidoscopio di stili e generi, portando la cosiddetta IDM – intelligent dance music – ad un livello (è il caso di dirlo) davvero superiore. 
Ci trovi glitch (“Holy Water”), techno (“Serpent”), sprazzi di ovattato “deepstep” (la fourtet-iana “Raven”), deep-house (“Caves of Paradise”, con tanto di fiati peruviani, il groove di grana grossa di “Marble Plexus” e “Shadows from Tartarus”, la minimal-trance di “IWAAD”), il delicato e ipnotico carillon pianistico di “Jardin” e l’electro-dance di “The Lord’s Graffiti”. Senza dimenticare una fondamentale componente “atmospherical” che trova sublimazione in “N.E.W.” ma permea l’intero disco e rende il tutto soave e quieto, al punto di spingermi a coniare l’espressione SDM (sofà dance music o musica dance per sedentari). Proprio questa attitudine più ambient segna il maggior punto di rottura -o, meglio, di evoluzione- rispetto ai lavori precedenti, più ancorati a generi delimitati da contorni più definiti o, se volete, meno indefiniti.

“

R.I.P”, proprio per la sua complessità strutturale, per il suo passare da un genere all’altro senza un apparente filo di continuità, potrebbe non essere amore al primo ascolto. Forse destabilizza, ma poi intriga e quasi obbliga ad ascoltarlo di nuovo. E allora lo riascolti, e ci trovi qualche dettaglio che prima ti era sfuggito, e lui ti costringe a ritornarci per svelarti altre gemme nascoste. E poi ancora e ancora e ancora, fino a non poterne fare a meno. 
Giunti quasi a metà 2012, prevedo che la nostra attrice sarà ricordata da più di qualcuno negli Oscar di fine anno; nel frattempo si merita la nostra nomination: 5 stelle.



Insomma, checchè ne dica David Byrne, Heaven is a place where something STUNNING happens.

R.I.P
[ Honest Jon’s – 2012 ]
Similar Artist: Lukid, Four Tet, Einstein se avesse fatto anche musica, quante ne sa e quante ne fa Damon Albarn?, non è vero che il Paradiso è noioso anzi.

Rating:
1. R.I.P.

2. Ascending

3. Holy Water

4. Marble Plexus

5. Uriel’s Black Harp

6. Jardin

7. Serpent

8. Shadow From Tantarus

9. Tree of Knowledge

10. Raven

11. Glint

12. Caves of Paradise

13. The Lord’s Graffiti

14. N.E.W.

15. IWAAD

Ascolta “R.I.P” (album preview)

Tracklist
 
 

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