BRIAN JONESTOWN MASSACRE
Aufheben

 
 
di Marco "Fratta" Frattaruolo
21 maggio 2012
 

Di una cosa potete stare sicuri, quando si parla di Anton Newcombe nulla è mai lasciato al caso.
Non è un semplice collage di nomi e di avvenimenti il nome del suo gruppo, quell’allucinante ed ormai glorioso Brian Jonestown Massacre (che riprende il nome del genio dei Rolling Stone Brian Jones e da una delle più violente tragedie americane, il massacro di Jonestown), ne tanto meno “Aufheben”, nome dell’ultimissimo album, è una parola scelta tanto per. Il termine Aufhebung, utilizzato dal filosofo Hegel, “implica in maniera apparentemente contraddittoria, il preservare e il cambiare, e infine il progresso”. Quattordici parole che riassumono alla perfezione questi undici pezzi di pura psichedelica e di sperimentazione, non fine a se stessa, ma che ha lo scopo di spingere la mente dell’ascoltatore ben oltre il presente, e che sia il passato più remoto o il più indefinibile futuro non importa.

Quella dei BJM è psichedelia estrapolata dalle radici, e abbandonata del tutto, o quasi, la componente elettronica che contraddistingueva gli ultimi lavori (su tutti l’ultimo “Who Killed Sgt. Pepper?”…viva il citazionismo!), questo “Aufheben” si muove verso atmosfere più mistiche e meno sintetiche: l’avvio a suon di trombe di “Panic In Babylon”, le indiane “Gaz Hilarant” e “Illuminomi” e il flauto di “Face Down On The Moon” ne sono la dimostrazione. Pezzi come “I Want To Hold Your Other Hand” e “The Clouds Are Lies” portano invece indietro nel tempo e sembrano uscire piuttosto dal loro ‘vecchio’ “‪Take It from the Man!‬”. I Beatles e gli Stones più misticheggianti e acidi sono dietro all’angolo, ma la loro presenza non disturba dato che Newcombe &co. sono in grado di far sembrare tutto così autentico e così fresco, pur essendo chiaro ed evidente da che patrimonio musicale attingano per ogni loro singola nota suonata.

E se c’è un gruppo che negli ultimi venti, quindici anni riesce a portarsi sulle spalle il macigno dell’eredita psichedelica degli anni sessanta, beh, son proprio loro, e speriamo che continuino ancora a lungo, tra citazionismi e ‘ripescaggi’ vari.

p.s. Volevate che dietro al titolo “Blue Order / New Monday” non si celasse un significato ben preciso? Beh, a detta di Newcombe non è altro che una vendetta nei confronti di Bernard Sumner (ex New Order) e dei suoi Bad Liutenant, colpevoli di aver “copiato” nella loro “Sink and Swim” la linea di chitarra da una canzone dei BJM, per cui “ogni volta che qualcuno cercherà il pezzo più famoso dei New Order su Google, iTunes o Last.fm, troverà anche “Blue Order/New Monday“. Ecco spiegato, che dire oltre a ‘GENIALE!!’ ?!

Aufheben
[ A – 2012]
Similar Artist: Beatles e Stones sotto acidi
Rating:
1. Panic in Babylon
2. Viholliseni Maalla
3. Gaz Hilarant
4. Illuminomi
5. I Wanna To Hold Your Other Hand
6. Face Down On The Moon
7. Clouds Are Lies
8. Stairway To The Best Party
9. Seven Kinds Of Wonderful
10. Waking Up To Hand Grenades
11. Blue Order/New Monday
Tracklist
 
 

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