Visioni Di Cody – Gritole
Genere: folk-rock, garage rock, indie rock, post-rock
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Il disco d’esordio delle Visioni Di Cody usciva tre anni fa, purtroppo senza raccogliere grandi riscontri di critica e pubblico. Il quartetto sampierano non si è comunque perso d’animo e ha lavorato per dare all’ottimo “Écrasez l’Infâme” un degno successore: eccoli dunque, dopo varie traversie, tornare con il nuovo “Gritole”. Un album breve e diretto, che si discosta chiaramente dalle vie intraprese in passato, meno post-rock e più semplicità, meno polvere intellettuale e più terra di campo.
È questo, sin dal titolo che omaggia il podere della famiglia del chitarrista Enrico Mancini, un lavoro che sfugge alla modernità, si rifugia tra storie di paese e ritmi lontani dalla modernità, proponendo un’idea di rock che è davvero indipendente e persino autarchica: sin dalla malinconia elettrica di una “Il Mare Che Spacca La Terra”, brano di apertura, ci si ritrova avvinti e affascinati dal sound inedito, come dimostra la successiva “La Piscina Del Dottore”.
Anche quando si accelera e si alzano i volumi, come in “Dai!” e “Claudio”, rimane centrale il concetto di essenzialità, che rende queste brevi invettive punk due irresistibili proiettili adrenalinici.
“Puttana Miseria” celebra con sincerità e buon gusto la tradizione musicale di San Piero in Bagno, affidando un testo di pungente e nostalgica intensità alla voce di Roberto Greggi, che di tale tradizione ha visto le più profonde radici quando cantava nei mai troppo compianti Mazapegul (mentre ora accompagna i Saluti da Saturno). Altrove si assiste ad accecanti visioni eteree (“U.BA.LE.NA.”), si viaggia sulle note indolenti delle ballate “Il Dolore Che Il Cuore Non Sente” e “La Flemma Di Piero”, si assiste all’accattivante teatrino romantico di “Colpi Secchi” e ci si abbandona alla giusta e delicata conclusione con “Un Bel Da Fare…” (complice anche il pregiato trombone di Marcello Detti).
Al difficile passo del secondo album i romagnoli Visioni di Cody dimostrano rara personalità e, nei trenta minuti di “Gritole”, disegnano un bel percorso tra i suoni della contemporaneità e i luoghi della memoria.
2. La Piscina Del Dottore
3. Dai!
4. U.BA.LE.NA.
5. Claudio
6. Puttana Miseria
7. Il Dolore Che Il Cuore Non Sente
8. Colpi Secchi
9. La Flemma Di Piero
10. Un Bel Da Fare…
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